Nell’Ucraina democratica vietati per legge musica e libri russi, misura di triste memoria bellica

La nuova legge dell’Ucraina ricorda i roghi tedeschi dei libri. In Ucraina, paese che si dichiara democratico, sono stati vietati per legge musica e libri russi. Una misura che ricorda le cronache della seconda guerra mondiale. Il 10 maggio 1933 a Berlino iniziarono i roghi di libri, Bücherverbrennungen. La misura era stata decisa in Germania nel 1933 dal governo nazista. Tutti i libri non in linea con l’ideologia nazista vennero bruciati: gettati dalle finestre, accumulati per strada, trasformati in falò. In Ucraina non si è arrivati a questi eccessi, ma la filosofia della nuova legge è la stessa. Siamo alle liste di proscrizione.

Il Parlamento di Kiev, la Verkhovna Rada, ha approvato un disegno di legge che prevede il divieto di importazione e distribuzione di volumi e prodotti editoriali da Russia, Bielorussia e “territori temporaneamente occupati” e di quelli in russo anche da altri Paesi.

Un atro disegno di legge è stato approvato per imporre “un divieto assoluto e indefinito di esibizione pubblica, proiezione pubblica, manifestazione pubblica” di “cantanti che dopo il 1991 erano cittadini dello stato aggressore”. Dal divieto, si precisa, verranno esclusi i musicisti che hanno condannato l’invasione di Mosca, che saranno inclusi in un’apposita “lista bianca”.

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