Il cambiamento dobbiamo essere noi “tutti insieme senza personalismi e senza ego”, dott.ssa Maria Teresa Turrini

È l’ora del cambiamento.

“Tutti insieme senza personalismi e senza ego”, afferma la dottoressa Maria Teresa Turrini. È un richiamo forte e deciso a unire le forze, a riconoscere che il cambiamento deve partire da noi, da un senso collettivo di responsabilità. Questo concetto si radica nella necessità di ricostruire fondamenta solide in diversi ambiti della nostra società.

È ora di guardare avanti, ma senza dimenticare le basi. I genitori devono tornare a essere padre e madre, non semplici etichette come “genitore uno” e “genitore due”. La scuola, fulcro della crescita individuale e collettiva, deve riscoprire il valore delle pratiche tradizionali come scrivere con carta e penna. “Non è possibile che avvocati vengano bocciati all’esame di Stato perché non sanno scrivere”, sottolinea la dottoressa, citando un esempio che evidenzia le lacune del sistema educativo. La fretta deve tornare a essere nemica della saggezza, lasciando spazio all’ascolto profondo e al rispetto.

Le parole, diceva sua nonna, “sono come pietre”. Hanno peso, significato, e devono recuperare il loro valore fondamentale. Viviamo un’era in cui la paura, l’ignoranza e la violenza rischiano di corrodere il tessuto sociale e personale. “Se permettiamo a noi stessi di nutrirci di questi elementi, non basteranno le medicine più innovative per mantenerci sani”, avverte. Questo è un monito importante per ritrovare un equilibrio tra mente e corpo.

La dottoressa suggerisce persino un provocatorio “cartello di pericolo” davanti alla televisione: un invito a spegnerla, a evitare di lasciarsi sopraffare da un flusso costante di notizie che spesso alimenta ansie e paure. Il cambiamento richiede un lavoro quotidiano, costante, con il nostro senso dell’io. È necessario tracciare un percorso da seguire con determinazione, abbandonando personalismi e imparando a collaborare.

“Lo so, l’ego fa parte del genere umano, ma se non usciamo da questo schema, non riusciremo a risolvere la situazione”. La dottoressa Turrini ha vissuto in prima persona la difficoltà di mantenere saldo il proprio impegno durante 15 mesi di sospensione. In quel periodo, molti colleghi non le parlavano più, privandola di quel confronto che è essenziale nella vita professionale e umana. Tuttavia, è riuscita a superare quel momento grazie alla forza di una “grande famiglia”: un gruppo di medici che, ancora oggi, rappresentano per lei una fonte di sostegno e ispirazione.

“Il cambiamento siamo noi. Insieme lo possiamo attuare, per la salute di tutti e per una sanità al servizio della vita”, conclude. Le sue parole risuonano come un appello a ripensare il nostro ruolo nella società e a costruire un futuro più giusto e umano.

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