Marcia delle Libertà: la tre giorni di Bologna contro il green pass, strumento di discriminazione e di controllo

Cammina, cammina, la «Marcia delle Libertà» organizzata da Paolo Sceusa, partita il 6 gennaio da Venezia, è giunta sabato 22 gennaio a Bologna. Qui lunedì 24, dopo un (meritato) giorno di riposo «abbiamo organizzato, con l’aiuto degli studenti no greenpass di Bologna, l’evento culturale “Bologna: storia, arte e cultura”», spiega il presidente emerito di Sezione della Corte di Cassazione. L’incontro è previsto alle ore 15 di domani, ai Giardini Margherita, in piazzale Jacchia, ed è aperto a tutti.

E nella giornata di pausa bolognese, mentre in tutta Italia sono partiti centinaia di affluenti al fiume della Marcia delle Libertà, per Paolo Sceusa è già tempo di un primo bilancio: «Ogni volta che in questi giorni ci siamo fermati per una piccola pausa, siamo stati accolti da decine di persone che, minuto dopo minuto, sono sempre andate aumentando -scrive Sceusa sul suo canale Telegram, che ha ormai raggiunto i 27mila iscritti-. Ogni giorno sono tutti diversi. Dall’inizio, facendo un rapido calcolo, avranno marciato con noi circa seimila persone. Naturalmente non posso contare tutti quelli che hanno cominciato a marciare per conto loro, dappertutto verso dappertutto. Ringrazio tutti. Ma stanno facendo un favore non a me, ma a loro stessi. Soprattutto quelli che partono in autonomia. Il gruppo telegram a loro dedicato è: https://t.me/marciatori».

«Il green pass è uno strumento di discriminazione e di controllo -ha detto Sceusa in un’intervista registrata nella tappa di Modena– che adesso è funzionale all’imposizione dei vaccini. Nei fatti è diventato più importante lo strumento del green pass rispetto al tema della prevenzione e della profilassi anti pandemica. Quando finirà la pandemia ci sarà qualcosa d’altro cui collegare il green pass. Quindi il green pass è uno strumento di controllo al quale il potere non rinuncerà. Per questo ho iniziato a marciare: come dimostrazione di decisa e irremovibile contrarietà a questo sconcio normativo liberticida».

Per restare aggiornati sulla marcia basta seguire Paolo Sceusa sul suo canale Telegram o su quello della Marcia. Invece, per coordinarsi con i vari gruppi che si muovono in tutta Italia, ci sono i canali Telegram divisi per regione.

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