“Avremo ancora un paio di mesi da aspettare: dovrebbe esserci novembre e, se tutto va come deve andare, io a gennaio ritornerò a fare il mio lavoro”, spiega Stefano Puzzer. “Avendo giudicato la prima volta la Corte d’Appello di Trieste, bisogna ritornare alla Corte d’Appello di Venezia, che dovrà sentenziare sul mio licenziamento secondo le direttive della Cassazione. Avendo la Cassazione accettato il ricorso in toto, adesso l’appello deve, in poche parole, rettificare quello che ha detto la Cassazione.
Da festeggiare c’è ancora poco, nel senso che abbiamo avuto questa vittoria tutti assieme, ma è appena un punto di partenza. Io non mi sono mai adagiato, ho sempre detto che questa sarà una vittoria di tutti, però è una prima battaglia. Io non dimentico tutto quello che hanno fatto, non dimentico tutte le persone che hanno perso il lavoro, non dimentico tutte le persone che sono state additate, sia dai familiari che dagli amici. Non dimentico i ragazzi che stanno ancora male, che hanno perso la salute, che non riescono neanche ad avere un lavoro. Questa, secondo me, è una prima battaglia. Io ho solo da ringraziare tutti, veramente: dagli avvocati, alla mia famiglia, ai miei amici che mi sono stati davvero vicini in questi quattro anni. Sono felice, non dico di no, ma sono forse ancora più determinato di prima, perché le cose da mettere a posto sono tante, e di giustizia ne deve uscire ancora molta.
Su le maniche, forza, andiamo avanti tutti con un po’ di fiducia in più.
La situazione è questa: in poche parole, i miei avvocati hanno preparato un ricorso su dieci punti. Tra questi punti ci sono il reintegro, il risarcimento degli anni persi, le spese legali e, soprattutto, la cosa importante era che, in poche parole, io, nonostante fossi vaccinato e avessi contratto l’influenza, avrei dovuto avere il Green Pass, ma non l’ho mai scaricato. Il decreto diceva che, per non andare al lavoro, ti potevi autosospendere, e io ero autosospeso dal 15 ottobre al primo maggio del 2022. Potevi non essere in grado di esibire il Green Pass, e questo io ho fatto, perché non avendo mai scaricato quella “schifezza” non ce l’avevo. E quindi la Cassazione ha dato piena ragione al ricorso dei miei avvocati, annullando la sentenza della Corte d’Appello di Trieste.
Per quanto riguarda l’aspetto economico, io ho trovato due avvocatesse che veramente spero che tutti, nella vostra strada, incontriate: persone così, perché sono state meravigliose e non hanno mai preteso, penso, neanche metà del dovuto in una questione normale. Diciamo che abbiamo lavorato, ci siamo fatti il mazzo e tutto questo dimostra che, se hai ragione, arrivi al fatto che giustizia ci sia. Quindi questo dimostra che non dobbiamo mai mollare: se c’è ragione, una soluzione si trova sempre. Io posso ringraziare le persone che mi sono state vicino e quindi andiamo avanti alla grande.
Adesso, dopo tutte le esperienze che ho avuto, vi dirò: abbiamo fatto un’altra gavetta a cinquant’anni, mi sembra il caso di tornare a casa a fare avanti quello che ho fatto per vent’anni.
Continuano ad arrivare telefonate come se non ci fosse un domani. Fa molto piacere tutto questo affetto. Devo dire la verità, fa molto piacere, anche affetto inaspettato da persone che magari, tra virgolette, si erano dimenticate. Ma io non ho rivalse, non ho rabbia, non ho vendette da prendere con nessuno: io voglio solo giustizia. Come ho detto, questo è, tra virgolette, in primis per me, ma io ho sempre detto che questa è giustizia per tutti noi, e questo deve darci fiducia perché abbiamo tanta strada da fare e tanta giustizia da avere, soprattutto tanto rispetto. Devono restituirci tutta la dignità che hanno provato a toglierci, perché noi l’abbiamo mantenuta tutta”.
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