Bioterrorismo psicologico: usare la paura del virus per i propri scopi economici. La denuncia di Robert Malone. “E’ totalmente immorale, dovrebbero vergognarsi”

n un’intervista che ha suscitato ampio dibattito, Robert Malone, uno dei pionieri della tecnologia mRNA, ha lanciato una pesante accusa contro l’utilizzo della paura delle malattie infettive come strumento di controllo sociale e politico. “Abbiamo una situazione in cui è diventato normale usare la paura delle malattie infettive come arma”, ha denunciato Malone, puntando il dito contro quella che definisce una nuova forma di bioterrorismo: il bioterrorismo psicologico.

Secondo Malone, l’epidemia di SARS-CoV-2, che ha scosso il mondo intero, è ormai giunta al termine come crisi di sanità pubblica. Tuttavia, ciò che preoccupa lo scienziato è il futuro e il modo in cui le esperienze della pandemia vengono manipolate. “Ora sappiamo cosa aspettarci perché l’abbiamo vissuta,” ha affermato Malone, “ma cosa più importante è cosa succederà dopo e l’uso della censura, della tecnologia di guerra di quinta generazione, della propaganda, del complesso industriale della censura, della guerra psicologica è diventata tutta una normalità.”

Malone ha espresso preoccupazione per l’integrazione di queste tecniche in programmi che, a suo dire, servono interessi economici e politici specifici. “Questo viene fatto per promuovere molti programmi, compresi gli interessi del World Economic Forum, vari programmi economici, programmi di potere, programmi di controllo politico, vengono tutti promossi attraverso la paura armata delle malattie infettive,” ha dichiarato, denunciando quella che ritiene una manipolazione deliberata della paura per raggiungere obiettivi di controllo.

L’uso della paura in questo modo, secondo Malone, rappresenta una forma di terrorismo psicologico che è “totalmente immorale”. Ha sottolineato che “le persone che usano il bioterrorismo psicologico per promuovere questi programmi dovrebbero vergognarsi,” criticando aspramente coloro che traggono vantaggio da questa strategia.

Nonostante il suo profondo scetticismo verso il clima politico attuale, Malone ha lasciato aperta la possibilità di servire nuovamente il suo paese, qualora venisse chiamato a farlo. “Non mi piace Washington DC. Penso che la cultura di Washington DC sia profondamente corrotta e sono molto felice di vivere con mia moglie nella mia fattoria,” ha spiegato, “ma se mi chiedessero di servire una nuova amministrazione e servire il mio paese, lo farei. Ma non cerco cariche politiche.”

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