Pubblicità di Brussels Airlines insorgono i social: “Manca di rispetto per le vittime delle alluvioni”

La pubblicità della Brussels Airlines mostra un bambino con la testa sott’acqua che trattiene il respiro, accompagnato dallo slogan “Dai, resistiamo. E se prenoti già per dopo?”.

Sono partite  due denunce sono state indirizzate a Brussels Airlines per questo poster pubblicitario ritenuto controverso, ha comunicato venerdì in una dichiarazione congiunta Christine Mahy della Rete belga per la lotta alla povertà e Pierre Ozer, ricercatore in climatologia e gestione del rischio naturale presso l’Università di Liegi.

Il problema è che la pubblicità è stata trasmessa nelle regioni colpite dal maltempo a metà luglio 2021, che ha causato la morte di oltre 30 persone e priva ancora molte delle vittime delle loro case.

“Questa campagna pubblicitaria è scioccante in più di un modo, perché impone agli occhi di tutti e di tutti un non rispetto delle popolazioni che realtà inaspettate come le storiche alluvioni di luglio mettono in situazioni molto scomode”, indica il comunicato.

“Si tratta di una crudeltà senza nome e di un’estrema mancanza di rispetto nei confronti di tante persone stremate, alcune delle quali sono cadute nella precarietà, a seguito delle varie crisi recenti”.

“La pubblicità usa il dramma vissuto da un gran numero di belgi, suggerendo che il viaggio potrebbe ‘salvarli’. Mentre sono proprio queste persone che per la maggior parte non potranno andare in vacanza e per le quali la priorità della spesa finanziaria sarà orientata verso il vitale”, si legge nel comunicato.Infine, e più in generale, le persone dietro il comunicato considerano goffo, visto il legame tra il riscaldamento globale e le inondazioni che si sono verificate, che possa esistere tale pubblicità consumistica e incitamento a prendere un mezzo di trasporto inquinante.

Alla luce di quanto è stato denunciato, Giovanni D’Agata presidente dello  “Sportello dei Diritti”, rilanciando l’appello da parte delle associazioni e degli ambientalisti ,”Chiede un divieto definitivo di pubblicità che incoraggi i cittadini a consumare sempre di più creando bisogni non essenziali che emettono gas serra.

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