Natale a Varese, dove l’arte celebra le natività “non ufficiali”: quattro gli affreschi ispirati ai vangeli apocrifi

L’arte a Varese celebra il Natale “non ufficiale”. La città giardino e la sua provincia custodiscono quattro natività, quattro affreschi, che utilizzano come fonte i vangeli apocrifi. In un viaggio lungo circa mille anni, che parte da Castelseprio e arriva fino  alla collegata di Castiglione Olona, passando dalla cripta del Sacro Monte e dal battistero della basilica varesina di San Vittore, l’arte a Varese racconta la natività partendo dai testi sulla vita di Gesù non riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa, ma ai quali spesso gli artisti e le rappresentazioni popolari hanno fatto riferimento. Un percorso che dal VII secolo porta fino al Rinascimento e che può diventare l’occasione di un weekend nella città giardino, tra luci e golose tradizioni.

La Camera di Commercio di Varese, attraverso il progetto Varese DoYouLake (www.varesedoyoulake.it), punta alla valorizzazione turistica di un territorio caratterizzato da importanti testimonianze storico-artistiche e che, tra mercatini, addobbi e cammelli, in occasione delle feste di Natale si trasforma. «Varese e la sua provincia sono uno scrigno d’arte importante contrassegnato da quattro siti Unesco, preziosi luoghi di devozione e grandi e piccole tradizioni che raccontano la storia di una città e del suo territorio», spiega Fabio Lunghi, presidente della Camera di Commercio di Varese. «La valorizzazione di questo patrimonio è occasione di rilancio economico, ma anche motivo di crescita culturale per un territorio, quale quello di Varese e della sua provincia, che è un museo  diffuso e che aspetta solo di essere scoperto».

A Natale la scoperta inizia con le particolari raffigurazioni della sacra natività. La chiesa di Santa Maria foris portas a Castelseprio, la collegiata a Castiglione Olona, il battistero della basilica di San Vittore a Varese e la cripta del Sacro Monte, cuore millenario della fede varesina, per quanto siano luoghi le cui cronologie sono molto distanti, sono accomunati da un elemento: gli affreschi dedicati alla natività scelgono iconografie fedeli al testo dei vangeli apocrifi (Protovangelo di Giacomo e Vangelo dello pseudo matteo in particolare), che rappresentano “la commovente bellezza dell’arte, mescolata della forza creativa dell’eresia, un cristianesimo vivificante e sotterraneo”, secondo una calzante definizione che accompagna la storica edizione Einaudi dei Vangeli apocrifi.

La più antica e preziosa immagine che si incontra è quella della natività che il Maestro di Castelseprio ha realizzato nella chiesa di Santa Maria foris portas a Castelseprio, un unicum europeo per la cronologia, le caratteristiche stilistiche e pittoriche che lo contraddistinguono: siamo tra IX e X secolo, appena al di fuori delle mura del castrum (oggi sito Unesco nella rete “Longobardi in Italia: i luoghi del potere 568-774 d.C.) in quello che sembrerebbe essere un oratorio nobiliare voluto da una elite territoriale. Nell’affresco, Maria è sdraiata su un giaciglio bianco in un paesaggio agreste, mentre sullo sfondo compaiono le mura di Betlemme. Una levatrice si avvicina alla Madonna e tende il braccio per poterla visitare, mentre il bambino è già nato e lo spazio immerso nella luce. Una seconda levatrice lava il piccolo Gesù versando acqua da una brocca. Il braccio della levatrice si bloccherà, risanato solo in un secondo tempo dal volere di Dio, di fronte alla mancanza di fede nella Vergine del Signore.

A pochi chilometri e a 5 secoli di distanza da Castelseprio, sul colle della Collegiata di Castiglione Olona (www.museocollegiata.it) è Masolino da Panicale a riprendere il tema raffigurando le due levatrici a inginocchiate di fronte al bambino immerso nella luce, e con il chiaro gesto della levatrice dubbiosa che tocca Gesù, il figlio di Dio che si è fatto carne. Masolino, chiamato a lavorare a Castiglione Olona dal cardinal Branda, ha completato il ciclo della Collegiata negli anni Trenta del 1400, realizzando uno dei capolavori del Rinascimento italiano.

La terza immagine la si incontra proprio nel centro cittadino di Varese, all’interno del battistero posto a fianco della basilica di San Vittore. Aperto al culto e visitabile su richiesta, il Battistero mostra sia le fasi dell’edificazione altomedievali sia la successiva veste romanica, all’interno della quale (o poco più tardi) è da collocare la natività dipinta sulla controfacciata e ormai solo parzialmente leggibile, nonostante un recente restauro datato a pochi anni fa. La scena del bagno a Gesù è in realtà rappresentata anche in una seconda immagine nel battistero varesino, ma in una zona non accessibile al pubblico.

È la cripta del Sacro Monte di Varese (www.sacromontedivarese.it) però a riservare l’immagine dai colori più vividi, in cui la natività apocrifa è perfettamente leggibile. Nel piccolo spazio, che corre al di sotto della navata destra del Santuario e che è stato oggetto di recenti ricerche archeologiche (è stato trovato un oratorio funerario di epoca carolingia), la rappresentazione della natività è inserita in un ambiente interamente affrescato dove i visitatori, almeno a partire dal XIV secolo, hanno voluto lasciare traccia del loro passaggio con una serie di graffiti.

La celebrazione della natività viene illuminata dalle migliaia di lucine che nel periodo di Natale impreziosiscono il caratteristico borgo del Sacro Monte, trasformandolo in un suggestivo presepe. L’allestimento luminoso nato a Leggiuno e diventato famoso per la sua spettacolarità, da quest’anno sarà invece realizzato sulla sponda del lago Maggiore di Laveno Mombello (area del Gaggetto).

Per i più golosi, Varese celebra l’Epifania con un dolce particolare: il cammello di pasta sfoglia. Il dolce, che viene realizzato solamente il 6 gennaio e in rari casi anche nei giorni precedenti, viene proposto farcito con crema, cioccolato ma anche in versione crostata. Varese e la sua provincia rendono così omaggio ai Magi: la leggenda infatti vuole che dalla zona di Varese passarono le reliquie dei Magi, rubate dal Barbarossa nella chiesa di Sant’Eustorgio Milano e da lui donate all’arcivescovo di Colonia.

Ulteriori informazioni: bit.ly/VareseNatale

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