La pianta che causa ustioni solo a sfiorarla si sta diffondendo rapidamente in Italia

Le specie non autoctone sono sempre più invasive. Occorre prestare grande attenzione. Cresce sui bordi delle strade, nelle radure, negli specchi d’acqua e persino nei parchi. Lo Sportello dei Diritti: “La pianta è estremamente pericolosa. Se toccata il suo veleno può causare ustioni di secondo grado e la cecità”.

Nessuno penserebbe mai che una pianta ornamentale bella da vedere, è estremamente pericolosa per l’uomo e per gli animali tanto da poter provocare danni così nefasti. Il panace gigante, una pianta di origine caucasica, noto anche come arbusto di Ercole, si sta diffondendo sempre di più in Italia. Eppure la Pànace gigante o di Mantegazza, rappresenta una vera minaccia per l’uomo. Sui bordi delle strade, nelle radure della foresta, sui corsi d’acqua o nel proprio giardino, il panace gigante, è ormai dilagante quasi ovunque. È una vera minaccia, soprattutto d’estate, soprattutto per i bambini che giocano all’aperto. Chiunque entri in contatto con la pianta può subire gravi ustioni sulla pelle, nei casi più gravi rimangono anche cicatrici. Tutte le parti del panace gigante contengono il veleno furanocumarine, che è fototossico. Ciò significa: in connessione con la luce solare, il veleno provoca arrossamenti simili a bruciature, pomfi e vesciche sulla pelle, che sono estremamente dolorose e guariscono solo molto lentamente. Anche febbre, sudorazione e problemi circolatori non sono rari. In questi casi: è indispensabile consultare un medico. La linfa penetra anche attraverso i vestiti. I sintomi compaiono solo dopo un po’. Le persone colpite spesso non si accorgono nemmeno quando la linfa della pianta è entrata nella loro pelle. Ma il panace gigante non è solo pericoloso quando viene toccato. Nelle giornate calde, i suoi fumi tossici possono causare nausea, mancanza di respiro e problemi circolatori se inalati per un lungo periodo di tempo. Anche la bronchite acuta è possibile.

Il primo dettaglio che permette di distinguere il panace di Mantegazza da quello comune e da piante affini è la grandezza. Questa pianta raggiunge infatti i 5 metri di altezza e occasionalmente può spingersi sino a 7. Un vero e proprio gigante, caratterizzato da un grosso fusto cavo che spesso è macchiato di rosso e presenta una robusta peluria. Le infiorescenze sono tipiche delle ombrellifere e possono raggiungere gli 80 centimetri diametro; i fiori sono piccoli, bianchi o verdastri, mentre le foglie, lobate, sono caratterizzate da diverse incisioni, da 3 a 5. A causa delle sue dimensioni imponenti, il panace di Mantegazza fa ombra alle piante sottostanti condannandole a morte, con un effetto a catena anche sulla fauna, costretta a cercare altre fonti di sostentamento e dunque a spostarsi dal luogo infestato.

Chiunque scopra un panace gigante in un parco giochi o in un parco dovrebbe assolutamente segnalarlo alle autorità o al comune responsabile. In molti comuni sono presenti funzionari preposti alla lotta alla pianta velenosa. La sua pericolosità è testimoniata proprio dalla “disavventura” vissuta da Alex Childress, un ragazzo di 17 anni residente a Fredericksburg, cittadina della Virginia. Il giovane, impegnato nel suo lavoro estivo di giardinaggio, è stato ustionato da questa pianta dopo che sul viso gli è caduto un ramo di Pance gigante tagliando dei cespugli. Successivamente, nel corso degli accertamenti gli specialisti hanno trovato linfa nel corpo del ragazzo al quale è stata vietata l’esposizione ai raggi solari, che potrebbero causare conseguenze peggiori. La Panace gigante, o Panace di Mantegazza, fa parte della famiglia delle carote, ma può crescere fino a 4 metri di altezza. Pur essendo una pianta tossica, la panace gigante è sorprendentemente graziosa, con foglie spesse che si estendono per cinque piedi e grandi grappoli di fiori bianchi che ornano la parte superiore della pianta in un modello a ombrello. I suoi steli sono verdi con macchie viola e peli bianchi. Ad oggi, questa pianta si trova in alcune regioni del Nord Italia con diffusione lungo i corsi d’acqua, nei prati e nei luoghi incolti. E’ presente soprattutto in Lombardia (l’Orto Botanico di Bergamo la segnala in Val Seriana, tra Ponte Nossa e Clusone), ma anche in Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, e più raramente Veneto e Trentino. Se si dovesse incontrare la Panace gigante, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, questa non va toccata per nessun motivo perché è molto pericolosa per la pelle e per gli occhi. Se la si sfiora è fondamentale, poi, stare lontani dal sole perché le tossine, che si attivano con la luce, provocano gravi infiammazioni, bolle e cicatrici anche permanenti. Inoltre, se la linfa viene a contatto con gli occhi può causare cecità.

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