Ordine dei medici di Firenze: il presidente chiede la sospensione dell’obbligo vaccinale. La lettera

L’ordine dei medici può sospendere i suoi iscritti, privandoli, di fatto del lavoro, perché senza l’iscrizione all’ordine non possono esercitare, non solo se lavorano nel provato e hanno uno studio non associato, di fatto devono sospendere qualsiasi tipo di cura ai loro pazienti. Per questo è grave la sospensione dei medici non vaccinati.

Qualcosa sta cambiando. Sono state molte le proteste dentro e fuori dalle assemblee per l’approvazione del bilancio dei vari ordini locali dei medici. Non è una questione burocratica. Di fatto se non viene approvato il bilancio si blocca l’operatività dell’ordine.  “Una volta cessato lo stato di emergenza nazionale, non si può continuare con provvedimenti coercitivi tipici del contesto emergenziale”, scrive Pietro Dattolo,il presidente dell’ordine dei medici di Firenze

In questo clima si inserisce la lettera del presidente dell’ordine di Firenze alle cariche nazionali dell’ordine.

AL PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE DEGLI ORDINI DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLIODONTOIATRI

e, p.c.
AI PRESIDENTI DEGLI ORDINI DEI MEDICI CHIRURGHI E

DEGLI ODONTOIATRI D ITALIA

Oggetto: Obbligo vaccinale anti Sars-Cov-2.

Caro Presidente,

come tutti sappiamo, in queste settimane sono frequenti le notizie di situazioni critiche presso gli Ordini italiani delle professioni sanitarie in occasione dei Bilanci, prese a pretesto da gruppi di soggetti contrari ai vaccini per inscenare proteste anche

Si tratta di episodi certamente da condannare quando esorbitano dal normale confronto democratico, ma che a mio parere non possono essere liquidati come mere manifestazioni di disturbo e devono far riflettere deve rivestire per la categoria.

Il problema nasce dal fatto che gli Ordini sono stati investiti (a mio avviso improvvidamente) del compito di esecutori di sanzioni sospensive che hanno innescato la percezione nei nostri iscritti organo ottusamente burocratico. Non più il luogo di discussione e di confronto fra colleghi , ma Ente comminatore di sanzioni .

Affermo questo perché, come probabilmente accade a molti Presidenti, mi capita quotidianamente di parlare con molti colleghi sempre più infastiditi del fatto che la categoria sia sottoposta ad un obbligo imperativo, a differenza di tutti gli altri cittadini e non capiscono il razionale delle tempistiche e degli obblighi vaccinali, come declinati anche recentemente dal Ministero, per i quali anche noi Presidenti abbiamo difficoltà ad orientarci e a comprenderne le motivazioni scientifiche.

Il tutto sotto la sospensione dell’esercizio professionale, che per un medico significa negazione del diritto al lavoro che, non dimentichiamolo, è un diritto costituzionalmente garantito.

Il compito dell’Ordine è esercitare la propria funzione disciplinare, come è sempre stato fatto, nei confronti di chi sostiene tesi anti-scientifiche e anti-vacciniste e su questo non si discute. Ma ritengo esorbitante e oramai sproporzionato, che si continui con questa prassi dell’obbligo tout-court sotto minaccia di sanzione sospensiva da qui alla fine dell’anno, perché temo continuerà ad esacerbare la conflittualità e a mettere in difficoltà gli Ordini sia sotto il profilo delle spese legali, sia dell’immagine dell’Ente.

E’ di tutta evidenza che se non viene approvato il bilancio, l’Ordine non può svolgere nemmeno le iniziative essenziali a favore della categoria (come ad esempio la formazione, l’aggiornamento, il supporto previdenziale). Siamo disposti a mettere a repentaglio la funzionalità stessa degli Ordini per continuare ad eseguire sanzioni la cui logica è sempre più difficile da comprendere?

A mio avviso dobbiamo arrivare ad una normalizzazione della questione e a rasserenare il clima interno alla categoria. Una volta cessato lo stato di emergenza nazionale, non si può continuare con provvedimenti coercitivi tipici del contesto emergenziale. Bisogna ricondurre le azioni di tutela sanitaria nell’ambito della gestione ordinaria (misure organizzative e dispositivi di protezione a tutela sia dei medici che dei pazienti), bisogna responsabilizzare le strutture sanitarie ad adottare modelli organizzativi idonei e sicuri, bisogna altresì sensibilizzare i colleghi a strutturare i loro studi nell’ottica di massima protezione del paziente. Ma sono convinto che bisogna anche superare la fase degli obblighi imperativi e delle sanzioni autoritarie, che è cessata per tutti i cittadini

e che deve cessare anche per i medici.

Chiedo che la Federazione si faccia carico di questa istanza, che offro alla valutazione dei colleghi Presidenti, auspicando un confronto sul tema.

Cari saluti

IL PRESIDENTE (Dott. Pietro Dattolo)

 

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