Class action vaccini Covid “ci sono due grandi tematiche da affrontare: pericolosità, difettosità del farmaco ed efficacia”

Class action vaccini Covid 19: “In buona sostanza qui abbiamo due grandi tematiche da affrontare. Sono due tematiche che poi in un certo senso convogliano sulla legittimazione dei ricorrenti, perché il problema della pericolosità, della difettosità del farmaco si può affrontare sia da un punto di vista di efficacia, sia da un punto di vista di sicurezza.”

“Il percorso verso la verità — spiega l’avvocato Angelo Di Lorenzo — “nasce relativamente lontano, perché oggi noi abbiamo ricevuto l’incarico di occuparci di questa iniziativa da parte del Comitato di Scopo, proprio perché ci siamo occupati in passato di questa vicenda nelle sedi penali.

Secondo Di Lorenzo, “per quanto riguarda la sicurezza, ovviamente la legittimazione di tutti i ricorrenti che hanno subito danni, in questo caso della class action, possiamo senza meno escludere la necessità di trovare delle correlazioni tra la singola patologia che ha avuto la persona in seguito all’assunzione e l’assunzione stessa.”

E precisa: “Questo perché la correlazione di un’iniziativa di questo tipo va trovata a monte, cioè attraverso le prove che noi abbiamo. E sostanzialmente la prova in questo tipo di azione, che è un’azione civile, un’azione del consumatore, riguarda la consapevolezza del fabbricante di un prodotto in ordine alla pericolosità di questo prodotto. Ma pericolosità in che termini? Ed è qui la correlazione che va accertata, e che è stata accertata, in qualche modo anche confessata poi successivamente dalla stessa Pfizer con l’aggiornamento dei vari foglietti illustrativi, le indiziature e quant’altro. Insomma, la correlazione è una correlazione che riguarda la capacità del prodotto a portare una serie di conseguenze tipiche.”

“Facendo un esempio molto banale,” aggiunge l’avvocato, “tra i più comuni: miocarditi, pericarditi, problemi di tipo neurologico, oncologico, di tipo di fertilità, agli organi sessuali. Sono veramente una miriade le conseguenze che l’assunzione di questo prodotto può provocare. E quindi la persona che poi ha subito una di queste conseguenze non deve provare che ci sia effettivamente la correlazione tra quella conseguenza e la sua assunzione, ma basta il fatto che abbia assunto il farmaco e abbia avuto quella conseguenza che presuntivamente è una conseguenza correlabile all’uso di quel prodotto lì.”

Passando alla questione dell’efficacia, Di Lorenzo osserva che “qui la questione è molto più semplice ed evidente, quasi di natura storica, perché noi, affrontando questo tema in sede penale e andando — come ha detto il dottor Segalla — a ficcare il naso in quello che è successo, possiamo risalire con la memoria al momento negoziale. Ricorderemo nel 2020, quando a giugno si iniziava a parlare di vaccini. Interrogato dal Tribunale dei ministri di Roma, l’ex ministro della Salute ha detto e ci ha raccontato come si sono svolti questi fatti. E i fatti sostanzialmente possono essere ricondotti ad un unico grande obiettivo: l’obiettivo di tutti quanti gli Stati, gli acquirenti, le persone interessate, gli ordinamenti interessati al prodotto erano tutti quanti rivolti all’acquisto e alla produzione di un farmaco che potesse contenere le infezioni, potesse immunizzare. Ricorderemo l’immunità di gregge: ‘adesso arriveranno i vaccini che ci consentono di superare la pandemia perché ci proteggono dalle infezioni e impediscono i contagi’.”

“Questo era l’obiettivo di tutto, sia della produzione, ma anche dell’acquisto e anche della nostra normativa,” prosegue l’avvocato. “Abbiamo costruito noi in Italia una normativa che era tarata tutta quanta sull’obbligo vaccinale per prevenire le infezioni da SARS-CoV-2, perché questo è quello che si aspettavano gli acquirenti. Questi farmaci sono stati comprati con dei contratti di diritto civile dove il beneficiario di questi contratti era il popolo, il cittadino italiano, e il beneficiario avrebbe assunto questo medicinale per arrivare all’immunità. Quindi questo è un problema del consumatore, perché il consumatore si aspetta di assumere un farmaco che gli dia una determinata caratteristica, un beneficio, che è quello dell’immunità.”

“Cos’è successo, sostanzialmente, per arrivare alla conclusione di questo ragionamento?” domanda Di Lorenzo. “Prima l’Italia, poi dopo si è ceduta la negoziazione alla Commissione europea, che nelle segrete stanze ha negoziato l’acquisto delle prime 200 milioni di dosi di un prodotto che ancora non esisteva: pilotavano l’aereo in costruzione. E la destinazione di questo aereo era un medicinale che ci facesse superare la pandemia. Noi l’abbiamo acquistato prima, prima che questo prodotto venisse in esistenza, e attenzione: l’abbiamo pagato prima che questo prodotto venisse in esistenza. Abbiamo finanziato la produzione di questo medicinale.”

“Quando questo medicinale è venuto ad esistenza,” conclude, “andava necessariamente approvato com’era. Ed è qui la parte che riguarda il consumatore e la parte che riguarda le falsità, le omissioni, le alterazioni di un prodotto che è stato venduto con delle caratteristiche che non ha mai avuto. Quindi questo, unito alla pericolosità del medicinale, unisce un po’ i due aspetti di efficacia e di sicurezza. E quindi il consumatore è stato tradito nel dover essere sottoposto e dover assumere un medicinale che non aveva né le caratteristiche di efficacia, ma soprattutto aveva altissimi rischi di produrre una serie di conseguenze, molte delle quali si sono conclamate in moltissimi — in questo caso italiani, ma insomma europei.”

Per aderire

Se hai assunto il vaccino Covid19 prodotto e distribuito da PfizerBioNTech e vuoi aderire alla Class-action Covid19, devi:

  1. scaricare (QUI) il modulo di adesione;
  2. stampare;
  3. dopo averlo letto e ben compreso, compilare e sottoscrivere apponendo le due firme necessarie;
  4. scannerizzare il modulo compilato e firmato (.PDF);
  5. inviarlo alla email adesioni@classactionvaccinocovid19.org unitamente a copia:
    • della distinta di bonifico per € 250,00 (istruzioni a pag. 4 del modulo di adesione);
    • del tuo documento di identità e tessera sanitaria;
    • copia del certificato di vaccinazione se ne sei già in possesso (altrimenti puoi ottenerlo cliccando QUI e inviarlo entro il 30 ottobre 2025)

Fatto ciò riceverete una nostra email per informazione e richiesta della documentazione ancora necessaria.

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