Assalto alla Cgil: sui social si dà la colpa ai sindacati stessi, “che non difendo più i lavoratori”

La violenza è sempre da condannare, ma le ragioni sono altresì da ricercare. L’assalto alla sede della Cgil a Roma è la spia di un paese che non ce  la fa più, che non si sente tutelato neppure dai sindacati. Sui social, non in tv o suoi grandi giornali, prendono la parola le persone comuni. La solidarietà verso chi è stato attaccato è tanta, ma anche le proteste verso i sindacai e il governo.

Si rincorrono post di lavoratori esasperati, anche la Cgil assieme agli altri sindacati ha firmato l’accordo sul green pass, “non tutelando – si dice – la libertà dei lavoratori. Se non c’è obbligo vaccinale, non ci deve essere obbligo di green pass”.

Il dissenso cresce e non parlarne o distorcere i fatti, alimentando una macchina del fango senza fine, fa aumentare solo la rabbia delle persone. L’Italia sta vivendo una crisi occupazionale senza precedenti. Certo c’è crescita rispetto ai mesi di lockdown, ma anche tanta povertà, licenziamenti. Nella pancia del paese cova rabbia contro una classe politica “che non ascolta, che impone dall’alto”, un greep pass, che è stato detto anche dallo stesso governo  serve, non per la salute pubblica, ma per spingere gli italiani a  vaccinarsi. Le persone scendono in piazza perché non si sentono difese o tutelate, neppure dai sindacati.

E la violenza, sempre da condannare, si scatena.

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