Commissione Covid: “è capitato, a livello periferico di qualche regione, che si siano anticipati dei soldi pubblici senza ottenere l’approvvigionamento dei dispositivi”, Fabio Ciciliano capo della Protezione Civile

Pubblichiamo la relazione integrale di Fabio Ciciliano, Prefetto della Repubblica, attualmente Capo del Dipartimento della Protezione Civile al al tempo dei fatti del Covid, segretario del Comitato Tecnico Scientifico in Commissione Covid. L’audizione si è tenuta lo scorso 3 giugno.

“Abbiamo, diciamo così, due aspetti che riguardano l’attività del Dipartimento della Protezione Civile che adesso mi viene ovviamente ad esserne a capo, e invece la parte che riguarda in maniera più specifica il Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza Covid, che era ovviamente la figura scientifica che soprattutto all’inizio ha fatto attività di consulenza per, ovviamente, i decisori politici, in maniera tale che si potesse, nella migliore maniera possibile del tempo, addivenire a delle decisioni che poi sono state quelle che pubblicamente sono state prese.

Premetto però che questa Commissione ha già ricevuto dal Dipartimento della Protezione Civile una serie di documenti che sono poi essenzialmente tutti gli elementi che sono stati inviati il 10 giugno 2024 in occasione della richiesta della sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato e della Corte dei Conti, e ovviamente i verbali del Comitato Tecnico Scientifico, sia del CTS1 fino al verbale 164 e poi il CTS2, quello che è stato poi presieduto dal Professore Locatelli, quindi il Dottor Miozzo all’inizio e il Dottor Locatelli successivamente.

Ovviamente la dichiarazione di stato d’emergenza, come sappiamo, è avvenuta il 30 di gennaio del 2020 e l’ordinanza del capo del Dipartimento della Protezione Civile il 3 febbraio ha specificato una serie di azioni, una serie di attività, ovviamente quelle che sono all’interno di quello che è il percorso tipico delle attività del Dipartimento della Protezione Civile, quindi fondamentalmente l’organizzazione degli interventi di soccorso e di assistenza alla popolazione interessata all’emergenza, interventi ovviamente necessari e urgenti per la rimozione delle situazioni di pericolo e ovviamente per la tutela e la protezione della pubblica e della privata incolumità.

Comprese, per esempio, quelle che sono state le attività, le disposizioni di interdizione al traffico aereo, terrestre e marittimo per evitare che potessero entrare su territorio nazionale, ovviamente, cittadini provenienti dai paesi che erano stati considerati a rischio.

Al di più poi, ovviamente, l’acquisizione di farmaci, dispositivi medici, dispositivi di protezione individuale, biocidi e quant’altro. Altro punto è ovviamente il ripristino e il potenziamento, anche con procedure di somma urgenza, della funzionalità dei servizi pubblici, quindi il potenziamento di quelle che sono le strutture ospedaliere, delle infrastrutture necessarie per dare la continuità, pur nell’emergenza, dell’erogazione dei servizi di assistenza sanitaria nei territori interessati.

Ovviamente era stata prevista all’interno di quest’ordinanza la possibilità di provvedere in deroga ad alcuni dettati normativi, tra cui il codice dei contratti che all’epoca viggeva, che era il Decreto legislativo 50 del 2016.

Il 21 febbraio 2020, ovviamente, c’è l’accertamento, come ricorderete, del primo caso di paziente nazionale positivo. Il primo caso della coppia dei coniugi cinesi, avvenuto su Roma, era la fine del mese di gennaio; il primo autoctono invece si è verificato il 21 febbraio. Da quel momento, ovviamente, c’è stato un incremento importantissimo della rilevazione dei casi.Ricordo a me stesso che poi, ex post, di un’esperienza di detezione dei casi, ricordo a me stesso che poi, ex post, quella è stata soltanto la prima evidenza di una situazione di carattere clinico che ovviamente successivamente si è fatta risalire addirittura al mese di ottobre o novembre precedente. Quindi stiamo parlando di una situazione che è molto antecedente a qualsiasi di quelli che erano i casi. Ex post si è verificato un incremento numerico dei casi di queste patologie particolari, di polmoniti interstiziali, che però non erano state correlate ovviamente alla presenza del virus SARS-CoV-2, non fosse altro che non c’era la capacità di rilevarlo.Si sono succedute poi una serie di attività normative, come il decreto legge numero 6 del 23 febbraio 2020, che è una cosa molto importante perché fondamentalmente introduce le prime misure urgenti. E poi il 17 marzo del 2020 con il decreto legge numero 18, quello che nomina, tra le varie cose, anche il commissario straordinario ad hoc, che è una figura distinta dai commissari delegati tipici delle attività di gestione emergenziale di protezione civile che nascono dopo la dichiarazione dello stato di emergenza con il potere di ordinanza del capo del Dipartimento della Protezione Civile, a cui ovviamente viene affidato il compito di identificare i commissari delegati. Quindi una figura diversa, e che ovviamente subentra nelle attività del Dipartimento della Protezione Civile fino a quel momento mantenute dal Dipartimento medesimo.

Poi si sono succedute diverse altre norme: il decreto legge 6 del 2020, il decreto legge 9, quello 11, 14 e 18, e i decreti 9, 11 e 14 del 2020. Sono stata la legge di conversione del decreto 17 marzo 2020 numero 18, che ha fatto, che fece salvi gli effetti che al tempo si erano già prodotti. Vedete già che questo è un quadro veramente molto particolare, veramente straordinario, che di fatti ha dato una disciplina molto derogatoria rispetto a quelle che erano le procedure previste.

Uno degli aspetti che porta l’attenzione della Commissione e dei commissari è, per esempio, una cosa banale, ma che banale non è: cioè la possibilità di disporre e di autorizzare pagamenti anticipati all’intera fornitura. Una cosa che normalmente nella pubblica amministrazione è vietata, però dovete pensare che a quel tempo arrivavamo all’interno di un canale di mercato di guerra, dove di fatti, se non anticipavi soldi, i dispositivi non arrivavano. E vi dico in tutta onestà che alcune volte è capitato, non a livello centrale ma a livello periferico di qualche regione, che si siano anticipati dei soldi pubblici, al fronte dei quali però non si è ottenuto l’approvvigionamento dei dispositivi.

