La Marcia delle Libertà approda a Dolo. Domani, 7 gennaio, si va verso Padova lungo la ciclovia del Brenta

Il torpedone dei tanti che hanno accolto l’appello di Paolo Sceusa per dare vita alla «Marcia delle Libertà» oggi ha raggiunto il comune di Dolo e domani, venerdì 7 gennaio, ripartirà alla volta di Padova, lungo la ciclovia del Brenta. La partenza è fissata per le ore 8 dallo Squero di Dolo, con destinazione Prato della Valle, la più grande piazza della città di Padova.

Nella prima giornata, le stime parlano di ben oltre mille persone che per tutta la tappa, o per alcuni tratti, hanno accompagnato il cammino di Paolo Sceusa: tra loro anche Stefano Puzzer, leader dei portuali di Trieste. Ma da tutta Italia, come dei torrenti che corrono verso il fiume in piena partito da Venezia, si hanno notizie di centinaia di altri pellegrini che confluiranno nel torpedone pacifico, colorato e determinato guidato dall’ex presidente emerito di Sezione della Corte di Cassazione.

La «Marcia delle Libertà» è una marcia pacifica e la sua forza d’urto sta pian piano crescendo, al lievitare del numero delle persone che vi prendono parte, marciando o dando ospitalità ai pellegrini che stanno protestando per la deriva antidemocratica e anticostituzionale che sta colpendo l’Italia tra green pass, obblighi e segregazioni. «Trovo immorale e illegale che le nostre libertà quotidiane, come il lavoro, vengano soffocate dal sistema del Green Pass -ha detto Paolo Sceusa in un’intervista al quotidiano Il Giornale d’Italia-. Penso che la tutela della salute pubblica non possa sconfinare nella violazione di quei diritti intangibili dell’essere umano. Il diritto al lavoro è inalienabile e, ancora di più, il rispetto della persona. Non possiamo cancellare il resto della Costituzione per tutelare la salute pubblica».

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