“Il 18 ottobre rimane il giorno della vergogna”, Stefano Puzzer “I nostri diritti lo Stato li ha spazzati via con gli idranti”. Per non dimenticare

“Il 18 rimane il giorno della vergogna. Oggi è l’anniversario di una giornata importante, secondo me, molto importante. Trieste, al Varco 4, ha ancora dentro di sé quell’empatia, quella voglia di essere uniti, quella voglia di stare insieme,” ricorda Stefano Puzzer, uno dei protagonisti di quei giorni di lotta, per cui, ricordiamo, è stato licenziato, ha fatto ricorso e ora sta aspettando di discutere la sua causa in Cassazione. “Il lavoro non l’ho ancora perso perché sono in Cassazione e sono convinto che vincerò, perché prima o poi giustizia dovrà essere fatta, anche se sappiamo che la fiducia nella magistratura italiana non c’è, però per forza di cose sono convinto che non avranno i mezzi per avallare questa ingiustizia”.

In quelle giornate di lotta, “c’è chi si è aggrappato a quelle giornate di Varco 4 perché si sentiva solo e quindi l’orgoglio di aver dato una speranza insieme ai miei colleghi, a tutti i cittadini e ai lavoratori italiani, questa è una cosa che non mi porteranno mai via, potranno dire quello che vogliono, però io ringrazierò sempre il coordinamento Non Green Pass Trieste, tutti i lavoratori delle varie aziende triestine che si sono messi in gioco e che ci hanno dato la possibilità, insieme a noi portuali, di far vedere che non tutte le persone hanno un prezzo e che la dignità e la perseveranza nel difendere i propri diritti, nel difendere la propria Costituzione, nel difendere il futuro dei nostri figli ha un senso, sempre. E questa è la cosa più bella, non ce la porteranno mai via.

Il 15 c’era ancora l’entusiasmo e l’orgoglio di non essersi piegati a questo ricatto. E soprattutto la consapevolezza che non c’è nessuna differenza tra vaccinati e non vaccinati. Perché è ora di finirla, di cadere nella discriminazione, e non dare adito a chi ci ha discriminato, di andare avanti con questa vergogna di guardare l’altro cosa ha fatto. Ricordiamoci che tanti vaccinati l’hanno fatto perché avevano delle responsabilità verso la propria famiglia. Per quanto riguarda il 2018, c’è l’enorme tristezza di essersi resi conto che i nostri diritti, dei lavoratori e delle famiglie, lo Stato li ha spazzati via con degli idranti, che alla fine è la metafora di quel giorno, però ha dimostrato pienamente che della Costituzione a loro non interessa nulla, l’hanno spazzata via, ma il coraggio di tutte le persone che erano lì presenti e di tutte le persone che erano a casa, delle quali io ho tante testimonianze, che guardavano i video con le lacrime agli occhi, vuol dire che la parte buona degli italiani c’è, ed è la cosa più bella che ci portiamo avanti: aver creato rete, essere uniti, anche perché quella è la prima battaglia che abbiamo dovuto affrontare.

Adesso sappiamo benissimo che ne abbiamo una dietro l’altra, però dobbiamo guardare le cose con positività e continuare a lottare. Quando uno ci chiede cosa dobbiamo fare, l’importante è che ognuno faccia con la propria vita, si goda la propria libertà. Ricordiamoci che gli obblighi entrano in essere quando noi li portiamo avanti come obblighi. Quindi non si tratta neanche di disobbedienza civile, si tratta di vivere liberi nel rispetto degli altri. Anche perché quando io vedo mio figlio, non posso esimermi dal lottare per il suo futuro, sperando che abbia un futuro come io ho avuto il presente.

Quindi è un nostro dovere, ma con il sorriso. Loro ci vogliono vedere schiacciati, tristi, delusi. Invece, noi dobbiamo essere felici e soprattutto avere la forza di non far sentire nessuno da solo. Noi venerdì andremo a Porta di Trieste, andremo a portare sempre la nostra solita coccarda in ricordo di quel giorno che è il giorno della vergogna.

Ci sono tante persone che hanno perso il lavoro ancora adesso, sono tacciate di essere tra virgolette dei no-vax, che alla fine non esiste, non sono dei no-vax, ma sono delle persone che hanno fatto una scelta libera. Sai benissimo che io non ho mai parlato di vaccini, perché non sono un medico, non ne parlerò mai, però come ho detto anche ad Andrea, Andrea lo sa, io sono sempre stato onesto con lui, non c’è nulla di scontato nella vita.

In quei giorni lui aveva scelto di farsi inoculare perché aveva bisogno di lavorare, ma questo non ci deve dividere, anzi, dobbiamo aiutarci sempre di più. Come dicevo prima, non bisogna cadere nella discriminazione, quindi tendere sempre la mano a chiunque senza giudicare mai le sue scelte. Questa è la base di tutto.”

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