I mille torrenti della Marcia delle Libertà oggi arrivano a Vicenza

Per la Marcia delle Libertà, sabato 8 gennaio è stata la giornata di una miriade di torrenti che, seguendo la ciclovia Padova-Vicenza, da Padova sono arrivati a riunirsi a Montegalda dove, questa mattina, la marcia di Paolo Sceusa è ripartita, costeggiando il Bacchiglione per arrivare nel pomeriggio a Vicenza. Più ancora che nelle prime giornate l’accoglienza delle persone ai marciatori è stata continua e festosa: «oltre al the caldo, lungo il cammino ai marciatori hanno offerto banane e c’è chi li ha aspettati a bordo sentiero col risotto cucinato all’onda -dice l’ex magistrato, già presidente emerito di Sezione della Corte di Cassazione-. E fin dalla prima sera è capitato che tante persone sconosciute si siano fatte incontro per offrire ai marcianti alloggio per la notte, in casa loro. Tra quello e i camper che spontaneamente giungono da ogni direzione, nessuno rimane per strada dopo le 15».

E sabato 8 gennaio, per la Marcia delle Libertà è stato anche il giorno del riconoscimento, con le numerose richieste di interviste telefoniche o di partecipazione ai talk show nazionali giunte a Paolo Sceusa: «Ringrazio chi mi ha invitato, ma non posso e non voglio -ha detto Sceusa-. Non posso perché sto proseguendo il mio pellegrinaggio di esplicita protesta contro il greenpass e contro gli obblighi vaccinali, a mio avviso illegittimi. Non voglio, perché la formula del talk show, su questi argomenti, seguirebbe il cliché stravisto dell’arena del tutti contro uno. Con risultati opposti ai più elementari doveri dell’informazione. Potrei accettare solo interviste in video mentre sono in cammino». E così è stato, con gli inviati di Agorà (RaiTre) che lo hanno inseguito per quattro ore lungo la ciclovia prima di riuscire a raggiungerlo.

Così, una volta di più, è stato spiegato il senso della Marcia: «Io esterno una protesta, la mia contrarietà a tutti i mezzi di discriminazione. Oggi il peggiore, il più pesante, è il green pass. Io non sono favorevole o sfavorevole ai vaccini, quella è una scelta personale. Sono però contrario alla discriminazione di chi non vuole vaccinarsi. È una minoranza, ma in una democrazia costituzionale le minoranze vanno protette, non schiacciate. Così non può proseguire e certo finirà. Deve finire, è una questione di tempo. A furia di vessare, tormentare, separare, vietare, impedire, è certo che il tessuto sociale prima o dopo reagirà con intolleranza. Tutte queste restrizioni di antichi diritti umani prima o poi diverranno inaccettabili. Nessuna corda può resistere a qualunque tipo di trazione, ad un certo punto si spezza».

Il tentativo di Sceusa e delle migliaia di persone che in tutta Italia marciano con lui è far sì che tutto questo finisca prima che il clima possa degenerare, come lo stesso Sceusa già aveva detto l’11 agosto 2021 lanciando il pubblico appello «Ne cives ad arma ruant» (Affinché i cittadini non vengano alle armi), esprimendo la necessità di evitare, attraverso l’attività legislativa, che la convivenza civile sia minacciata dal ricorso alla violenza da parte dei cittadini.

Per restare aggiornati sulla marcia basta seguire Paolo Sceusa sul suo canale Telegram o su quello della Marcia.

 

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