Però, tant’è che questa opzione che fu identificata era l’unica obbligata, perché altrimenti non si sarebbe potuto acquisire nulla se non attraverso i canali ordinali, che ovviamente non erano ordinali. È ovvio che, per poter fare ciò, fu autorizzato il Dipartimento della Protezione Civile all’apertura di conto corrente ordinario, quindi non conto corrente di tesoreria, perché ovviamente non era assolutamente possibile utilizzare un conto corrente di tesoreria per pagare fornitori prima dell’arrivo delle commesse e delle forniture.

Questa è una cosa molto importante, così come è molto importante il fatto che il Capo Dipartimento propri soggetti attuatori: il Segretario Generale del Ministero della Salute del tempo per l’attuazione di ogni misura per garantire tutela della salute pubblica e della salute privata, il Presidente delle Regioni e delle Province autonome per l’assistenza alla popolazione, per l’acquisizione dei dispositivi di protezione individuale, la Consip per l’acquisizione sul mercato nazionale e non solo dei dispositivi di protezione individuale, la Direzione Generale di Commissariato e dei Servizi Generali del Ministero della Difesa, il Capo Dipartimento delle Libertà Civili e per l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, e il Presidente della Croce Rossa Italiana del tempo per la quarantena e l’assistenza dei migranti soccorsi in mare.

Con decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile del 5 febbraio 2020 è stato nominato anche il Comitato Tecnico Scientifico, che era incaricato di garantire il necessario supporto tecnico per quelle che poi erano le azioni di decisione da parte della componente politica. In realtà, il CTS nasce come un’attività di continuazione di quella che era la task force che fu istituita insieme al Ministero della Salute, e poi con l’ordinanza che vi ho citato ne prese l’operato e quindi la task force non operò più.

Il CTS che cos’era? Era ovviamente una struttura tecnica di supporto a consultazione del Capo del Dipartimento della Protezione Civile, proprio perché ovviamente era inserito all’interno di un’ordinanza fatta dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, e che nell’arco degli anni in cui ha operato è stato chiamato a dare risposte a quesiti più disparati: dall’attività ordinaria e la tutela degli ospedali, all’approvvigionamento dei dispositivi, all’organizzazione del sistema sanitario, dal commercio allo sport, alle attività commerciali, alle relazioni internazionali, turismo, spettacolo.

Vi ricordate? Vi faccio l’esempio: vi ricordate il parere preventivo che fu chiesto, per esempio, dalla Rai per la realizzazione del Festival di Sanremo? Che è una cosa che proprio non è in cima alle gestioni emergenziali, però aveva un grandissimo impatto su quello che era ovviamente l’attenzione del tempo e quindi, come tale, il Comitato Tecnico Scientifico non si tirò mai indietro.

Quindi, ovviamente, il CTS faceva fondamentalmente consulenza, non faceva attività amministrativa, e ciò che veniva prodotto era fondamentalmente un verbale che poi veniva messo a disposizione, attraverso il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, alla struttura politica, quindi fondamentalmente al Ministro della Salute e, quando fu nominato il Commissario straordinario Arcuri, anche al Commissario straordinario Arcuri, proprio per condividere nella migliore maniera possibile, come di abitudine nei sistemi di protezione civile, quelle che sono le attività di analisi.

Detto questo, che cosa accade? Per quanto riguarda — e vado un po’ più nel tecnico per ciò che attiene alla richiesta della mia audizione, o meglio della mia prova testimoniale — il 24 febbraio, vi ho detto che il 21 febbraio ci fu la prima rilevazione del cittadino italiano che nel Lodigiano risultò positivo, il 24, quindi dopo tre giorni, incominciarono a giungere le prime segnalazioni sulla carenza e l’indifferibile necessità dei dispositivi di protezione individuale. E in sede di Comitato Operativo della Protezione Civile — che, ricordo a me stesso, è la massima struttura nazionale di gestione dell’emergenza che è presieduta dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, a seguito poi delle quali riunioni può prendere decisioni con atti che sono ordinanze di protezione civile, atti monocratici — si condivise, d’intesa con il Ministero della Salute e il supporto di Confindustria, di avviare una ricognizione sul territorio nazionale di tutti quelli che potevano essere i fabbisogni, dei fornitori in grado di poter soddisfare le richieste che erano diventate richieste clamorosamente importanti da questo punto di vista.

Così nasce questa fase che è tutto sommato una fase inedita, per certi versi, e molto complicata della gestione emergenziale, perché noi avevamo una fortissima richiesta di dispositivi di protezione individuale, di mascherine chirurgiche — non facciamo mai la confusione: il dispositivo di protezione individuale è il facciale filtrante. La mascherina chirurgica è un dispositivo che ovviamente è diverso, ed è sottoposto a una normativa diversa, sia dal punto di vista ordinario, ma anche dal punto di vista derogatorio, quando sono succedute le diverse norme.

Questo fatto della carenza dei dispositivi di protezione individuale e dell’acquisizione dei dispositivi individuali, non solo in Italia ma anche all’estero, fu amplificato dalla dichiarazione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità della dichiarazione di pandemia. Quindi, ovviamente, tutti quanti i Paesi, all’esito della dichiarazione, irrigidirono quelle che erano ovviamente le attività di ciascun Paese, addirittura chiudendo all’improvviso il traffico aereo internazionale, che non solo impediva lo spostamento delle persone, ma anche lo spostamento dei beni e dei materiali.

Tutto questo che vi sto dicendo, ovviamente, era stato pensato di renderlo nella maniera più trasparente possibile; ancora oggi è possibile raggiungere questo scotto informativo che il Dipartimento della Protezione Civile dell’epoca realizzò, e che è una stringa — se volete la leggo, oppure voi ve la cedo, insomma ve la partecipo — che è: protezionecivile.gov.it > attività > rischi > rischio sanitario > emergenze > coronavirus.

Per quanto riguarda la gestione finanziaria, ovviamente sul Fondo per l’emergenza nazionale, sul FEN, furono incrementati nei circostanziamenti 2020, 2021 e 2022 stanziamenti complessivi pari a 7 miliardi 873 milioni 737 mila 176 euro. Questo ammontare complessivo di queste risorse finanziarie fu assegnato in gestione al Dipartimento per 925 milioni, mentre i rimanenti 6 miliardi 948 milioni 737 mila 176 furono oggetto di trasferimento sulla contabilità speciale 6198, che era intestata al Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, quello che era il Commissario Arcuri, nominato ai sensi dell’articolo 122 del decreto 17 del 2020.

