“Ho presentato la denuncia, la querela che verrà depositata per le vie brevi al Ministro della Giustizia e all’autorità giudiziaria che aveva iniziato a indagare sul caso, quindi i NAS di Roma e il Ministro della Giustizia per il procedimento disciplinare, la cui valutazione rimetto al Ministro, per come sta conducendo le indagini sul decesso di un uomo novantenne, avvenuto nell’ospedale di Magenta”, spiega Barbara Balanzoni.
“Il fatto è del 2020; se pensate che siamo nel 2025 e siamo con una seconda richiesta di archiviazione, invece che con un dibattimento come dovrebbe essere, ve la dice lunga su come funziona la giustizia.
L’uomo aveva cenato da solo nella sua camera di ospedale e, a un certo punto, cioè da quella sera in poi, è stato messo sotto morfina e midazolam ed è morto. Aveva 92 anni. C’era stata una prima richiesta di archiviazione, rigettata, e il medico rianimatore che componeva il collegio insieme al medico legale, l’anestesista era l’ordinario di anestesia e rianimazione di Milano non avevano rinvenuto responsabilità.
Il GIP ovviamente ha rigettato, dicendo che bisognava effettivamente comprendere se l’uomo aveva dato il consenso a quel trattamento con midazolam e morfina, perché questo consenso non era presente in cartella, e bisognava svolgere le indagini per appurare se era stato lui. L’uomo aveva una storia di tumore della lingua, ma — ripeto — mangiava, quindi non aveva PEG, aveva avuto un tumore alla lingua anni prima, ma allora anch’io ho avuto un cancro e allora non ho capito la cosa. A 90 anni mi trovo in ospedale e, siccome a 42 ho avuto il cancro, allora sono oncologica?
Se sei arrivato a 92 anni, ecco, anche questo è un dato. Se tu arrivi a 92 anni, per quante malattie tu possa avere, devi aspettare che Dio ti chiami. Non servono aiuti e non devono essere dati, perché sono illegali.
Nelle indagini, nel rigettare la richiesta di archiviazione presentata sempre dal Pubblico Ministero del Tribunale della Procura di Milano, il GIP aveva anche suggerito di sentire eventualmente il consulente della famiglia, cioè me, in eventuale contraddittorio con i consulenti del PM.
La mancanza del consenso è un problema medico, ma in realtà è un problema giuridico. È un problema che deve essere appurato da un punto di vista giuridico. A parte che, banalmente, si traduce in una cosa molto semplice: c’è un foglio firmato da Codegoni che, nel suo stato di capacità di intendere e di volere, ha richiesto di essere sedato fino alla morte con midazolam e morfina?
C’è? Va visto anche lì, perché non esiste suicidio medicalmente assistito nelle condizioni in cui era Codegoni, e quindi si aprirebbe comunque un problema. Se non c’è — e non c’è — e quei farmaci sono stati somministrati in modo arbitrario, si tratta di una condotta omicidiaria, punto, fine.
Codice di procedura penale e codice penale: fate il combinato disposto e vedrete che quello che salta fuori è questo”.
Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore.
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