Misure contro i singoli giudici della Corte Penale Internazionale, dopo i pronunciamenti contro Israele tentano di “minare l’indipendenza di un’istituzione giudiziaria internazionale che opera sotto il mandato di 125 Stati Parte di tutto il mondo”. La reazione della Corte Internazionale

La Corte Penale Internazionale deplora le nuove sanzioni imposte dall’amministrazione statunitense contro i funzionari della CPI

“La Corte Penale Internazionale (CPI) deplora le ulteriori designazioni di sanzioni annunciate oggi dagli Stati Uniti a quattro giudici della Corte: la Seconda Vicepresidente Reine Adelaide Sophie Alapini Gansou (Benin), il Giudice Solomy Balungi Bossa (Uganda), il Giudice Luz del Carmen Ibáñez Carranza (Perù) e il Giudice Beti Hohler (Slovenia). Queste ulteriori designazioni seguono la precedente designazione del Procuratore Karim A.A. Khan KC”, scrive in un comunicato stampa.

“Queste misure rappresentano un chiaro tentativo di minare l’indipendenza di un’istituzione giudiziaria internazionale che opera sotto il mandato di 125 Stati Parte di tutto il mondo. La CPI offre giustizia e speranza a milioni di vittime di atrocità inimmaginabili, nel rigoroso rispetto dello Statuto di Roma, e mantiene i più elevati standard di tutela dei diritti degli indagati e delle vittime.

Prendere di mira coloro che si battono per l’accertamento delle responsabilità non aiuta in alcun modo i civili intrappolati nei conflitti. Incoraggia solo coloro che credono di poter agire impunemente. Queste sanzioni non sono rivolte solo a individui designati, ma anche a tutti coloro che sostengono la Corte, inclusi cittadini e società degli Stati Parte. Sono rivolte contro vittime innocenti in tutte le situazioni dinanzi alla Corte, nonché contro lo stato di diritto, la pace, la sicurezza e la prevenzione dei crimini più gravi che sconvolgono la coscienza dell’umanità.

La CPI sostiene pienamente il suo personale e continuerà il suo lavoro imperterrita, nel rigoroso rispetto dello Statuto di Roma e dei principi di equità e giusto processo, al fine di rendere giustizia alle vittime di crimini di guerra, crimini contro l’umanità, genocidio e crimine di aggressione.

La Corte penale internazionale deplora le nuove sanzioni imposte dall’amministrazione americana contro le responsabilità del CPI”.

La Presidenza dell’Assemblea degli Stati Parte esprime profonda preoccupazione e respinge le misure statunitensi contro i funzionari della CPI, in quanto rappresentano una minaccia alla giustizia internazionale.
“È con profonda preoccupazione che prendiamo atto delle ultime azioni annunciate dal Governo degli Stati Uniti contro [4] funzionari eletti della Corte Penale Internazionale. Queste nuove azioni, in aggiunta alla precedente designazione di un funzionario eletto, rappresentano deplorevoli tentativi di ostacolare la Corte e il suo personale nell’esercizio delle loro funzioni giudiziarie indipendenti.”, scrivono

“Respingiamo fermamente e inequivocabilmente queste misure unilaterali. Rappresentano un deplorevole affronto all’indipendenza della Corte e all’integrità del sistema dello Statuto di Roma. Tali azioni rischiano di minare gli sforzi globali volti a garantire la responsabilità per i crimini più gravi che preoccupano la comunità internazionale e di erodere l’impegno condiviso per lo stato di diritto, la lotta all’impunità e il mantenimento di un ordine internazionale basato sulle regole.

La Corte Penale Internazionale è un pilastro fondamentale della giustizia internazionale. Opera come organo giudiziario indipendente e imparziale, nel pieno rispetto del suo trattato istitutivo, lo Statuto di Roma.

Ribadiamo il nostro pieno sostegno alla Corte, ai suoi funzionari e a tutti coloro che contribuiscono all’adempimento del suo mandato giudiziario. Esortiamo tutti gli Stati Parte e le parti interessate al sistema dello Statuto di Roma a rimanere saldi nel loro impegno a sostenere i principi della giustizia internazionale e a rimanere uniti nel difendere la Corte e proteggere i valori sanciti dallo Statuto di Roma, senza lasciarsi scoraggiare da qualsiasi pressione esterna o misura coercitiva diretta contro l’istituzione o il suo personale”.

L’Assemblea degli Stati Parte è l’organo di controllo gestionale e legislativo della CPI. È composta dai rappresentanti degli Stati che hanno ratificato e aderito allo Statuto di Roma. La Presidenza dell’Assemblea è attualmente composta dalla Presidente Päivi Kaukoranta (Finlandia) e dai Vicepresidenti Michael Imran Kanu (Sierra Leone) e Margareta Kassangana (Polonia).

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