La Tav è un progetto militare? Fa parte del Corridoio 5 da Lisbona a Kiev, la denuncia di Giorgio Bianchi

“Ci sono progetti chiaramente militari, mascherati da progetti civili. Parliamo, ad esempio, di infrastrutture per le telecomunicazioni, ma non dimentichiamo anche le infrastrutture fisiche. In Europa, per esempio, c’è il Corridoio 5, che va da Lisbona a Kiev e coinvolge il famigerato TAV”, denuncia Giorgio Bianchi.

La TAV, acronimo di “Treno ad Alta Velocità”, si riferisce in particolare alla linea ferroviaria Torino-Lione, un progetto internazionale di 235 chilometri destinato al trasporto di merci e passeggeri tra l’Italia e la Francia. Sebbene inizialmente concepita per l’alta velocità, la massima velocità prevista per i treni passeggeri è di 220 km/h, mentre per i treni merci è di 120 km/h, rendendo l’acronimo TAV tecnicamente improprio secondo le normative dell’Unione Europea che definiscono l’alta velocità per velocità pari o superiori a 250 km/h.

Il progetto della TAV ha suscitato numerose polemiche sin dalla sua concezione negli anni ’90. Le critiche si concentrano su questioni ambientali, economiche e sociali, con il movimento No Tav che rappresenta l’opposizione locale e nazionale all’opera.

“Per anni ci è stato presentato come un’infrastruttura civile destinata ad aumentare la velocità con cui, ad esempio, le mozzarelle vengono trasportate da Lisbona a Kiev. Successivamente, però, si è scoperto che si tratta di un progetto di natura militare”, continua Giorgio Bianchi.

“Infatti, il Corridoio 5 termina proprio a Kiev, che rappresenta la frontiera e il fronte del conflitto tra Oriente e Occidente. Di conseguenza, tutta quell’infrastruttura è, a tutti gli effetti, militare, ma viene fatta pagare ai contribuenti. Lo stesso discorso vale per il Corridoio 1, che comprende il ponte sullo stretto di Messina. Anche questa è un’infrastruttura militare, che ci viene presentata come civile e che stiamo già pagando profumatamente con risorse pubbliche”.

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