Il diritto alla privacy è un diritto umano e i termini di servizio che costringono le persone a fornire i loro dati più privati ​​a qualsiasi azienda o governo in cambio della partecipazione alla piazza pubblica digitale devono diventare illegali

Il diritto alla privacy o all’autodeterminazione informativa (a seconda del Paese) deve essere fatto rispettare dai tribunali in quanto diritto umano essenziale e pilastro della democrazia. Inoltre, le misure educative devono ricordare alle persone quanto la privacy, l’autodeterminazione informativa e la sovranità dei dati siano fondamentali per una democrazia sana. Il diritto alla privacy – che significa essere liberi da una sorveglianza ingiustificata e illegittima – non è solo di rilevanza personale, ma essenziale per il funzionamento delle società democratiche.

La sorveglianza e l’estrazione (digitale), l’archiviazione e il commercio di dati privati ​​da parte di terzi al di fuori di un processo di applicazione del diritto costituzionale devono essere criminalizzati per legge. Le misure legislative devono garantire che le persone abbiano la proprietà dei propri

dati in ogni momento e che i termini stabiliti da enti privati ​​o statali che violano questa norma siano vietati.

Le policy sui dati e i termini di servizio che costringono le persone a fornire i loro dati più privati ​​a qualsiasi azienda o governo in cambio della partecipazione alla piazza pubblica digitale devono diventare illegali. Ai fornitori di servizi che sono diventati parte della piazza pubblica digitale dovrebbe essere vietato richiedere l’accesso, l’archiviazione, il possesso e il commercio di dati privati ​​sensibili. I profili che utilizzano pseudonimi dovrebbero essere sempre consentiti. In genere, le persone non sono costrette a condividere dati sensibili quando si recano in un municipio, in una piazza pubblica o a una protesta politica, se non con la polizia in casi limitati. Lo stesso vale per la piazza pubblica digitale. I diritti umani e civili per i quali si è lottato non dovrebbero essere rinegoziati.

Inoltre, la libertà di espressione è essenziale per il prosperare delle società democratiche, la lotta contro l’ingiustizia e il cambiamento sociale. Qualsiasi discorso legale in una piazza pubblica fisica in una società democratica deve essere consentito nella piazza pubblica digitale. La censura di qualsiasi discorso o opinione legale volta a favorire un’opinione rispetto all’altra, sia rimuovendo post, bloccando profili, progettando algoritmi per limitarne la portata o etichettandola, deve essere vietata. Né le aziende né gli attori statali possono affermare di essere arbitri della verità come facevano nei secoli passati, principalmente per costringere le persone a conformarsi a specifici interessi motivati ​​dal profitto. In cambio, i provider che si qualificano come parte della piazza pubblica digitale dovrebbero ricevere condizioni favorevoli diverse da quelle delle case editrici e potrebbero beneficiare di incentivi fiscali.

Qualsiasi forma di ID Digitale, in particolare Qualsiasi forma di ID digitale obbligatoria – con un consolidamento digitale di tutti i dati privati ​​sensibili relativi a un individuo sotto un identificativo personale e accessibili via internet – deve essere prevenuta attraverso adeguate misure legislative. Un ID digitale di questo tipo rappresenta una minaccia significativa per i diritti umani e civili. Se ampiamente implementato o addirittura imposto, cancellerebbe il diritto alla privacy, all’autodeterminazione informativa e alla sovranità dei dati, fondamentali per le democrazie funzionanti. Rappresenta inoltre una minaccia significativa per la sicurezza individuale e nazionale. L’infrastruttura online necessaria non può essere protetta in modo affidabile e può essere violata da entità ostili a un individuo, un gruppo o un paese.

Tratto dal documento Effetti della digitalizzazione non regolamentata su salute e democrazia, un appello per un uso della tecnologia con discernimento

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Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore.

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