I soldi per la guerra non mancano, ma quando si tratta di spenderli per opere per salvare persone e territori mancano o non vengono spesi. E’ un rincorrersi di non è colpa mia, ma è colpa di chi non ha dato o non ha speso i soldi dovuti, nel frattempo l’Emilia Romagna è di nuovo sott’acqua. Case, raccolti, vite allegate e da ricostruire di nuovo.
Riporta Open (qui) “il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci. «Se l’Emilia-Romagna potesse farci il favore di farci sapere quanto è stato speso dei 594.567.679 euro ricevuti in dieci anni dal governo per la lotta contro il dissesto idrogeologico e ci dicesse quali sono i territori più vulnerabili, noi potremmo programmare ulteriori interventi. Non si può sempre chiamare in causa l’alluvione del 2023», ha esordito il ministro dopo la premessa, forse ironica, di non voler fare polemiche. Mentre il viceministro dei trasporti Galeazzo Bignami ha contato gli ultimi stanziamenti: «Con una prima ordinanza sono stati assegnati 94 milioni e la Regione ne ha spesi 49. Con una seconda ne sono stati assegnati 33,5 e ne sono stati spesi zero. Di altri 103 milioni stanziati ne sono stati spesi ancora zero».
La Regione dall’altra parte della barricata fa invece sapere che ha chiesto 8,5 miliardi al governo. E che l’esecutivo ne ha dati solo 3,8. Mentre nulla è stato stanziato per il grande piano contro il dissesto idrogeologico che dovrebbe salvare l’Emilia-Romagna dai futuri disastri. E che giace al ministero dell’Ambiente da ben cinque mesi. E ancora: degli 1,3 miliardi stanziati dal generale Figliuolo per i ristori, ne sono stati dati solo 30 milioni. Di cui 21 alle famiglie e 9 alle imprese. La guerra delle cifre coinvolge anche i fondi per la messa in sicurezza del territorio. Il governo parla di 6 mila interventi per la difesa idraulica e di 1,6 miliardi spesi. La Regione risponde con 402 cantieri e 343 milioni di euro impegnati. A Faenza il muro costruito con 3,5 milioni di euro in via Renaccio ha salvato il centro città.
Mentre a Modigliana la maxiopera per mettere in sicurezza la cittadina è stata affidata a una società esterna, la Sogesid. Ma non è ancora terminata. E l’acqua è arrivata prima. La regione punta il dito contro il piano da 4,5 miliardi per il dissesto idrogeologico. Che il governo ha approvato ma senza stanziare i fondi. Intanto Silvia Dal Santerno da qualche giorno dorme nel palazzetto dello Sport di Faenza: «L’ansia mi divora, sto rivivendo un trauma che mi aveva abbattuto. Non solo economicamente, ma anche psicologicamente. Da maggio 2023 a marzo 2024 ho vissuto in hotel perché casa mia era inagibile, dopo nemmeno sette mesi casa mia è di nuovo in pericolo»”.
Nel frattempo, mentre la politica litiga, ci sono oltre mille sfollati e tante attività distrutte.
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