“Siete per lo spargimento di sangue? Allora, lasciate che scorra il vostro!”, perché si vota per la pace e contemperamento per l’acquisto di armi? Didi Hallervorden mette in evidenza le contraddizioni dei nostri politici

Didi Hallervorden, noto attivista tedesco per la pace ha parlato alla manifestazione per la pace a Berlino. Riportiamo il suo discorso:

“Siete per lo spargimento di sangue?
Allora, lasciate che scorra il vostro!
In tutte le guerre, ascoltate bene,
sempre lo stesso Ciao, Bella Ciao, Bella Ciao, Ciao, Ciao, gli esseri umani muoiono.
Si sa che da Vladimir Il’ič Lenin proviene la saggia intuizione: la pace non può essere conclusa soltanto dall’alto, deve essere promossa dal basso.
Ed è proprio per questo che oggi ci siamo riuniti qui.
Noi qui in basso, perché quelli lassù ormai si sono già sistemati nella loro “fluidità di guerra”.
Lasciamo che noi, da quaggiù, mostriamo a quelli lassù il cartellino rosso.
Guerra in Ucraina, alla guerra a Gaza, in tutte le guerre i loro assassini fanno profitti.

Io credo che chi vuole creare la pace deve andare ai confini.
E io ricordo un grande Martin Luther King, che introdusse la sua speranza di pace e giustizia con la famosa frase: I have a dream.
E io, gente, ho anch’io un sogno del genere.
Immaginate che alle Nazioni Unite avvengano tre votazioni immediatamente consecutive.
In successione diretta.
La prima proposta recita: chi è per la pace?
Probabilmente tutti voterebbero sì.
Poi avviene subito la seconda proposta.
Chi si impegna, come conseguenza della votazione appena avvenuta, a interrompere immediatamente tutte le produzioni di armamenti e le esportazioni di armi.
E lì probabilmente si avrebbe un risultato della votazione completamente diverso.
Ed è per questo che arriva come terzo il provvedimento: tutti coloro che hanno fatto come se fossero per la pace e tuttavia hanno votato per il riarmo, tutti questi sono obbligati, personalmente obbligati, a entrare nella loro guerra e precisamente in prima linea.
Allora, nel mio sogno, proprio in quel momento, invece di droni armati, si alzerebbero nel cielo solo colombe della pace.
Entrare personalmente.
Questo lo pretendono ora i nostri politici dai giovani, per, come dicono i politici, diventare “pronti alla guerra”.
Pronti alla guerra, per me la parola più brutta del decennio.
Alle persone ora arriva quindi una lettera di convocazione per il servizio militare volontario.

Io consiglio a tutti quei giovani: dopo la loro decisione volontaria, portino questa lettera in un bagno e la facciano leggere a un certo fondoschiena.
Poiché ora siete obbligati a dare risposta, corredate la vostra lettera a Historius e consorti con una citazione dell’attivista pacifista Boris Vian, che recita: ah, siete per lo spargimento di sangue?
Allora lasciate scorrere il vostro!
Io ho vissuto personalmente la guerra.
Questo significa che so davvero di che cosa parlo.
Per questo, a tutti i giovani, quando ora riceveranno questa lettera di convocazione, vi chiedo, supplicandovi, mostrate pacifico disobbedienza.
In tutte le guerre, solo per vincere, sempre lo stesso Ciao Bella Ciao Bella Ciao Ciao Ciao, gli uomini muoiono come effimere.
E qui, nei cadaveri, dico indietro, del cerchio intorno, finché combattiamo, la polvere uccide, muore accanto a noi anche l’ambiente.
Voi dittatori e sponsor della guerra vi affrontate uomo contro uomo.
La paura distrugge, invece di indebolire, i vostri volti; un luogo sereno ci porta allora la pace.

Fermarsi, apparenza dei sensi, noi non siamo una minoranza manipolabile.
Invece di cannoni ed esplosioni, il dialogo ci porta molto avanti.
Invece di cannoni, esplosioni, esercito”.

Fonte

Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore.

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