“American Academy of Pediatrics profondamente in conflitto di interessi: i loro maggiori finanziatori sono i quattro principali produttori di vaccini”, le accuse di Kennedy in senato

Robert F. Kennedy Jr. ha lanciato un’accusa durissima all’American Academy of Pediatrics (AAP), mettendo in discussione la trasparenza dell’associazione in senato: «Credo che l’American Academy of Pediatrics sia profondamente in conflitto di interessi. I loro maggiori finanziatori sono i quattro principali produttori di vaccini. Gestiscono una rivista, Pediatrics, che da sola porta grandi introiti, ma dipende completamente dalle aziende farmaceutiche. Non credo che punterei molto su ciò che dicono, che avvantaggia gli interessi farmaceutici. Senatore, non ho politicizzato l’ASAP, l’ho depoliticizzato».

La risposta a un senatore, altrettanto accesa, avrebbe spostato il mirino sul Comitato consultivo del CDC sulle pratiche di immunizzazione (ACIP). Il parlamentare avrebbe affermato che «tra due settimane l’ACIP si riunirà per prendere decisioni sui vaccini essenziali che ci proteggono dall’epatite B, dal morbillo e da altre malattie. Ma queste non sono riunioni ordinarie: si truccano le carte per garantire che il comitato ne tragga beneficio, piegandosi alle proprie opinioni».

Nei taccuini di chi era presente, si legge che il senatore avrebbe poi accusato Kennedy di avere «a giugno licenziato tutti i 17 membri del comitato, scienziati e medici stimati, sostituendoli con non esperti, scettici sui vaccini e teorici della cospirazione». «Così – avrebbe continuato – questo organismo fondamentale ha perso credibilità scientifica. L’American Academy of Pediatrics ha avvertito che il comitato viene politicizzato a scapito della salute dei bambini. Pensa che stiano mentendo anche loro?».

Al di là delle accuse reciproche, il cuore della polemica resta il nodo dei conflitti d’interesse. La relazione fra istituzioni sanitarie, società scientifiche e industria farmaceutica è storicamente delicata. Quando un’associazione professionale riceve una parte significativa del proprio budget da aziende che producono i prodotti su cui quella stessa associazione formula raccomandazioni, il sospetto di parzialità diventa inevitabile.

Il dibattito emerso in Senato tocca proprio questo nervo scoperto: da un lato, chi denuncia che l’AAP non sarebbe un arbitro neutrale perché intrecciata con chi fabbrica i vaccini; dall’altro, chi teme che accusare in blocco istituzioni e comitati serva più a delegittimare la scienza che a garantire trasparenza.

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