L’Associazione Codici lancia un appello per affrontare le criticità che persistono nel sistema sanitario lombardo, in particolare sul fronte dei tempi di attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici. Un diritto fondamentale, sancito dalla legge, che rischia di rimanere inapplicato. L’art. 3, comma 13 del D.Lgs. 124/1998 prevede infatti che, in caso di mancato rispetto dei tempi stabiliti in base alla classe di priorità, le prestazioni debbano essere comunque garantite – anche in regime libero professionale (ALPI) o tramite strutture convenzionate – a carico del Servizio Sanitario Regionale, con il pagamento del solo ticket da parte del cittadino.
La problematica ha assunto una rilevanza tale che il 5 maggio 2025, Regione Lombardia ha siglato un protocollo triennale con i Carabinieri del NAS, il primo di questo genere in Italia, con l’obiettivo di monitorare e verificare:
– Il rispetto dei tempi di attesa per visite specialistiche, esami diagnostici e ricoveri, in base alle priorità cliniche stabilite dal medico prescrittore.
– L’effettiva apertura delle agende di prenotazione delle strutture sanitarie.
– La gestione delle attività libero-professionali intramurarie (ALPI).
– L’appropriatezza delle prescrizioni mediche e l’utilizzo dei ricettari
Il protocollo prevede anche la formazione e l’aggiornamento del personale coinvolto, al fine di accrescere le competenze nella gestione e nel controllo delle liste d’attesa.
“Si tratta di un principio fondamentale – afferma Davide Zanon, Segretario Regionale di CODICI Lombardia – che merita di essere conosciuto e applicato correttamente. Il cittadino ha diritto a un’alternativa se la prestazione non può essere garantita nei tempi previsti.”
L’esperienza sul campo evidenzia come l’accesso a queste modalità alternative sia nella pratica molto difficile. Le ragioni sono diverse: l’attività ALPI non è obbligatoria per i medici, le disponibilità non sono sempre programmabili dalle ASST, e le informazioni a disposizione dei cittadini risultano spesso frammentarie o poco accessibili.
“Questa situazione – aggiunge Zanon – rischia di mettere in difficoltà proprio le persone più fragili, che si trovano senza alternative e devono affrontare spese interamente a carico per accedere alle cure in tempo utile.”
L’Associazione propone cinque interventi concreti per rafforzare l’effettiva tutela del cittadino:
– Adozione di procedure chiare presso ogni ASST per richiedere prestazioni fuori tempo a carico del SSR.
– Pubblicazione trasparente delle disponibilità ALPI e delle strutture convenzionate.
-Istituzione di un fondo regionale per il rimborso automatico delle prestazioni sostenute nel privato in assenza di alternative pubbliche o convenzionate.
– Attivazione di campagne informative semplici e accessibili per far conoscere i diritti degli utenti.
– Apertura di un tavolo tecnico con Regione Lombardia e le associazioni dei consumatori per monitorare l’effettiva applicazione della norma.
L’associazione Codici Lombardia valuta positivamente l’avvio del Protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e NAS dei Carabinieri, finalizzato a migliorare la trasparenza e il monitoraggio delle liste d’attesa. Si tratta di un’iniziativa importante, che può contribuire a rendere più efficiente il sistema.
Tuttavia, affinché il diritto alla prestazione nei tempi previsti sia effettivamente garantito, è necessario affiancare ai controlli anche strumenti concreti di tutela per i cittadini. In particolare, è fondamentale che, laddove il Servizio Sanitario non riesca a rispettare le scadenze previste, siano attivati percorsi alternativi – come l’erogazione in ALPI o in regime convenzionato – come previsto dalla normativa vigente.
L’associazione Codici è disponibile a fornire la propria assistenza: è possibile contattare l’Associazione scrivendo a codici.lombardia@codici.org oppure chiamando il numero 0362-258
Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore.
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