Idrogeno verde: la società energetica statale norvegese Statkraft lo abbandona perché non conveniente, continueranno solo i progetti con finanziamenti pubblici

La società energetica statale norvegese Statkraft ha annunciato che interromperà lo sviluppo di nuovi progetti sull’idrogeno verde in tutta Europa. Le motivazioni addotte erano la crescente incertezza del mercato e la limitata redditività nel prossimo futuro.

“La decisione di Statcraft è di vasta portata e riguarda l’intero portafoglio di idrogeno verde, che comprende siti in Norvegia, Svezia, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi e Italia. Tuttavia, diversi progetti in corso vengono portati avanti e strutturati per prepararli a future partnership con gli investitori, in particolare quelli che hanno già ricevuto finanziamenti pubblici”, spiega Peter F. Mayer

“L’idrogeno è la molecola più piccola esistente, è piuttosto esplosivo allo stato gassoso e quindi estremamente difficile da manipolare. La sua produzione richiede molta energia, così come lo stoccaggio e il trasporto, e non è esente da rischi. Con quelle inaffidabili, ovvero l’energia solare ed eolica, prodotte per essere veramente “green”, sorgono ulteriori problemi riguardo alla continuità della produzione. Durante i periodi di oscurità invernale, si possono verificare interruzioni che durano diversi giorni e l’elettricità è generalmente scarsa, mentre altrove è più urgentemente necessaria.

L’UE vuole tuttavia sostituire le reti di distribuzione del gas naturale con quelle dell’idrogeno. Ma sempre più aziende stanno abbandonando l’idrogeno come fonte energetica. Una recente ricerca condotta da Westwood Global Energy Group, azienda leader nell’analisi del mercato energetico con sede nel Regno Unito, ha dimostrato che meno di un quinto della rete di idrogeno dell’UE sarà operativa entro il 2030, a meno che non vengano apportati cambiamenti urgenti.

Statkraft, quindi, apparentemente non vuole cacciarsi in guai politici e ha sottolineato che non abbandonerà completamente l’idrogeno, ma ne ridurrà strategicamente l’uso per spostare l’attenzione su tecnologie e mercati con maggiori rendimenti a breve e medio termine. La decisione si basa sulla riduzione degli obiettivi aziendali in materia di idrogeno decisa nel 2024. Secondo l’amministratore delegato Birgitte Ringstad Vartdal, le condizioni di mercato si sono deteriorate, rendendo necessaria una riallocazione delle risorse verso altre aree aziendali con valori più prevedibili.

L’annuncio evidenzia le sfide più ampie che il settore dell’idrogeno verde si trova ad affrontare, tra cui gli elevati costi di produzione, i quadri normativi poco chiari e gli incerti regimi di sussidio, tutti fattori che rendono difficile il sostegno degli investitori. Statkraft non ha reso noto l’ammontare dei fondi già investiti né una tempistica per i progetti ancora in corso.

L’idrogeno verde, un tempo considerato un pilastro della strategia di Statkraft per una crescita “a basse emissioni di carbonio”, è ora considerato più rischioso e meno economicamente sostenibile di quanto inizialmente previsto”.

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