La rete il 6G sarà essenziale per passare dall’Internet delle cose a quello dei corpi, “per passare direttamente alla connessione dell’essere umano con le macchine”, Maurizio Martucci

Maurizio Martucci, giornalista d’inchiesta, scrittore d’assalto, voce libera dell’informazione indipendente sui temi della digitalizzazione, denuncia i prossimi programmi transumanisti. Autore della rubrica “Tecnogabbia” e dei libri Stop 5G e Tecnowomo 2030, è stato il primo giornalista italiano che, nel 2018, ha denunciato i dati oscuri legati alla transizione digitale.

“Il punto essenziale è la rete, perché se l’intelligenza artificiale è il cervello pensante, c’è una rete che permette di costruire quella che io definisco, nei miei format d’inchiesta, la “tecnocopia”. Si parla di smart city, di società ecosostenibili, di ZTL, città dei 15 minuti… Tutto ciò che ci stanno costruendo intorno è possibile solo ed esclusivamente grazie a una rete. Questa rete ha un nome ben preciso, sono oltre sei che la denuncio. La rete si chiama 5G.

La tecnologia continua ad avanzare a ritmi impressionanti, portando con sé una serie di problematiche e sfide. Non è un caso che questi sviluppi siano spesso collegati a grandi cambiamenti sociali e politici. Non si tratta solo di una questione tecnica, ma anche di etica e responsabilità, soprattutto in settori come la sanità, dove la tecnologia potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui viviamo e ci curiamo.

C’è una parola che non è mai stata utilizzata, ma che viene continuamente ripetuta nei media mainstream e negli spot pubblicitari che promuovono il 5G come se fosse semplicemente un aggiornamento degli standard della telefonia mobile. Vittorio Colao non ha mai pronunciato la parola “telefonino”, né “smartphone”, perché il 5G non serve alla comunicazione mobile.

Il 5G serve a creare la “tecnocrazia”. Ha parlato di riconoscimento facciale, robotica, case domotiche dove si controlla il consumo energetico e lo spreco, e persino di somministrare farmaci a distanza. Qualcuno dovrebbe ancora spiegarci come sia possibile somministrare farmaci a distanza.

Proprio su questo punto ho insistito, poiché l’Agenda 2030 pone al centro l’aspetto della salute e del benessere. A proposito, Vittorio Colao, dopo essere stato top manager del 5G in Europa e negli Stati Uniti, oggi lavora in una società di telemedicina, il che ci fa capire molto di ciò che è avvenuto negli ultimi quattro anni. Ho condotto un’inchiesta, perché gli obiettivi sono il cambiamento dello stile di vita e il cambiamento dell’umanità.

L’inchiesta è questa: Tecnowomo 2030. Insieme all’Agenda 2030, le tecnologie prevedono un salto quantico, passando dall’Internet delle cose (Internet of Things) all’Internet degli esseri umani. Quando questo signore parlava di somministrare farmaci a distanza, si riferiva esattamente al fatto che tra sei anni, in linea con l’Agenda 2030, con il 6G si vorrà passare direttamente alla connessione tra esseri umani e macchine. L’Internet of Bodies è esattamente questo. L’aspetto importante è comprendere come l’intero quadro sia profondamente armonico: nessun pezzo è scollegato. È tutto connesso, e sta a noi individuare i pericoli, denunciarli e fare resistenza”.

Fonte

Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore.

Leggi le ultime notizie su www.presskit.it

Può interessarti anche: Danni da inquinamento elettromagnetico: cos’è il fenomeno della risonanza e perché è pericoloso per l’uomo

Può interessarti anche: Cosa fa l’inquinamento elettromagnetico al corpo umano: attacca il microbiota, incide sul sonno ed è pro-infiammatorio

Seguici su Facebook https://www.facebook.com/presskit.it

Seguici su X: https://x.com/Presskit_

Seguici su Sfero: https://sfero.me/users/presskit-quotidiano-on-line

Seguici su Telegram https://t.me/presskit

Copiate l’articolo, se volete, vi chiediamo solo di mettere un link al pezzo originale.

Altri articoli interessanti