In realtà, poi, come vi dicevo, sono stati aperti anche due conti correnti bancari per poter gestire immediatamente quelle che erano le attività di fornitura: 66.387 e 66.432, aperti presso l’istituto Banca Intesa San Paolo.

Come vi dicevo, stante la complessità, in maniera assolutamente organica a quanto accade normalmente nelle attività di emergenza di protezione civile, per poter fare nella migliore maniera, più trasparente e più tracciabile quello che era il percorso degli oneri sostenuti, e ovviamente monitorare l’andamento della spesa, in via preliminare si istituì all’interno del bilancio del Dipartimento della Protezione Civile un capitolo dedicato che era articolato per voci di costo, in maniera tale che si potesse avere immediato riscontro sulla base di quelle che erano le richieste da un lato e le spendite dall’altro.

Questa procedura prevedeva ovviamente, da parte dei soggetti attuatori — quelli che vi ho citato prima — la preventiva sottoposizione di un’autorizzazione all’acquisto, con una istanza motivata e quelle che erano le stime di costo. Di costi, non preventivi, perché lì, in quel momento, non c’era possibilità di ottenere nessun tipo di preventivo: erano delle stime di costo sulla base di quelli che poi erano i valori di mercato. Anche dei dispositivi, come voi sapete, c’è stata questa fluttuazione incredibile: al mercato, al dettaglio, i facciali filtranti, i FFP2 — quelli che poi erano i corrispettivi analoghi — sono arrivati a costare anche 12-15 euro l’uno sul territorio nazionale, nelle attività ordinarie e di dettaglio, rappresentando che normalmente sono dispositivi monouso.

Il 26 marzo 2020 c’è stato il passaggio di consegne tra il Dipartimento della Protezione Civile e il Commissario straordinario, e si è condiviso insieme, fondamentalmente, che il Dipartimento della Protezione Civile trasferisse al Commissario straordinario le risorse necessarie al rimborso delle spese sostenute dalle Regioni, per le quali il Dipartimento allora aveva rilasciato un’autorizzazione, però doveva ancora accertarsi in maniera puntuale di quelle che erano le autorizzazioni di spesa, mentre continuava a provvedere al rimborso delle spese sostenute dalle Regioni per gli acquisti dei dispositivi di protezione individuale oggetto di autorizzazioni puntuali che erano state sostenute.

E il Commissario straordinario si è dovuto preoccupare anche di quelle che erano le spese sostenute dalle Regioni senza preventiva richiesta o autorizzazione del Dipartimento della Protezione Civile, tenuto anche conto degli esiti della Conferenza delle Regioni che fu fatta l’8 aprile, in cui si era deciso di valutare la rimborsabilità sempre previa acquisizione di quella che era la relativa rendicontazione.

Il 7 aprile il Dipartimento ha provveduto al primo accreditamento di fondi in favore del Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid-19 dell’importo di 450 milioni e, con successiva nota il 14 aprile 2020, è stata disposta la cessione al Commissario di tutti quelli che sono i rapporti negoziali che vi ho citato adesso — cioè poco prima — dal Dipartimento e che non erano stati completamente eseguiti.

La gestione delle risorse emergenziali, da quel momento, possiamo dire che è stata ripartita in questa maniera:

  • Dipartimento della Protezione Civile che ha operato in regime di contabilità ordinaria, sia con atti diretti sia con trasferimenti di fondi ai soggetti pubblici e privati responsabili della spesa;
  • Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid-19 attraverso la contabilità speciale 6198 che era stata appositamente autorizzata; le Regioni e i soggetti attuatori attraverso specifiche contabilità speciali; e poi le strutture, le componenti operative e gli altri soggetti pubblici beneficiari in regime di contabilità ordinaria.

Quindi, alla fine, al Dipartimento della Protezione Civile — soggetto attuatore nominato in virtù di quelle ordinanze di cui vi ho parlato prima — rimangono in capo, al tempo del Dipartimento della Protezione Civile, le attività di assistenza alla popolazione, quindi la gestione per l’assistenza dei positivi quarantenati ed il reclutamento della task force dei medici e degli infermieri.

Questa fu fatta soltanto durante la prima fase. Adesso vedo qui il senatore Boccia, con cui fu concepita l’intera partita della task force durante la prima fase, perché — ricordo a me stesso — che la parte meridionale del Paese non era stata interessata dall’onda pandemica e quindi, in un regime di sussidiarietà orizzontale, attraverso le strutture sanitarie, si ipotizzò e si utilizzò questa task force. Detto così sembra abbastanza semplice, ma in realtà fu molto complessa nell’organizzazione, perché prevedeva ovviamente la presa dei medici e degli infermieri senza annichilire quella che era la capacità sanitaria degli ospedali della zona, quindi facendo un’attività di valutazione molto precisa, reclutando anche quelli che erano i medici che erano andati in pensione, perché ovviamente la capacità clinica, diciamo così, doveva rimanere conservata.

Con una complessità di carattere logistico, perché al tempo i trasporti non c’erano, quindi furono organizzati dei voli specifici dedicati, grazie alle strutture operative di Protezione Civile, e anche dei viaggi in treno, che furono organizzati soprattutto per quanto riguarda le attività di ritorno, perché chiaramente il contingente in partenza era tutto insieme; al termine dell’attività di ciascun operatore sanitario, ovviamente, le disponibilità non erano sempre tutte quante insieme, quindi si è dovuto fare proprio un lavoro sartoriale per fare in modo che ciascun operatore sanitario ritornasse nelle proprie sedi istituzionali per poter continuare a svolgere le attività operative e lavorative sanitarie che erano proprie.

Poi ancora: l’assistenza e sorveglianza sanitaria dei migranti, gli interventi per garantire la funzionalità dei servizi essenziali e l’implementazione dell’attività all’interno del Ministero della Salute, con il potenziamento degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, e con il potenziamento del numero unico 1500, il numero unico per poter fornire, nella migliore maniera possibile, quelle che erano le informazioni da parte dei cittadini, le requisizioni di cui all’articolo 6 del Decreto Legge 18, e la distribuzione alle Regioni, fino ad aprile 2020, dei materiali acquisiti.

