L’idea di resistenza di James Baldwin, nell’America con i neri senza diritti, è ancora attuale

Lo scritto in uno dei suoi libri più famosi, che racconta una storia d’amore tormentata, Se la strada potesse parlare. Quello che ha scritto è ancora attuale. Leggetelo.

“Continueranno a spararci, anche se siamo disarmati;

continueranno a condannarci per stupro, anche se non abbiamo stuprato;

continueranno a dirci che siamo spacciatori, anche se non abbiamo mai spacciato;

continueranno a spezzarci ogni possibilità di costruirci una vita…

Sarà sempre così? No. Tra trent’anni sarà diverso. Tra quarant’anni sarà ancora diverso. Tra cinquant’anni ancora diverso.

Però poi mi chiedo: noi intanto cosa facciamo? Tu e io, mentre aspettiamo che di trentennio in trentennio le cose migliorino, che facciamo? Mentre ci battiamo per un minimo di diritto per tutti, cosa facciamo?

Nel frattempo continuiamo a subire? No.

Credo che tu e io – e tutti quelli per cui non esiste Il-diritto-per-me, ma solo Il-diritto-per-tutti – dobbiamo imparare… Sì, è così, dobbiamo imparare…

Noi impareremo a distinguere le ambigue bandiere.

Noi faremo in modo di riconoscerci sul campo di battaglia, anche quando proveranno a confonderci.

Noi resteremo uniti, faremo comunità, anche quando proveranno a disperderci.

Noi non crederemo alle loro bugie.

Noi non crederemo alle loro false accuse di complotto.

Noi non crederemo a ciò che dice la loro stampa spazzatura.

Noi resteremo accanto a chi è diffamato, a chi è perseguitato, a chi è condannato.

Noi useremo le nostre parole per dare e ricevere forza, per dare e ricevere conforto.

Noi cercheremo ogni giorno la verità.

Noi grideremo ogni giorno la verità.

E questa sarà la nostra disciplina di resistenza.”

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