Le reazioni al discorso di Draghi: “in una democrazia la volontà popolare si esprime con il voto”, Giorgia Meloni

Giorgia Meloni smaschera Mario Draghi: “Arriva in Parlamento e di fatto chiede pieni poteri, sostenendo che glielo hanno chiesto gli italiani. Ma in una democrazia la volontà popolare si esprime solo con il voto, non sulle piattaforme grilline o con gli appelli del Pd. Sono le autocrazie che rivendicano di rappresentare il popolo senza farlo votare, non le democrazie occidentali. FDI non intende assecondare questa pericolosa deriva. Decidano gli italiani del proprio futuro, non questo Parlamento delegittimato e impaurito. Elezioni Subito”.

Gianluigi Paragone: “Sono qui solo perché gli italiani me lo hanno chiesto”. Sì, ha detto proprio così in sfregio non solo alla Costituzione italiana ma anche soltanto ad una minima cultura democratica delle istituzioni. E infatti, se la richiesta degli italiani non è avvenuta nelle forme democratiche delle elezioni, in quale altro modo Draghi avrebbe ricevuto l’accorato appello di “tota italia”? Lo spiega direttamente l’aspirante Principe d’Italia: “La mobilitazione di questi giorni da parte di cittadini, associazioni, territori a favore della prosecuzione del Governo è senza precedenti e impossibile da ignorare. Ha coinvolto il terzo settore, la scuola e l’università, il mondo dell’economia, delle professioni e dell’imprenditoria, lo sport.” Un appello diretto ad un legame, peraltro presunto e di fatto preteso, con il popolo italiano degno di un manuale da aspirate dittatore. E il Parlamento ha ancora una volta accettato e subito questo affronto, senza riuscire a liberarsi di quel complesso di inferiorità che la “politica” ha ormai introiettato nei confronti di finti “tecnici” che sono invece così profondamente politici da stare realizzando una vero e proprio cambio della forma Costituzionale della Nazione: dalla Democrazia al Principato”

Guido Crosetto in una intervista sul Tempo quotidiano: “Molti di quelli che oggi vogliono a tutti i costi proseguire l’esperienza del governo Draghi non lo fanno per il bene dell’Italia, ma solo per il proprio tornaconto personale. Da questo discorso ovviamente escludo il presidente del Consiglio, ma per quanto riguarda i partiti, c’è chi vuole sopravvivere, chi punta ad allungarsi la vita perché sa che a fine legislatura sarà destinato a scomparire, chi ha bisogno di tempo per riorganizzarsiechi, infine, vuolecontinuare a gestire le nomine. Questa è la verità. Nel dibattito in corso non c’è molto di nobile. chi ha fatto di tutto per non mandare Draghi al Quirinale oggi lo ritiene indispensabile per soli cinque mesi. È surreale, soprattutto in considerazione della situazione drammatica che il Paese vivrà tra sei mesi. Tutti gli indicatori ci dicono che lo tsunami deve ancora arrivare”. Di cosa ha bisogno l’Italia allora? “Un Parlamento forte. Questo serve all’Italia. Questo Parlamento non è debole perché siamo a fine legislatura, ma perché la forza di maggioranza relativa si è liquefatta, si è sciolta. I partiti che vogliono andare avanti sono interessati a fare i loro interessi per altri sei mesi, ma non è questo ciò che serve all’Italia. Lavorano contro la Nazione e, per di più, lo fanno cercando di mettere una maglietta di partito addosso al presidente delConsiglio. Draghi, invece, dovrebbe essere lasciato libero di lavorare davvero per fare gli interessi dell’Italia, ad esempio fungendo da garanzia per i mercati”.

 

 

Altri articoli interessanti