C’è stata poi una serie di attività procedurali — che, se volete, vi allego o, se volete, vi cito adesso — fondamentalmente realizzate per uniformare, diciamo, le varie voci di spesa, che riguardavano poi essenzialmente: l’assistenza domiciliare dei positivi, delle persone in quarantena, la distribuzione dei medicinali, la raccolta dei rifiuti extra contratto — perché ricordate, i rifiuti venivano portati fuori della porta, perché i cittadini non potevano scendere a conferire —, l’assistenza alberghiera di medici, infermieri e operatori sociosanitari, le spese per il volontariato, per le attività di protezione civile, e il rimborso del personale e il contributo per gli operatori sanitari.

  • Ci sono stati dei contenziosi, che vi riporto in rassegna: essenzialmente abbiamo questi contenziosi, che sono essenzialmente
  • sette passivi, di cui quattro relativi a procedure negoziali che sono state avviate dal Dipartimento della Protezione Civile e successivamente cedute al Commissario Straordinario;
  • un contenzioso passivo relativo all’attività di supporto all’azione di governo, in cui il Dipartimento della Protezione Civile è stato chiamato in causa insieme al Comitato Tecnico Scientifico che è stato costituito;
  • cinque contenziosi attivi, di cui tre procedimenti relativi alla società Alia Logistics, che poi, in sede civile fallimentare, ovviamente ha dovuto soccombere per quanto riguarda il credito che il Dipartimento — e quindi la Presidenza del Consiglio — vanta.

Volevo ancora pochi minuti, Presidente, per fare un excursus molto veloce su quelle che poi sono state le procedure che sono state allestite, perché poi sembra abbastanza farraginoso il ragionamento, però in realtà segue quella che è stata una conseguenza determinata, ovviamente, dalle norme.

Fondamentalmente, dopo il decreto legge 9 del 2 marzo del 2020, che cosa accade? Accade fondamentalmente che ci si accorge che i fornitori non riuscivano a spedire, perché c’era questa concorrenza competitiva e quindi c’era fondamentalmente quello che io prima ho citato essere un vero e proprio mercato di guerra. E allora è lì che si dispose, per la prima volta, l’utilizzo della possibilità dei pagamenti anticipati all’intera fornitura. Questa cosa fu possibile perché esisteva lo stato di emergenza; ovviamente c’era l’ordinanza della Protezione Civile che poteva utilizzare le deroghe e quindi utilizzava il meccanismo, la struttura del Comitato Tecnico Scientifico come strumento di consulenza.

Che cosa accadde? Ovviamente il Comitato Tecnico Scientifico non aveva in sé tutte quelle che erano le professionalità per poter fare queste attività squisitamente tecniche, e quindi furono ideati quelli che sono stati i componenti dei gruppi di lavoro, che sono stati suddivisi in:

  • Dispositivi di protezione, fatti dal Ministero della Salute e dall’INAIL;

  • Dispositivi medici, composti da membri dell’Istituto Superiore di Sanità per quanto riguarda le mascherine chirurgiche, e membri esperti del Comitato Tecnico Scientifico per quelli che erano gli apparati di ventilazione meccanica e altri devices tecnici invasivi, come i ventilatori polmonari;

  • Gruppo di lavoro dei dispositivi medici in vitro, i cui componenti erano il Ministero della Salute — per quanto riguarda la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del tempo, la Direzione Generale per i Dispositivi Medici e il Servizio Farmaceutico del tempo — e, ovviamente, l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma;

  • Per quanto riguarda l’ultimo gruppo di lavoro, erano coinvolti anche qui — all’esito della supervisione sanitaria del tempo del Ministero della Salute — la Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico.

Che cosa accade? Che all’esito di questa azione di suddivisione interna del Comitato Tecnico Scientifico, l’indomani — quindi stiamo parlando del 14 marzo — furono da un lato identificate le persone e, dall’altro, per evitare la possibilità di sovrapporre quelle che erano le procedure, fu realizzato un flusso di lavoro che è all’interno del verbale numero 27 del 14 marzo, che in qualche maniera cercava di evitare quelle che potessero essere le sovrapposizioni, per fare un discorso di maggiore fluidità. E che vi riassumo molto brevemente: poi alla fine è stato molto semplice.

Le istanze provenivano da chi? Dal Dipartimento della Protezione Civile, dal Ministero della Salute, da Invitalia o da altri stakeholder. Tutto veniva convogliato su “emergenza coronavirus”. Ovviamente, identificavamo — per poter fare una cosa semplice — ad ogni step una mail dedicata.

Quindi, tutte queste istanze arrivavano a emergenzacoronavirus@invitalia.it, che era l’entry point della struttura commissariale per quanto riguarda queste istanze.

Che cosa faceva il Comitato Tecnico Scientifico? Assegnava a ciascuna il gruppo competente. Se c’erano delle carenze non sanabili, veniva inviata alla segreteria del Comitato Tecnico Scientifico e di lì, ovviamente, alla struttura del Commissario Arcuri per la chiusura della partita. Se si esprimeva parere favorevole, ovviamente, il Comitato Tecnico Scientifico, alla prima riunione successiva, ratificava e metteva in verbale. Oppure, se la documentazione era insufficiente per esprimere un parere, ritornava, attraverso la segreteria del CTS, alla struttura del Commissario per eventuali ulteriori integrazioni e situazioni di carattere documentale.

Che cosa accade? Ad un certo punto, il mercato nazionale fondamentalmente, al tempo, utilizzava come facciali filtranti soltanto quelli che erano i dispositivi FFP2 e FFP3 per particolari attività lavorative. Vi ricordo che questi dispositivi, normalmente, fino ad allora venivano utilizzati da categorie professionali che non erano sanitarie: per esempio, i carrozzieri, che dovevano evitare di respirare solventi e vernici, utilizzavano per norma l’FFP3. Quindi stiamo parlando di dispositivi che avevano ovviamente un tipo di azione di controllo, ma la finalità non era di carattere sanitario. Poi è ovvio che la capacità filtrante dei facciali filtranti fu utilizzata per la stessa identica finalità: evitare di respirare inclusioni.

