“Ecco cosa succede oggi,” spiega in un recente video Silver Neruti, riprendendo le parole di un sindaco.
“Se un cittadino italiano si trasferisce in un nuovo comune, deve dimostrare il proprio stato civile, cioè se è celibe/nubile o sposato. Ma se sei uno straniero, beh, per loro non è obbligatorio. Avete capito bene: è solo facoltativo. Questo significa che i cittadini stranieri, se vogliono, possono aggirare i controlli senza l’obbligo di fornire informazioni sul loro stato civile. Se un cittadino poligamo arriva in Italia e decide di non dichiarare i propri legami familiari, non c’è alcuna verifica obbligatoria.
Questo gli consente di nascondere matrimoni e figli, senza risultare penalizzato in alcun modo. L’attuale normativa prevede che se uno straniero non fornisce certificati esteri validati, i suoi legami di parentela possono essere semplicemente omessi. Cosa significa tutto questo? Significa che uno straniero potrebbe avere cinque mogli e dieci figli nel suo paese d’origine, ma quando si trasferisce in Italia può dichiararsi libero nello stato di famiglia.
Esatto, non è obbligatorio dimostrarlo. Anche i figli possono essere omessi, se non c’è un riscontro ufficiale. La mancanza di certificati esteri permette a chiunque di manipolare il proprio status familiare per ottenere vantaggi fiscali e sociali. Ad esempio, nascondendo parte del nucleo familiare, l’ISEE risulta artificiosamente più basso. In questo modo, i matrimoni non vengono dichiarati, le mogli non vengono conteggiate nell’ISEE, che è l’indicatore della situazione economica, però i figli sì.
Di conseguenza, riescono a raggirare completamente le normative, ottenendo punteggi più alti per gli assegni familiari, le case popolari e sconti sui servizi pubblici, sottraendo risorse a chi ne avrebbe realmente bisogno. Chi falsifica il proprio stato familiare riesce a ottenere condizioni economiche più vantaggiose a danno del sistema pubblico, il che significa danno mio e danno tuo. È frequente che soggetti poligami, provenienti soprattutto da paesi nordafricani, dichiarino di essere liberi, anche se hanno figli, risultando con un ISEE pari a zero, poiché viene considerato solo uno dei due genitori, a seconda della convenienza. Inoltre, dichiarandosi nuclei familiari separati, riescono a eludere il sistema anche quando in realtà condividono lo stesso nucleo familiare.
Questo espediente non solo gonfia i loro benefici, ma crea anche disparità nell’accesso alle case popolari per chi ne ha davvero bisogno. In alcuni casi, i genitori residenti in comuni differenti ottengono due case popolari, dividendosi i figli e subaffittando una delle due abitazioni a connazionali. Insomma, ci fanno anche un bel business. E il peggio è che questa è una truffa legalizzata, perché la normativa lo permette. Non solo ottengono due case, ma una di queste viene spesso subaffittata ad altri connazionali, creando un ulteriore profitto illecito.
Questo tipo di comportamento non è solo un abuso del sistema, ma una vera e propria truffa che sfrutta le falle del sistema normativo, e il tutto senza alcun controllo. Quello che chiediamo è chiaro: introdurre subito l’obbligo per i cittadini stranieri di certificare il loro stato civile al momento della prima iscrizione anagrafica. Senza questa misura di controllo, continueremo a vedere situazioni in cui le risorse pubbliche vengono sfruttate in modo illecito, a discapito dei cittadini che rispettano le regole. Serve giustizia ed equità per tutti, e questo può essere raggiunto solo con una riforma del sistema di certificazione del nucleo familiare”.
Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore.
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