Lei non sente, ma non abbassano la mascherina per farle leggere il labiale. La denuncia contro le Poste di Pescara

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di denuncia contro il trattamenti inflitto a una persona anziana non udente in un ufficio postale a Pescara. Sarebbe bastato abbassare la mascherina o indossarne una trasparente per risolvere il problema…

“Prima derisa, umiliata e invitata ad andarsene, ora accanimento e crudeltà.

Succede ad Anna una signora sorda di 76 anni nell’ufficio delle poste italiane numero 6 di Pescara in Via Nazionale Adriatica.

A luglio il primo episodio: la sig.ra Anna si reca in ufficio per ritirare la pensione di invalidità, cliente di quell’ufficio dal 1982, ma viene invitata ad andarsene con uno sgraditissimo gesto delle mani. L’impiegata, nonostante avesse barriere protettive di plexiglass, non ha voluto abbassarsi la mascherina per far comprendere quanto comunicato attraverso la lettura labiale.

A seguito della nostra denuncia pubblica, Poste italiane chiede scusa per l’accaduto e veniamo convocati dal direttore dell’ufficio postale Vincenzo Napoleone e dal responsabile provinciale della gestione tecnica operativa Fabio Milano. Nella specifica riunione ci è stato comunicato che sono state avviate verifiche interne per accertare responsabilità ed eventuali provvedimenti. Eravamo stati tranquillizzati sulla risoluzione del caso per la signora Anna e per tutte le persone sorde ed in quella circostanza avevamo regalato mascherine trasparenti proprio per tutti i dipendenti.

Tutto sembrava in via di risoluzione ed invece la signora Anna qualche giorno fa subisce un’altra gravissima discriminazione, quasi per spirito di rivincita o per sfida, un’altra impiegata non abbassa la mascherina nonostante in passato, anche nella fase emergenziale del covid, tutti si erano abbassati la mascherina per consentire la lettura labiale.

Venerdì 12 agosto chiediamo ed incontriamo nuovamente ai dirigenti che, con educazione e sensibilità ci accolgono, ma nonostante il loro impegno ci hanno comunicato che non potevano garantire le pari opportunità alla signora sorda perché le impiegate rivendicavano il diritto alla sicurezza e che quindi in futuro non si sarebbero abbassate le mascherine e non avrebbero nemmeno indossato quelle trasparenti se pur per qualche secondo.

Bisogna intervenire con urgenza per porre fine a questa gravissima discriminazione aggravata! Chiediamo che vengano rispettate le pari opportunità e soprattutto la Carta della qualità del servizio pubblico postale sancita dall’articolo 2, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 gennaio 1996. Ricordiamo che l’Ente Poste Italiane (EPI) promuove a favore dei portatori di handicap, degli anziani e dei clienti in condizioni particolari, facilità di accesso e rapporto diretto agli sportelli.

Chiediamo un intervento diretto del Ministro per le politiche per la disabilità Erika Stefani perché non è la prima volta che cittadini con disabilità subiscono tali discriminazioni. Confidiamo anche nell’intervento diretto dell’Assessore alle Pari opportunità e alle Politiche per la Disabilità del Comune di Pescara Nicoletta Di Nisio che ha sempre dimostrato grande sensibilità ed empatia.

Restituiamo al mittente le scuse rese pubbliche da Poste italiane perché sono demagogiche e di facciata e non hanno assolutamente risolto il problema. Ci aspettiamo che il direttore provinciale delle Poste Pio Violante intervenga e consenta di far rispettare diritti e dignità e di tutte le persone con disabilità nell’ottica di una loro effettiva integrazione nella società, così come previsto dalla Costituzione italiana e dalle convenzioni internazionali.

Pescara, 19.08.2022

IL PRESIDENTE ASSOCIAZIONE CARROZZINE DETERMINATE CLAUDIO FERRANTE

LA PRESIDENTE ASSOCIAZIONE ACCESSIBILITA’  & EVENTI DEAF APS DONATELLA RUGGIERI

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