Allora, che cosa accadde fondamentalmente? Che la quantità di domanda rispetto a quella che era l’offerta sugli FFP2 e FFP3 era talmente debordante che non c’era più possibilità di attingere al mercato. Quindi ci fu una prima azione di analogia con facciali filtranti che, sebbene non avessero la stessa identica capacità — o meglio, avevano la stessa capacità tecnica di filtraggio — però l’analisi sperimentale che portava al tipo di risultato era diversa. E quindi non si poteva parlare di identità, ma di analogia.

La cosa finale è che, comunque, questi dispositivi avevano una capacità filtrante superiore al 90-95%, quindi molto, molto buona. Bene, ci fu una prima analogia con i facciali N95, di produzione nordamericana e sudafricana, e anche lì ovviamente immediatamente si perse nella differenza tra domanda e offerta. Quindi risultò del tutto evidente che era assolutamente insufficiente.

Nella seduta del 15 marzo, numero 28, il Comitato Tecnico Scientifico, sentito anche l’Istituto Superiore di Sanità, ritenne accettabile l’analogia delle maschere facciali filtranti FFP2, N95 e KN95. Che cosa accadde in questo momento? Ovviamente si cominciò ad aprire, con questa analogia, quello che era il mercato di uno dei maggiori produttori di KN95, che era essenzialmente la Cina. E ovviamente iniziarono ad arrivare al Comitato Tecnico Scientifico, attraverso quel meccanismo che vi ho citato poco tempo fa, le documentazioni relative.

Era un’azione complicata, legata a quelle che erano le attività di validazione, che — ricordo a me stesso — erano solo ed esclusivamente su base documentale. Cioè, il Comitato Tecnico Scientifico, i gruppi di lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità per quanto riguarda le mascherine chirurgiche, e l’INAIL per quanto riguarda i facciali filtranti, dovevano fare semplicemente un’azione di controllo documentale, per fare in modo che quella documentazione fosse a sua volta corrispondente al dettato di filtrabilità che vi ho detto prima, pur all’interno di un percorso di carattere derogatorio, che era stato individuato dall’articolo 5-bis per quanto riguarda le mascherine chirurgiche — che potevano essere anche prive del marchio CE — e dall’articolo 15 del decreto-legge 18 marzo 2020, numero 18.

Ricordo a me stesso che ho portato questa immagine — voi ve lo ricordate perfettamente — questa cosa delle maschere: erano le maschere della Decathlon, che erano maschere utilizzate per fare snorkeling. E un’intuizione di un ingegnere italiano rese possibile, attraverso la stampa 3D, la produzione di quella che era la valvola di esalazione e la possibilità di collegare la maschera ai ventilatori. Pensate in che condizioni eravamo, da questo punto di vista.

Che cosa accadde poi? Accadde, come vi dicevo, che dopo tre giorni dall’organizzazione del flusso — come vi ho fatto vedere prima — fu fatta la norma che demandava direttamente a INAIL, per quanto riguarda i facciali filtranti, e all’Istituto Superiore di Sanità, per quanto riguarda le mascherine, le attività di analisi e di gestione delle conformità in deroga.

A quel punto, che cosa accadde? Si cominciarono di nuovo a sovrapporre le azioni: da un lato si utilizzavano i canali del Commissario Straordinario e quindi il Comitato Tecnico Scientifico con il gruppo di lavoro; dall’altro, invece, i produttori utilizzavano direttamente il canale dell’Istituto Superiore e dell’INAIL.

Che cosa accadde fondamentalmente? Che le persone che dovevano fare questo tipo di validazione erano sostanzialmente le stesse: erano all’interno del tavolo del Comitato Tecnico Scientifico da un lato, e ovviamente appartenevano alle istituzioni — INAIL e Istituto Superiore di Sanità — dall’altro. Quindi era di tutta evidenza che, per evitare duplicazioni — quello che era stato lo spirito iniziale — quando c’è stata questa norma che di fatto utilizzava un altro canale, diciamo un “CTS extra Commissario”, perché le aziende potevano riferirsi direttamente all’Istituto Superiore per le mascherine e a INAIL per i facciali filtranti…

Da quel momento, il 29 aprile 2020, nel verbale n. 162, il CTS si riunisce e quindi, per evitare duplicazioni, a questo punto il CTS, per evitare sovrapposizioni e ritardi — tra l’altro rappresentati dallo stesso Istituto Superiore e da INAIL — perché ovviamente erano stati completamente sommersi da richieste e quindi da sovraccarico (ricordatevi che la norma diceva che entro tre giorni bisognava emettere il parere), che cosa è successo?

Che dal 1° maggio 2020 il CTS poteva trasmettere direttamente sia a INAIL sia all’Istituto Superiore le istanze, in maniera tale che la verifica, la convergenza, potesse essere fatta in maniera più agevole direttamente presso gli istituti, che dovevano poi a quel punto rilasciare la conformità”.

Qui trovate la seduta del 3 giugno 2025

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COMMISSIONE COVID – SECONDA AUDIZIONE: Studi ignorati da Aifa sulle cure per il Covid denunciati in Commissione Covid dai medici di ContiamoCi!

COMMISSIONE COVID – SECONDA AUDIZIONE: Danni ai medici per la gestione pandemica: denunce archiviate. Il punto durante la Commissione Covid di Anao Assomed

COMMISSIONE COVID – TERZA AUDIZIONE:  In Commissione Covid è stato spiegato perché le mascherine aumentano le infezioni respiratorie e perché il paracetamolo fa male quando si prende un virus dal professor Donzelli della Fondazione Allineare Sanità e Salute

COMMISSIONE COVID – TERZA AUDIZIONE: Commissione Covid: come è cambiata la figura del farmacista durante la pandemia, spiegato da Andrea Mandelli, Presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani. “L’anno scorso le farmacie lombarde hanno vaccinato contro il Covid più dello Stato”

COMMISSIONE COVID – TERZA AUDIZIONE: Il ruolo degli infermieri durante la pandemia illustrato in commissione Covid: “centralità ed elevata professionalità dimostrata nel contesto emergenziale”, FNOPI (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche) anche nelle “comunicazioni di sospensione nei confronti degli iscritti agli ordini per mancata adempimento all’obbligo vaccinale e successiva revoca”

COMMISSIONE COVID – TERZA AUDIZIONE: Commissione Covid le richieste dei 5 stelle: “Non tradisca, signor Presidente, il mondo scientifico che tanto ha lavorato all’isolamento del genoma del virus e alla individuazione di protocolli terapeutici e vaccinali che hanno consentito al Paese e direi al mondo intero di uscire dalla pandemia”

