Il fascismo attuale è medico ed ecologico e non si identifica con un particolare orientamento politico: è il restringimento delle opinioni, Prof. Martin Haditsch

Oggi abbiamo il fascismo”, denuncia il Prof. Martin Haditsch. “Abbiamo il fascismo in varie forme: nell’ambito dell’ecofascismo, nell’ambito del fascismo politico e anche nel fascismo medico. C’è una cosa che va detta a questo proposito: la maggior parte di voi la saprà già, ma la dico affinché venga ribadita anche a voi. Il fascismo non si identifica con un particolare orientamento politico, ma è un restringimento dello spettro di opinioni di quasi tutti. Ciò significa che il fascismo non è automaticamente di destra: il fascismo può essere trovato ovunque.

La propaganda politica ha certamente svolto un ruolo centrale in questo caso e ha portato a una reinterpretazione degli elementi fondamentali della nostra società umanistica, in cui le generazioni precedenti hanno talvolta dato la vita affinché noi potessimo arrivare fin qui.

Ma da qualche parte abbiamo preso la strada sbagliata, e credo che questa sia la conseguenza dell’analisi della situazione attuale.

Molti la pensano così o conoscono solo la prima frase del Giuramento di Ippocrate, ovvero primum nil nocere, che significa “innanzitutto non nuocere”. Ma il giuramento continua con secundum cavere, cioè “in secondo luogo, sii attento, sii prudente”, e solo tertium, “in terzo luogo, guarisci”. Ciò significa che l’azione medica dovrebbe essere ben ponderata, cosa che non è accaduta negli ultimi cinque anni. E questo, come vedi, mi tocca anche emotivamente.

Ciò significa che, naturalmente, molti dei nostri colleghi sono semplicemente complici. I punti importanti, per dirla in breve, sono che ognuno aiuterà le persone malate nel miglior modo possibile, secondo le proprie capacità e il proprio giudizio. Non somministrerò a nessuno un veleno mortale, nemmeno se me lo chiedesse. E ciò che vedo è confidenziale. Conserverò i segreti che mi sono stati affidati anche dopo la morte.

Da un lato, il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati; dall’altro, siamo obbligati, ad esempio come medici vaccinatori, a trasmettere i dati delle persone a un ufficio centrale in Austria, che può poi inoltrarli a Bruxelles. Semplicemente, non può funzionare: non sono affari di nessuno. Anche noi dobbiamo reagire e rifiutarci di seguire l’esempio. Se giuro il falso, allora anche questo dovrebbe comportare una punizione, per così dire.

Il piano di formazione in medicina, se lo analizzo dal punto di vista medico, è incentrato principalmente sugli aspetti anatomici e scientifici nel senso di medicina riparativa, ossia mirata a riparare i danni.

L’approccio olistico, che considera la psiche, l’ambiente e anche gli aspetti etici, è attualmente criminalmente trascurato. Il risultato è, come dico sempre, la formazione di professionisti del settore medico, ma non di veri medici, perché esiste una formula semplice: un medico è un medico con empatia.

Parlando di politica sanitaria basata sulla realtà, sono fermamente convinto che sia opportuno reinterpretare il concetto di salute. Spero che anche voi possiate cimentarvi in questo esperimento mentale: la soddisfazione è la nuova salute.

Sai, quando un 85enne, che magari ha mal di schiena e difficoltà a camminare, è felice perché può ancora andare al suo solito bar il sabato, bere il suo caffè, tornare a casa, ricevere la visita dei nipoti e dire: ‘In realtà, sto bene’. Allora perché dovrebbe essere considerato malato? Penso che ciò dipenda semplicemente dal fatto che non soddisfa i criteri dell’OMS, un’organizzazione isolata. Quindi, penso che se fossimo tutti felici, saremmo anche sani.”

Fonte

Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore.

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