“Nel 2020 il 3% degli americani si informava solo su TikTok, mentre nel 2023 il 14% degli americani si informa solo su TikTok. Se parliamo della fascia giovanile fino a 35 anni, questa percentuale si impenna e sale fino al 35% di giovani che si informano solo su TikTok. TikTok propone messaggi brevissimi, contratti temporalmente. Tutto questo è una tendenza”, ha spiegato Nunzia Ciardi, vicedirettrice dell’Agenzia per la Cyber Sicurezza Nazionale, che è stata per anni a capo della polizia postale, durante il convegno “L’algoritmo al servizio dell’uomo. Comunicare nell’epoca dell’intelligenza artificiale”.
“Siamo abituati a stimoli brevi, per cui anche neurologicamente questo tipo di addestramento culturale sta demolendo la capacità di processare messaggi complessi. E tutto questo, per le democrazie, è devastante.
Da Facebook si è passati a Instagram, il messaggio visivo, poi a TikTok, con messaggi ridotti in pochissimi secondi. L’ultima tendenza è Realshot, una piattaforma che offre video storie di due minuti. Tutto questo, secondo una ricerca di un think tank indipendente.
Io frequento molto i social per ragioni lavorative, sono iscritta a tutto e mi trovo a constatare drammaticamente tutti i giorni che tutto ciò dà luogo a una forte e rilevante diminuzione della capacità di processare messaggi complessi.
Lo vedo anche nei miei figli, che pure sono laureati: il film di due ore e mezza, per fare un esempio sciocco, non lo sopportano più perché le serie ci hanno abituati a un ritmo di 20 minuti molto, come dire, sollecitante sotto il profilo emotivo, per cui il messaggio complesso viene recepito con sempre maggiore difficoltà.
Le democrazie, peraltro, si caratterizzano per accorgersi, come dire, in ritardo dei cambiamenti che avvengono lentamente.
Sono fortemente pessimista, credo che stiano orientando la nostra capacità di approccio al mondo; saremo molto meno in grado di avere uno spirito critico che ci consenta di affrontare questa realtà nuova e cambiata antropologicamente.
Credo che lo sviluppo di uno spirito critico in segmenti di società importanti sia fondamentale per rimettere al centro l’uomo in questo processo. Quando parliamo di educazione e consapevolezza, ormai le consideriamo parole quasi vuote di senso; invece, lo sviluppo di uno spirito critico è fondamentale. Occorre che l’uomo venga messo al centro con i propri sentimenti e bisogni, perché dietro agli algoritmi c’è tutto un mondo. Tutto questo ci sta portando su un’altra strada e ci sta rendendo sempre meno recettivi e meno capaci di accorgerci di quello che ci succede intorno”.
Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore.
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