COMMISSIONE COVID – TERZA AUDIZIONE: In Commissione Covid spiegato perché la Tachipirina fa male nelle infezioni virali dal professor Donzelli

COMMISSIONE COVID – TERZA AUDIZIONE:  Meno 80 gradi per la conservazione dei vaccini “era necessaria, passando il tempo si è capito che il farmaco era più stabile”, Andrea Mandelli, Presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani in Commissione Covid

COMMISSIONE COVID – QUARTA AUDIZIONE: Commissione Covid: richieste continue di conferma per Tachipirina e Vigile attesa “solo consigliata” e libertà dei medici di prescrivere farmaci, da parte di presidente e commissari

COMMISSIONE COVID –  QUARTA AUDIZIONE: La relazione integrale dell’associazione dei medici di famiglia in Commissione Covid: dovevamo proteggere gli operatori sanitari, seguire le linee guida dell’Oms, fare certificati per le persone in isolamento, perché non avessero danni economici…

COMMISSIONE COVID –  QUARTA AUDIZIONE: La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi in Commissione Covid difende l’operato del Governo. La relazione completa

COMMISSIONE COVID –  QUARTA AUDIZIONE: Siamo stati tutti “chiamati in causa perché avevamo utilizzato troppa eparina”, dott. Alfredo Cuffari della Federazione italiana delle società medicoscientifiche, in Commissione Covid

COMMISSIONE COVID –  QUARTA AUDIZIONE: La denuncia alla commissione covid della Federazione italiana delle società medicoscientifiche: medici ospedalieri lasciati soli, mancanza di autopsie, di piano pandemico, di linee guida, disparità tra le regioni con e senza medicina territoriale, che, una volta attivata ha aiutato

COMMISSIONE COVID – QUINTA AUDIZIONE: Commissione Covid: la relazione integrale della Siti (Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica), difende il suo operato, ma le criticità emergono dalle domande e sono molte

COMMISSIONE COVID –  QUINTA AUDIZIONE: Commissione Covid: la relazione integrale della Siti (Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica), difende il suo operato, ma le criticità emergono dalle domande e sono molte

COMMISSIONE COVID –  QUINTA AUDIZIONE: Commissione Covid: la relazione integrale del Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori polizia) su come hanno garantito la sicurezza pubblica con i ringraziamenti di Lisei

COMMISSIONE COVID –  QUINTA AUDIZIONE: “Ancora oggi non abbiamo un piano pandemico per malattie respiratorie”, la rivelazione in Commissione Covid. “il piano pandemico in Italia era è un piano di preparazione alla pandemia influenzale con particolare attenzione all’aviaria”

COMMISSIONE COVID –  QUINTA AUDIZIONE: Tachipirina e vigile attesa per “mettere in atto sistemi di sorveglianza che fossero in qualche modo automatizzati”, Enrico Di Rosa della Siti in Commissione Covid

COMMISSIONE COVID –  QUINTA AUDIZIONE: Bagarre in commissione Covid sui numeri dei morti tra Colucci (Cinque Stelle) e il presidente Lisei

COMMISSIONE COVID –  SESTA AUDIZIONE: La relazione integrale di Osa Polizia in Commissione Covid: “Trieste pagina buia della democrazia Italiana, incentivi e straordinari per mantenere l’ordine pubblico, scollamento tra emergenza e costituzione dilagato di pari passo con il virus”

COMMISSIONE COVID –  SESTA AUDIZIONE: La relazione integrale dell’avv. Grimaldi in Commissione Covid denuncia le mancate cure oltre ai protocolli sbagliati. “Antinfiammatori, spermidina, quercetina e vitamina D, intervento precoce, per poi utilizzare all’occorrenza antibiotici, eparina o anche cortisone. Era così difficile?”

COMMISSIONE COVID –  SESTA AUDIZIONE: Le difficoltà delle forze dell’ordine spiegate alla Commissione Covid dal sindacato di polizia COISP. La relazione integrale

COMMISSIONE COVID –  SESTA AUDIZIONE: Avv. Grimaldi in Commissione Covid: “La gente continuava a morire per la vigile attesa, dire che erano sono raccomandazioni quando non si lasciava ai medici di famiglia la libertà di prescrivere è qualcosa di aberrante”

COMMISSIONE COVID –  SESTA AUDIZIONE: Bergamo: i camion dell’esercito portavano una sola bara e testa. La rivelazione in Commissione Covid. “Cosa voleva portare alla popolazione quell’immagine?”, Osa Polizia

COMMISSIONE COVID – SETTIMA AUDIZIONE – 3 DICEMBRE 2024: La relazione integrale della Fondazione Gimbe in Commissione Covid: i sanitari infettavano, monitoraggi ritardati di 14 giorni, numero di tamponi fatti in base alle esigenze delle regioni

COMMISSIONE COVID – SETTIMA AUDIZIONE – 3 DICEMBRE 2024: Sdoganata la telepsichiatria con la pandemia, in Commissione Covid la relazione integrale della società Italiana di Psichiatria

COMMISSIONE COVID – SETTIMA AUDIZIONE – 3 DICEMBRE 2024: “Nel nostro paese la rete psicologica pubblica è molto carente e quindi non c’è stata la possibilità dare risposte al pubblico”, la relazione in Commissione Covid del Comitato Nazionale Ordini Psicologi

COMMISSIONE COVID – SETTIMA AUDIZIONE – 3 DICEMBRE 2024: La Polizia Locale in Commissione Covid: “Chiediamo anche scusa alle comunità per le numerose sanzioni elevate. I tanti DPCM ci hanno trasformati in nemici della popolazione”. La relazione integrale

COMMISSIONE COVID – SETTIMA AUDIZIONE – 3 DICEMBRE 2024: Pandemia: la comunicazione generava un’ansia non da poco nei cittadini italiani, la Fondazione Gimbe in Commissione Covid

COMMISSIONE COVID – SETTIMA AUDIZIONE – 3 DICEMBRE 2024: Pronti per una nuova pandemia: “No! Il servizio sanitario nazionale rispetto al 2020, è più indebolito dal punto di vista strutturale e soprattutto professionale”, Fondazione Gimbe in Commissione Covid

