il 17 novembre si torna in Corte Costituzionale per l’obbligo vaccinale imposto agli over 50

“Il 17 novembre 2025, a distanza di tre anni dalle famigerate sentenze 14-15-16 del febbraio 2023, la Corte costituzionale è chiamata a pronunciarsi nuovamente sulla legittimità dell’obbligo vaccinale, questa volta in relazione alle sanzioni della sospensione dal lavoro e dalla retribuzione degli over50 inadempienti ad assumere un prodotto medicinale inefficace a raggiungere lo scopo legale e perdipiù potenzialmente pericoloso per la propria salute individuale”, spiega l’avv. Angelo di Lorenzo.

“Certo che se si prendesse atto solo del sospetto che il medicinale usato per adempiere all’obbligo vaccinale per immunizzarsi dal virus Ssrs-CoV2 fosse legalmente inefficace e pericoloso per la salute dell’assuntore, dovrebbe cambiare ogni valutazione sul buon operato dei nostri decisori.

E se fosse vero ciò che oramai è confessato dagli stessi protagonisti della storia, che non negano i fatti -e come potrebbero- ma si limitano a declinare le proprie competenze e responsabilità, scaricandole su altri soggetti o fattori per lo più collettivi (ad es. l’OMS, il CDC, l’UE, etc.) o impalpabili (la Scienza; la salute pubblica; etc.), in maniera che nessuno mai sia chiamato a rendere conto di nulla.

Anche perché si è capito bene che Speranza Roberto era posseduto dallo spirito del ducetto mentre la penna nella sua mano vergava le pagine di quel meraviglioso racconto delle gesta sanitarie nazional-socialiste da prendere a modello da chiunque nel 2020 voleva contrastare l’emergenza pandemica in rapida diffusione in Europa, passando dall’Italia, notoriamente ponte d’oro verso l’occidente attraversato da clandestini, droga, contrabbandi vari e virus letali.

Un modello eccezionale che avrebbe sconfitto il virus con l’arma segreta del sacrificio umano, riscosso dallo Stato come contropartita della solidarietà sociale -in pratica si è forgiato il nuovo istituto della “donazione obbligatoria”- mediante la violenta sospensione dei diritti primari e della minaccia normativa di sanzioni: siamo proprio al limite dell’estorsione.

Solidarietà poi del tutto dimenticata dallo Stato nei confronti dei danneggiati dal sacrificio umano, soprattutto alla luce del fatto che gli interessi collettivi per il cui raggiungimento quel sacrificio veniva preteso sono (ed erano stati già al tempo) inesistenti o impossibili da perseguire.

Demagogia sociale a livello altissimo, che fin tanto che è perdurata la paura di morire per il covid attecchiva come la gramigna nelle menti lobotomizzate di spettatori inermi, terrorizzati da immagini e da bugie che purtroppo continuano ad essere confermate in Tv e nelle aule di giustizia nonostante gli stessi protagonisti della storia siano passati in uno schiocco di dita dalla candidatura al premio Nobel a semplici passacarte esecutori di indirizzi impartiti al di fuori dell’ordinamento nazionale.

E che tutto il lockdown e la questione vaccinale siano stati meri errori di gente incompetente e impanicata oramai è riduttivo e forse troppo paternalista da sostenere, perché qui parliamo di mala fede dimostrata dalla Scienza, dalle confessioni rese, da studi e dalle indagini eseguite da migliaia di addetti ai lavori.

Esiste -almeno così è scritto nella legge fondamentale dello Stato- un intero apparato dell’ordinamento che è deputato ad applicare e interpretare la legge al fine di risolvere le controversie, garantendo la tutela dei diritti ai cittadini, la conservazione dell’ordine sociale e il rispetto della legalità: si chiama Magistratura, composta da uomini e donne che dovrebbero esercitare la giurisdizione in maniera imparziale, trasparente e indipendente dagli altri poteri dello Stato.

Una Magistratura invece che sul tema emergenza sanitaria e vaccini, fino ad ora, si è comportata come passacarte del passacarte, anche di fronte all’evidenza.

Vedremo se anche stavolta, conoscendo la Verità, verrà restituita finalmente un briciolo di Giustizia, anche se poi non è questione di merito, ma ne va della stessa credibilità dello Stato e del suo apparato giurisdizionale”.

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