Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina sui vaccini autoreplicanti la salute dei cittadini al servizio delle lobby

“L’assenza di qualsivoglia dibattito in merito ai rischi dei cosiddetti vaccini a mRNA autoreplicante – associata al silenzio che circonda la diffusione dell’intelligenza artificiale o la revisione del Regolamento sanitario internazionale dell’OMS – ripropone ancora una volta il processo di normalizzazione della società condotto da forze soloapparentemente in conflitto tra loro”, denuncia il Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina.

“Ovviamente non stupisce che questo processo sia condotto dagli stakeholder del capitalismo ultra- finanziario e digitale, ossia dai soggetti che hanno pianificato e gestito l’emergenzialismo avviato con la truffa pandemica e proseguitoprima con il cambiamento climatico, poi con la guerra in Ucraina e oggi con il riarmo dell’Europa: soggetti che – controllando a un tempo i circuiti scientifici, accademici, produttivi, culturali, comunicativi e decisionali – hanno buon gioco nel manipolare i dati (scientifici, medici, economici, strategici, ecc.), nel propagandare il terrore e nell’azzerare idiritti fondamentali in vista del soggiogamento dell’umanità che coronerà l’instaurazione del totalitarismo biopoliticoglobale. Esempio paradigmatico in tal senso è offerto dalle notizie di stampa secondo cui l’autore di un recente omicidiocommesso in provincia di Torino “Era un No Vax convinto e dopo il Covid è peggiorato”1.

Potrebbe stupire, invece, che alla normalizzazione della società lavorino parallelamente i soggetti che si autodefiniscono anti-sistema e che, più o meno periodicamente, si affacciano sul palcoscenico mediatico – in origine costituito dai solisocial media, oggi anche dai media mainstream – per rivelare tardive verità e segreti di Pulcinella affogandoli in un maremagnum di informazioni controverse, spesso contraddittorie e comunque lontane dalla percezione del grande pubblico. Gli esempi in tal senso crescono al crescere degli influencer del dissenso, ma qui basti ricordare ancora una volta che l’attuale coro di critiche all’obbligo vaccinale si è levato solo dopo il termine della pandemia, e non prima, e che ancora oggi nessuno, o quasi, invoca la giusta punizione per i responsabili dei biocrimini contro l’umanità commessi durante il Covid, compiacendosi di partecipare ai lavori di sterili commissioni d’inchiesta.

I soggetti in parola, inizialmente ridicolizzati alla stregua di “no-questo” e “no-quello”, sono gli stessi che, dopo avercoagulato attorno a loro, con approccio manicheo, una certa massa di comparse del dissenso, cominciano a sollevarelarvate obiezioni e sottili distinguo fino a risultare indistinguibili dai soggetti contro cui si schieravano fino a poco tempoprima: cosa che – questa sì non stupisce davvero – risulta perfettamente in linea con l’esperienza politica italiana, dove tutti i movimenti di rottura, nessuno escluso, hanno cambiato ideologia e casacca appena fatto il loro ingresso nei circhi mediatici, nei salotti romani e nei corridoi ministeriali.

Evidentemente, gli influencer del dissenso si prestano, più o meno consapevolmente, a dare il buon esempio: sel’autonomia (alimentare, sanitaria, culturale) deve essere piegata, se lo spirito critico deve essere frantumato, se la società deve essere normalizzata, può risultare assai utile ottenere dai protagonisti dell’anti-sistema una convinta adesione alla narrazione del sistema stesso. A questa inversione di tendenza possono concorrere in vario grado pavidità, ignoranza o collusione e, per orientarsi in materia, può essere utile ricordare non solo i maiali di orwellianamemoria, ma anche le parole di Leo Longanesi: “Cercava la rivoluzione, trovò l’agiatezza”.

In ogni caso è certo che, tanto gli stakeholder della finanza transnazionale, quanto gli influencer del dissenso, concorrono a secondare l’accettazione acritica di modelli socio-culturali esiziali per il primato dell’essere umano sullascienza e sulla società, quale codificato dall’art. 2 della Convenzione di Oviedo sulla biomedicina: lo dimostra il fatto chela diffusione dei vaccini a mRNA, per quanti rischi possa suscitare, è sempre e comunque giustificata in nome degli irrinunciabili sviluppi della tecno- scienza; che i biocrimini contro l’umanità perpetrati durante la truffa pandemica sono –ancora oggi – presentati come ineludibile contraccolpo dell’instaurazione di un sistema sanitario più sicuro ed efficace;che l’eutanasia di Stato – quando sarà introdotta, perché non c’è dubbio che sarà introdotta – sarà offerta al pubblicocome nuovo e più efficiente criterio di valutazione del rapporto costi-benefici sul piano sanitario e assistenziale; e che lamercificazione dell’essere umano che da tutto ciò deriva è sempre e comunque legittimata quale fatale conseguenza di una innovazione da perseguirsi “whatever it takes”.

Un’inversione di tendenza è non solo necessaria e improcrastinabile, ma anche e ovviamente possibile: proprio ciò che i soggetti sopra ricordati tendono a negare, gli stakeholder per ragioni di pura sopravvivenza, gli influencer per le ragionisopra ricordate. Lo dimostra il fatto che le soluzioni ci sono e sono sotto gli occhi di tutti, ma sono sottaciute osbrigativamente liquidate nel quadro di concionerie ricamate sopra la testa di cittadini sempre più disorientati e, quindi, sottomessi alle “verità” graziosamente rivelate da istituzioni e media ormai organici – e non più solo funzionali – allegerarchie e alle logiche del totalitarismo biopolitico globale.

Le soluzioni evocate sono le più temute da quanti agitano, pretestuosamente, lo spettro della recessione economica e dell’ostracismo politico, e consistono nell’uscire dall’Unione europea, nell’uscire dall’Organizzazione mondiale del commercio, nell’uscire dall’Organizzazione mondiale della sanità, nell’uscire dalla NATO: nell’uscire, insomma, daiconsessi internazionali che hanno dimostrato nei fatti di essere veri e propri cultori della manipolazione delle evidenze,della propaganda del terrore, dell’azzeramento dei diritti fondamentali. Si tratta di soluzioni, è appena il caso diricordare, del tutto lecite e praticabili, perché il diritto di recesso degli Stati dalle Organizzazioni internazionali è un principio generale di diritto internazionale: negarlo – qualunque sia lo spettro agitato a tal fine – costituiscesemplicemente l’ennesima dimostrazione di pavidità, di ignoranza, di collusione.

Se la sovranità appartiene al popolo, come afferma l’art. 1 della Costituzione italiana, è giunto il momento che lapolitica ricordi finalmente la fonte di legittimazione della propria autorità, invece che continuare a invertire la causa con l’effetto, e che cominci a dimostrare nei fatti quel sovranismo funzionale ai reali diritti e interessi dei cittadini su cui hacostruito la propria fortuna”.

CIEB, 6 giugno 2025

Note

1 Cfr. https://www.lastampa.it/torino/2025/05/31/news/femminicidio_grugliasco_piersanti_no_vax_raccolta_fondi- 15171654/

Il testo ufficiale del presente Parere è pubblicato su: www.ecsel.org/cieb (qui)

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