COMMISSIONE COVID – SETTIMA AUDIZIONE – 3 DICEMBRE 2024: Conte ammette il fallimento della didattica a distanza in Commissione Covid: “misura necessitata, anche molto discussa con gli esperti del Cts”

COMMISSIONE COVID – SETTIMA AUDIZIONE – 3 DICEMBRE 2024: Il presidente della Fondazione Gimbe chiede il coinvolgimento delle Regioni nella Commissione Covid

COMMISSIONE COVID – SETTIMA AUDIZIONE – 3 DICEMBRE 2024:  Mascherine: Buonguerrieri chiede di chiamare in Commissione Covid JC-Electronics Italia Srl, che ha vinto una causa da 203 milioni di euro contro il Governo

COMMISSIONE COVID – SETTIMA AUDIZIONE – 3 DICEMBRE 2024: Commissione Covid: “i professionisti sanitari non avevano nessuna idea di che cosa fosse la gestione della pandemia, perché un piano pandemico non l’avevano mai letto, perché nel piano d’aggiornamento dei medici non c’è nulla che riguarda la gestione delle pandemie”, Fondazione Gimbe

COMMISSIONE COVID – SETTIMA AUDIZIONE – 3 DICEMBRE 2024: In Italia in pandemia si disinfettano anche i diari a scuola, quando scientificamente si è documentato che meno dell’1% della trasmissione avveniva attraverso il trasporto del virus da contatto, Fondazione Gimbe in Commissione Covid

COMMISIONE COVID – INAIL – 14 GENNAIO 2025:  Commissione Covid: la relazione integrale dell’Inail: “oltre 300 mila persone hanno denunciato un infortunio di infezione sul posto di lavoro per Covid”, da questi numeri sono esclusi i medici e i sanitari che non sono tutelati dall’Istituto

COMMISIONE COVID – INAIL – 14 GENNAIO 2025: Commissione Covid: la relazione integrale dell’Inail: “oltre 300 mila persone hanno denunciato un infortunio di infezione sul posto di lavoro per Covid”, da questi numeri sono esclusi i medici e i sanitari che non sono tutelati dall’Istituto

COMMISIONE COVID – INAIL – 14 GENNAIO 2025 – Inail in Commissione Covid: la gran parte dei lavoratori deceduti erano pazienti fragili

COMMISIONE COVID – INAIL – 14 GENNAIO 2025 – Covid: “i decessi osservati nei primi tre mesi e mezzo coincidono temporalmente con le misure di contenimento massimo”, l’Inail in Commissione Covid

COMMISIONE COVID – INAIL – 14 GENNAIO 2025-  Inail in Commissione Covid: non c’era un “piano pandemico occupazionale”, “non era nostra competenza averlo”

COMMISIONE COVID – INAIL – 14 GENNAIO 2025 –  Covid e complicanze tardive: l’Inail ha riaperto alcuni casi per garantire il diritto all’indennizzo. La spiegazione in Commissione Covid

COMMISIONE COVID – INAIL – 14 GENNAIO 2025 Infezione da Covid i casi in cui non è stata riconosciuta come malattia professionale: le spiegazioni dell’Inail in Commissione Covid

COMMISIONE COVID – INAIL – 14 GENNAIO 2025: Rivalse contro i datori di lavoro per infezioni da Covid: l’inail “sempre aderito ad un criterio di prudenza e di lungimiranza”, le dichiarazioni in Commissione Covid

COMMISIONE COVID – INAIL – 14 GENNAIO 2025: Postumi sotto il profilo fisico e psichiatrico dopo il Covid. L’analisi dell’Inail in Commissione Covid

COMMISIONE COVID – INAIL – 14 GENNAIO 2025:  Inail in Commissione Covid: Contact tracing utile solo quando c’erano solo pochi contagi

COMMISIONE COVID – INAIL – 14 GENNAIO 2025:  Medici più colpiti degli infermieri in pandemia… “anche per via dell’età”, la spiegazione dell’Inail in Commissione Covid

COMMISSIONE COVID – INAIL – 14 GENNAIO 2025:  Osservatorio Long Covid Inail. I dati presentati in Commissione Covid

COMMISSIONE COVID – INAIL – 14 GENNAIO 2025: Commissione Covid: come i malati di Covid sono diventati infortuni sul lavoro, la spiegazione di Inail

COMMISSIONE COVID – DOMENICO ARCURI – 16 GENNAIO 2025: La testimonianza integrale di Domenico Arcuri in Commissione Covid

COMMISSIONE COVID – JC-ELECTRONICS – 16 GENNAIO 2025: Le accuse della JC-Electronics alla gestione commissariale degli acquisti di mascherine in pandemia. La relazione integrale in Commissione Covid

COMMISSIONE COVID 28 GENNAIO 2025 – ISTAT- Commissione Covid: l’stat presenta i dati dei decessi e dei contagi. “Fin dall’inizio l’Istat ha collaborato con i gruppi di lavoro dell’OMS”, la relazione integrale

COMMISSIONE COVID – 30 GENNAIO 2025 – ISS:   In commissione Covid l’Istituto superiore di Sanità “sorveglianza integrata del Covid, iniziata nel 2020 è ancora attiva”. La relazione della prof. Anna Teresa Palamara

COMMISIONE COVID – 30 GENNAIO 2025  ISS – Zona rossa: “Ho preso Xanax per vari giorni per andare davanti a una decisione così complessa su quale c’erano tantissime incertezze”. La relazione integrale del dott. Patrizio Pezzotti, ISS in Commissione Covid. “Sono stato io a dover fare il circoletto sull’area”

COMMISSIONE COVID – 18 FEBBRAIO 2025 – AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI – Commissione Covid e mascherine: denuncia insabbiamenti e mala gestione sistematica delle indagini Miguel Martina dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Cosa è successo. La relazione integrale

COMMISIONE COVID – 18 FEBBRAIO 2025 – AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI – Mascherine farlocche: “c’è stato il rifiuto di intervento da parte dell’entità territoriale”, le rivelazioni in Commissione Covid di Miguel Martina, già funzionario dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli

COMMISIONE COVID – 20 FEBBRAIO 2025 – AGENAS – Commissione Covid: l’Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, inattiva fino a giugno 2020, quando è arrivato il Commissario. La relazione integrale

