“Gli oceani dovrebbero essere assolutamente protetti dalle radiazioni a causa della sensibilità delle creature acquatiche a tutte le forme di radiazione.” È questo l’appello lanciato da scienziati e attivisti che denunciano il crescente impatto delle tecnologie wireless e delle infrastrutture digitali installate nelle profondità marine. Secondo quanto emerge dal documento Effetti della digitalizzazione non regolamentata su salute e democrazia, la corsa alla costruzione di un’Internet delle Cose Sottomarine starebbe mettendo seriamente a rischio gli ecosistemi oceanici.
Interessi governativi, commerciali e militari stanno collaborando per trasformare le profondità marine in un’estensione intelligente della rete globale. “Stanno costruendo torri cellulari sul fondale oceanico, installando antenne di trasmissione nelle profondità oceaniche e installando navi intelligenti, sottomarini intelligenti e robot sottomarini”, si legge nel documento. L’obiettivo è quello di abilitare comunicazioni wireless a banda larga in ogni angolo degli oceani e garantire perfino lo “streaming video in tempo reale da qualsiasi punto sott’acqua in ogni oceano” (cfr. Firstenberg 2022).
Le tecnologie impiegate, però, sollevano gravi preoccupazioni ambientali. “Le radiazioni RF vengono utilizzate negli oceani per comunicazioni a corto e medio raggio”, spiegano gli autori del documento. Per le comunicazioni a lungo raggio, invece, vengono impiegate onde acustiche che, a quanto pare, “stanno assordando pesci e mammiferi oceanici con suoni che raggiungono i 202 decibel”. Un impatto sonoro potenzialmente devastante per specie che si orientano e comunicano attraverso i suoni, come balene e delfini.
A peggiorare la situazione contribuisce anche l’industria della pesca, che “utilizza radar sottomarini per localizzare e catturare pesci con una precisione e su una scala devastanti per la vita oceanica” (cfr. Weilgart 2018). Secondo gli esperti, queste pratiche non possono continuare. “Le comunicazioni wireless e i radar sottomarini devono essere interrotti”, è la richiesta secca contenuta nell’appello.
Il documento rappresenta un invito urgente a riflettere sull’uso della tecnologia e ad adottare criteri di discernimento che mettano al primo posto la salute dell’ambiente e degli esseri viventi. In un’epoca in cui la connessione globale sembra non conoscere più limiti, la tutela degli oceani diventa una questione non solo ecologica, ma anche etica e politica.
Qui trovate il documento Effetti della digitalizzazione non regolamentata su salute e democrazia, un appello per un uso della tecnologia con discernimento
Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore.
Leggi le ultime notizie su www.presskit.it
Seguici su Facebook https://www.facebook.com/presskit.it
Seguici su X: https://x.com/Presskit_
Seguici su Sfero: https://sfero.me/users/presskit-quotidiano-on-line
Seguici su Telegram https://t.me/presskit
Copiate l’articolo, se volete, vi chiediamo solo di mettere un link al pezzo originale.






