Libertà di stampa in pericolo: presentato un emendamento per mettere il bavaglio ai medici

Giorgio Trizzino ha chiesto al Parlamento di intervenire contro la libertà di parola dei medici. Per lui potranno parlare con la stampa solo dopo “previa esplicita autorizzazione della propria struttura sanitaria di appartenenza”,  almeno questo è quello che vorrebbe con il suo emendamento.

La nostra stampa è sempre meno libera. Con il Covid le storture sono sempre più eventi  e non solo agli occhi degli esperti. Gli attacchi ai giornalisti ne sono la prova, sebbene la violenza sia sempre da condannare, sono la spia che anche le persone non impiegate nel mondo dell’informazione si stanno accorgendo di quanto sta accadendo. Questo è solo l’ultimo degli attacchi alla libertà di parola che sta avvenendo in Italia. 

“Ho chiesto con un mio ordine del giorno un impegno al Governo di intervenire affinché tutti i dipendenti delle strutture sanitarie pubbliche o private (virologi, immunologi, infettivologi, igienisti ecc.) e degli organismi ed enti di diretta collaborazione con il Ministero della Salute, possano partecipare alle trasmissioni televisive o radiofoniche e rilasciare interviste previa esplicita autorizzazione della propria struttura sanitaria di appartenenza”. Lo annuncia il deputato del gruppo Misto Giorgio Trizzino. “Questo strombazzamento mediatico costruito spesso per la ricerca della ribalta e della notorietà è responsabile di un numero imprecisato di vittime. Credo che non si sia posta la necessaria attenzione al fenomeno e che adesso si debba porre un freno a questa vergogna”, conclude il medico siciliano, ex M5S.

Ognuno tragga le sue conclusioni. Il popolo non è bue e nemmeno “scemo”.

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