COMMISIONE COVID – 20 FEBBRAIO 2025 – AGENAS – Green pass deciso quando le terapie intensive erano sotto al 3%. La denuncia di Borghi in Commissione Covid, Agenas “la media del periodo non l’abbiamo mai calcolata”

COMMISIONE COVID – 20 FEBBRAIO 2025 – AGENAS – Telemedicina per avere i dati aggiornati in tempo reale, così l’Agenas spinge la digitalizzazione in Commissione Covid

COMMISSIONE COVID – 25 FEBBRAIO 2025 – ASSOCIAZIONE STUDI E INFORMAZIONI SULLA SALUTE – Commissione Covid: la relazione del dott. Eugenio Serravalle in difesa dei bambini contro quello che è stato fatto loro in pandemia, è presidente dell’Associazione studi e informazioni sulla salute e membro della Commissione Medico Scientifica Indipendente

COMMISSIONE COVID – 25 FEBBRAIO 2025 – GIORGIO PARISI – Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica, loda l’operato del governo in Commissione Covid: “lockdown necessari non c’erano cure, i vaccini hanno avuto un’influenza notevole, concentrarsi sulla cura non era assolutamente possibile, perché il numero di persone malate era enorme”

COMMISSIONE COVID – 25 FEBBRAIO 2025 – GIORGIO PARISI – Lockdown: scontro in Commissione Covid tra Borghi e il premio nobel per la fisica Giorgio Parisi

COMMISSIONE COVID – 4 MARZO 2025 – NICOLA PETROSILLO – SPALLANZANI –  Commissione Covid: Nicola Petrosillo dello Spallanzani di Roma ricorda i primi ricoveri dei cinesi a Roma. La relazione integrale. “Il piano pandemico esula dalle mie competenze, io sono un clinico”

COMMISSIONE COVID – 4 MARZO 2025 – NICOLA PETROSILLO – SPALLANZANI – Commissione Covid: Nicola Petrosillo dello Spallanzani di Roma ricorda i primi ricoveri dei cinesi a Roma. La relazione integrale. “Il piano pandemico esula dalle mie competenze, io sono un clinico”

COMMISSIONE COVID – 4 MARZO 2025 – NICOLA PETROSILLO – SPALLANZANI – “Nei primi mesi della pandemia non era possibile applicare gli stessi protocolli utilizzati per l’influenza”, difende l’operato del governo Nicola Petrosillo dello Spallanzani in Commissione Covid

COMMISSIONE COVID – 4 MARZO 2025 – NICOLA PETROSILLO – SPALLANZANI – Tachipirina e vigile attesa: “ritengo che si riferisse ai pazienti domiciliari con una forma lieve di Covid”, Nicola Petrosillo dello Spallanzani in Commissione Covid

COMMISSIONE COVID – 4 MARZO 2025 – NICOLA PETROSILLO – SPALLANZANI – Allo Spallanzani “non ricordo che ci sia mai stata la necessità di scegliere tra due pazienti per l’accesso alla terapia intensiva. C’era sempre disponibilità di posti”, Nicola Petrosillo in Commissione Covid

COMMISSIONE COVID – 4 MARZO 2025 – NICOLA PETROSILLO – SPALLANZANI – “Abbiamo una grande carenza di posti letto per le terapie palliative e per il fine vita”, prof. Silvio Garattini in Commissione Covid. “Non c’è mai stato nessuno che abbia chiesto di morire” se curato

COMMISSIONE COVID – 6 MARZO 2025 – ANTONELLO MARUOTTI – ORDINARIO DI STATISTICA – Come la comunicazione e i dati siano stati utilizzati in modo fuorviante in pandemia, spiegato in commissione Covid, con molti esempi, da Antonello Maruotti, ordinario di statistica. “L’obiettivo era restare entro un certo limite, non monitorare la pandemia”. La relazione integrale

COMMISSIONE COVID – 6 MARZO 2025 – ANTONELLO MARUOTTI – ORDINARIO DI STATISTICA – L’indice RT su cui si sono chiuse le Regioni: “non si calcola, si stima” e ce ne sono diversi che danno risultati differenti, la rivelazione in Commissione Covid di Antonello Maruotti, ordinario di statistica

COMMISSIONE COVID – 6 MARZO 2025 – ANTONELLO MARUOTTI – ORDINARIO DI STATISTICA – Pandemia: “uno degli errori più grandi è stato credere che quello che andava bene per Ebola o per un’altra epidemia potesse andare bene anche per il Covid”, denuncia in Commissione Covid di Antonello Maruotti, ordinario di statistica

COMMISSIONE COVID – 6 MARZO 2025 – ANTONELLO MARUOTTI – ORDINARIO DI STATISTICA – Lockdown: “sono state chiuse intere regioni perché non avevamo informazioni affidabili a livello provinciale, per non dire comunale”, a rivelazione in Commissione Covid di Antonello Maruotti, ordinario di statistica

COMMISSIONE COVID – 11 MARZO 2025 – ISTITUTO SPALLANZANI DI VIROLOGIA: Come ha agito in pandemia il laboratorio di virologia dell’Istituto Spallanzani, spiegato in Commissione Covid da Maria Capobianchi. La relazione completa

COMMISSIONE COVID – 11 MARZO 2025 – ISTITUTO SPALLANZANI DI VIROLOGIA: Turisti Cinesi con il Covid e ruolo dello Spallanzani a gennaio e febbraio 2020 e i test di chi arrivava dalla Cina spiegato in Commissione Covid

COMMISSIONE COVID – 11 MARZO 2025 – ISTITUTO SPALLANZANI DI VIROLOGIA: Rapporti tra lo Spallanzani e i russi durante la pandemia spiegati in Commissione Covid

COMMISSIONE COVID – 13 MARZO 2025 – ASSOCIAZIONE UMANITA’ E RAGIONE – “Il lockdown è stato un po’ un’illusione. Tutti quanti abbiamo voluto cercare segni della sua efficacia”, è associato nei dati a un eccesso di mortalità, non il contrario, Associazione Umanità e ragione in Commissione Covid. La relazione integrale

COMMISSIONE COVID – 13 MARZO 2025 – ASSOCIAZIONE UMANITA’ E RAGIONE – Attaccato in Commissione Covid perché ha sostenuto che il lockdown generalizzato è stato nocivo. Cosa è successo

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