Italia: quali settori stanno recuperando?

I primi segnali di stabilizzazione dell’economia riflettono soprattutto il recupero dell’attività industriale, al quale contribuisce il rilancio della domanda internazionale. Lo rivela l’Istat nel suo ultimo rapporto.

Nel primo trimestre 2021 la risalita dell’indice della produzione industriale, che nell’ultimo scorcio del 2020 si era interrotta, ha ripreso forza (+1,3 per cento congiunturale).

Ad aprile l’espansione è stata ancora più intensa (+1,8 per cento la variazione congiunturale) portando il livello dell’indice gene- rale al di sopra di quello pre-crisi di gennaio-febbraio 2020.

Il miglioramento è stato diffuso a tutti i principali settori di attività e più marcato per i beni strumentali. Nel trimestre febbraio-aprile l’incremento più ampio ha riguardato i beni di consumo non durevoli (+3,0 per cento rispetto al trimestre novembre-gennaio) mentre è stato piuttosto modesto per i beni strumentali (+0,4 per cento).

Il settore delle costruzioni, dopo una caduta brusca dell’attività, ha recuperato molto velocemente nella seconda parte dello scorso anno e l’espansione è risultata robusta anche nel primo scorcio del 2021. Il relativo indice di produzione nel primo trimestre ha superato di oltre il 5 per cento i livelli massimi raggiunti all’inizio del 2020 e il calo di aprile non interrompe la tendenza positiva spinta dai provvedimenti a favore delle ristrutturazioni.

Gli effetti economici delle diverse fasi dell’emergenza sanitaria hanno influenzato in maniera diversificata le attività del terziario. Nell’insieme, il fatturato nel primo trimestre di quest’anno è rimasto su un livello ancora inferiore (al netto degli effetti della stagionalità) di oltre il 7 per cento rispetto a quello registrato nel quarto trimestre del 2019. In molti comparti l’attività ha pienamente recuperato, ma in altri il fatturato resta ancora lontanissimo da quello precedente la crisi. Il commercio all’ingrosso e le attività di informazioni e comunicazione, che avevano registrato i cali più contenuti nel 2020, nel primo trimestre del 2021 hanno segnato incrementi congiunturali moderati (rispettivamente +0,6 per cento e +0,7 per cento). Anche l’insieme delle attività professionali, scientifiche e tecniche hanno registrato un risultato positivo, con un aumento dello 0,8 per cento nel primo trimestre di quest’anno che porta a un recupero quasi completo (-1,6 per cento) rispetto al livello di fine 2019. La crescita è stata intensa per il settore del trasporto e magazzinaggio (+3,5 per cento) e per quello delle attività di supporto alle imprese (+3,4 per cento). Nel comparto dei servizi di alloggio e ristorazione, invece, la crisi è rimasta profonda, con un calo congiunturale del 15,9 per cento nel primo trimestre 2021 e un livello del fatturato che è pari a poco più del 40 per cento di quello di fine 2019.

Nel 2020 gli scambi con l’estero dell’Italia hanno subito un forte ridimensionamento, seguito da un progressivo recupero. In media d’anno, le esportazioni di beni in valore sono diminuite del 9,7 per cento e le importazioni del 12,8 per cento. Il calo delle vendite all’estero di prodot- ti italiani è stato superiore a quello osservato per l’insieme dell’Ue (-8,2 per cento) e per la Germania (-9,2 per cento), mentre cadute maggiori si sono osservate per Spagna (-10 per cento) e soprattutto Francia (-16,3 per cento). Le perdite sono state intense e diffuse sia nei confronti dei mercati Ue, sia di quelli extra Ue.

Le esportazioni italiane già da fine 2020 erano tornate sui livelli prossimi a quelli pre-crisi, mentre per alcuni paesi europei, quali la Francia, il recupero è stato più lento. Nel trimestre febbraio-aprile del 2021, le vendite all’estero dell’Italia hanno registrato un aumento congiunturale rispetto ai tre mesi precedenti del 4,2 per cento. Analogamente a quanto osser- vato per gli altri paesi europei, la crescita delle esportazioni italiane è stata più elevata sui mercati Ue rispetto alle vendite sui mercati extra Ue. Tuttavia, la performance delle nostre merci sui secondi è stata superiore a quella dei degli altri principali concorrenti. Al di fuori dei confini europei, i flussi diretti verso la Cina, la cui economia è continuata a crescere, sono diminuiti solo leggermente nel 2020, proseguendo la tendenza espansiva nei primi mesi del 2021, mentre le vendite dirette in altri mercati chiave, quali Stati Uniti, Regno Unito e OPEC hanno mantenuto una dinamica relativamente più contenuta

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