La Marcia di Paolo Sceusa il 14 gennaio riparte da Verona

Domani, venerdì 14 gennaio, Paolo Sceusa riprende la sua marcia per risvegliare le coscienze «contro il greenpass e contro gli obblighi vaccinali, che a mio avviso sono illegittimi», chiarisce il presidente emerito di Sezione della Corte di Cassazione. La partenza è fissata dal piazzale Olimpia di Verona, quello dello stadio, alle 8.30, in direzione Peschiera del Garda.

A Verona Paolo Sceusa era arrivato il 12 gennaio, dopo sette giorni di cammino, cominciati da Venezia nel giorno dell’Epifania, e oggi aveva concesso una “pausa di recupero” al suo marciare, per poi riprendere il viaggio che lo porterà verso sud, oltre Roma.

Ma la Marcia delle Libertà ormai non è più del solo Paolo Sceusa, perché in tantissimi hanno raccolto il suo appello e hanno cominciato a marciare in tutta Italia, per lunghi o piccoli tratti, testimoniando la propria appartenenza alla marcia pacifica indossando il giallo o l’arancione, i colori del sole che lo stesso Sceusa ha eletto a vessilli della propria marcia di protesta.

E da oggi c’è un canale Telegram che unisce tutti i marciatori delle libertà: un gruppo riservato solo a chi ha capito che la cosa più giusta da fare non è sapere a che giorno e a che ora Il professor Sceusa passerà sotto casa, «ma è di comunicare ciascuno ai propri contatti whatsapp o telegram il giorno, l’ora, il luogo e la direzione della propria partenza -spiega lo stesso Sceusa-. Al fine di partire comunque. Da soli o in compagnia, indossando un gilet arancione o giallo». Un gruppo in cui tutti coloro che marciano postano il giorno, l’ora, il luogo, la direzione della propria partenza, la propria mappa di percorso e la propria posizione, quando sono in marcia. «Così chi vuole si può attaccare a chi è partito e del quale vedrà la posizione su questo gruppo -continua Paolo Sceusa-. Ricordate: chi è a nord, vada verso sud e viceversa, lungo la costa tirrenica e quella adriatica. Ma si può decidere di attraversare lo stivale anche da est a ovest e viceversa. Il denaro non è un problema reale: ai marcianti, chi li condivide e li riconosce grazie ai loro colori, offre ristoro e rifugio, per lo più gratuitamente. Quelli partiti da Venezia contemporaneamente a me, finora hanno speso pochissimi euro. Inoltre capita che qualcuno tra quelli che si aggregano solo per un breve tratto, oltre a cibo e bevande, voglia lasciare qualche soldo. E così si è formato un piccolo fondo cassa con cui si sostiene chi marcia senza mezzi economici. Splendido no?».

Per restare aggiornati sulla marcia basta seguire Paolo Sceusa sul suo canale Telegram o su quello della Marcia. Invece, per coordinarsi con i vari gruppi che si muovono in tutta Italia, ci sono i canali Telegram divisi per regione.

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