Bofrost dona a Telethon 250.000 euro per la ricerca sulle malattie genetiche rare

Per il nono anno consecutivo Bofrost, l’azienda di San Vito al Tagliamento (PN) specialista della vendita a domicilio di alimenti surgelati e freschi, conferma il suo impegno nel sostenere la lotta alle malattie genetiche rare con una donazione di 250.000 euro a favore di Fondazione Telethon. E, come sempre, coinvolge in questa iniziativa di solidarietà anche i propri collaboratori e clienti: infatti la cifra donata da Bofrost è frutto, oltre che del ricavato della vendita di alcuni prodotti speciali natalizi, anche di una raccolta fondi promossa dai venditori Bofrost presso le famiglie clienti. Sabato 18 dicembre, durante la maratona televisiva di Telethon, Bofrost consegnerà il simbolico assegno come da tradizione, ma è possibile effettuare donazioni volontarie ancora fino al 31 dicembre 2021.

«Sappiamo tutti quanto sia importante la ricerca in ambito sanitario, e ancora di più quando si tratta di malattie genetiche rare, per le quali spesso non esistono cure – spiega l’amministratore delegato di Bofrost Gianluca Tesolin –. È dal 2013 che Bofrost è al fianco di Fondazione Telethon nel sostenere i ricercatori italiani impegnati in un compito così difficile. Il mio grazie, come sempre, va ai nostri clienti, che rispondono con grandissima generosità al nostro appello, e ai collaboratori di Bofrost, che con grande impegno svolgono un ruolo determinante nel sensibilizzare le famiglie con cui si rapportano quotidianamente».

Il coinvolgimento dell’intera Bofrost nell’opera di solidarietà è testimoniato anche da un’altra scelta aziendale: i collaboratori (venditori e addetti al call center) che hanno raccolto le cifre più alte avranno la possibilità di visitare il TIGEM di Pozzuoli (NA), l’Istituto Telethon di Genetica e Medicina. «Vogliamo far conoscere alle nostre persone, in maniera diretta, il lavoro dei ricercatori che hanno contribuito a sostenere – conclude Tesolin –. È importante che tutti ci rendiamo conto che ogni azione, anche piccola, assieme a tutte le altre riesce ad avere un forte impatto sociale, contribuendo al progresso scientifico e al miglioramento della vita di tanti pazienti».

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