Non riconosciuti da cittadini da nessun paese: cos’è l’apolidia

L’apolidia, la condizione di persone che non sono riconosciute come cittadini da nessun paese, continua a colpire milioni di persone in tutto il mondo, rendendole emarginate e molto vulnerabili.

Ci sono almeno 1,6 milioni di apolidi o persone di nazionalità indeterminata in tutta l’Africa occidentale, secondo le informazioni fornite dai paesi della regione.

A livello mondiale, ci sono 4,2 milioni di apolidi in circa 94 paesi, secondo l’ultimo rapporto annuale Global Trends dell’UNHCR pubblicato a giugno. Tuttavia, dato che la maggior parte dei paesi non raccoglie dati sugli apolidi, si ritiene che la cifra reale sia sostanzialmente più alta.

Gli apolidi spesso non sono in grado di accedere alla documentazione e ai servizi essenziali, come l’istruzione, l’assistenza sanitaria e le vaccinazioni, tra molti altri. La loro mancanza di status può avere un impatto negativo su tutti gli aspetti e le fasi della loro vita, dalla nascita alla morte.

Finalmente anche il Togo è ora diventato l’ultimo paese ad aderire alla Convenzione del 1954 relativa allo status degli apolidi e alla Convenzione del 1961 sulla riduzione dell’apolidia, contribuendo a far progredire la lotta globale per porre fine all’apolidia.

 

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