“In fisica esiste un insieme di leggi ferree, vale a dire le leggi di conservazione. Ciò che ci interessa nella politica climatica è la legge di conservazione dell’energia. La legge afferma che l’energia non può essere né creata né distrutta. Pertanto non è rinnovabile. Può solo essere trasformato. Si tratta quindi di una serie di conversioni in diverse forme di energia. Alla fine della catena c’è solitamente il calore, indipendentemente dal fatto che la fonte sia la radiazione solare o l’energia cinetica del vento”, spiega il Dott. Pietro F. Mayer.
“L’energia cinetica del vento viene prima convertita in energia di rotazione e in una piccola quantità di calore dalle pale del rotore della turbina eolica. Questo aziona il generatore, che genera nuovamente energia elettrica e calore. Questo viene portato tramite cavo a punti di raccolta come una sottostazione, dove viene generato nuovamente calore a causa della resistenza nel cavo.
L’energia elettrica arriva tramite reti via cavo ai consumatori finali con un ulteriore leggero rilascio di calore, che la utilizzano per generare energia cinetica, energia chimica, luce, televisione, ricarica di batterie e simili, e comunque ancora calore. L’energia certamente non viene mai persa; la sua somma viene sempre conservata in forma convertita.
Queste sono le scoperte e i fatti scientifici indiscutibili. Sfortunatamente, vengono spesso negati e violati sia dagli “scienziati del clima” che dai “modellatori” del “Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici” (IPCC) delle Nazioni Unite. Molti dei modelli IPCC non sono corretti solo per questo motivo.
Esiste addirittura un istituto universitario per i “sistemi energetici rinnovabili”, uno presso l’HTW di Berlino e un altro presso l’Università di Stralsund. È strano che nelle università tedesche i fondamenti della fisica siano negati anche in nome degli istituti.
L’affermazione non scientifica delle “energie rinnovabili” vuole dare l’impressione che l’energia difficilmente venga prelevata dall’atmosfera e venga nuovamente rinnovata dal deus ex machina. Ciò significa che questo tipo di produzione di elettricità sarebbe “neutrale dal punto di vista climatico”, un’affermazione tanto popolare quanto falsa”
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