Lezione di comunicazione di Porro a Draghi: non si criticano gli intervistatori, ma quello che dicono gli intervistati

Nicola Porro nella sua zuppa del 4 maggio fa una grande lezione di comunicazione istituzionale e democratica, partendo dallo spunto della “infelice frase di Mario Draghi in conferenza stampa in cui gli chiedono un giudizio sull’intervista fatta al generale Lavrov su Rete 4 e lui dice che è scarsamente professionale.

Se io fossi il portavoce di un presidente del consiglio in un paese democratico, che si reputa democratico, e spera di combattere democraticamente una autocrazia come quella russa, a una domanda di un giornalista, che ne pensa dell’intervista a Lavrov avrei fatto così. La risposta di un presidente del consiglio normale avrebbe dovuto essere: “io di quello che dice il generale russo penso A, o B, o C. Un presidente del consiglio che ha rispetto della democrazia e dei principi costituzionali di questo paese e della civiltà umana occidentale, a differenza di quelle fondamentaliste o autocrate, avrebbe potuto dire che i giornalisti fanno le interviste e io non mi permetto di giudicare la qualità professionale delle interviste. In caso contrario domani si potrebbe dire che un tennista famoso gioca male a tennis, o altro, a questo punto vale tutto.

Una politica che si mette a dire come fanno fatte le interviste, quali sono le persone da intervistare, come e quali domande vanno fatte è una politica favolosa, fantastica, che crea dei mostri. I mostri, badate bene, non sono quelli degli esperti che vanno in televisione e parlano della Russia senza averne accortezza. I mostri sono quelli che oggi raccontano i giornali.

La nostra forza rispetto ai russi e che noi abbiamo la democrazia e loro no”

Fonte: https://www.nicolaporro.it/zuppa-di-porro/la-resistenza-della-tocci-non-va-in-tv-e-offende-floris/

Può interessarti anche:

Seguici su Facebook https://www.facebook.com/presskit.it

Seguici su Telegram https://t.me/presskit

Altri articoli interessanti