Come condannare una persona alla morte civile. Un processo uguale nei secoli, che si ripete oggi

Il processo per condannare una persona alla morte civile è uguale da secoli.  Si tratta di un sistema che tenta di distruggere i tre livelli di vita essenziali delle persone:

  • privato, rompendo i legami di affetto e di amicizia
  • economico, togliendo la possibilità di mantenersi
  • pubblico, coprendo le persone di calunnie e definendole come i nemici del bene comune

Ci spiega bene questo sistema nel suo libro Gridalo (Overlook – Bompiani) Roberto Saviano.

Il primo livello è privato. Si punta a far saltare il tuo equilibrio domestico. Ognuno di noi è legato a degli affetti, a una rete, piccola o grande, con cui proviamo a tenere insieme i pezzi della nostra vita. Far saltare questi legami è come togliere il salvagente a qualcuno che nuota in mare aperto, ed è semplicissimo”.

Nei casi estremi “si mettono sotto pressione le persone che ti circondano: scruti impietosamente la loro vita e le loro frequentazioni, scatti foto nei momenti più privati, pubblichi quelle e i numeri di telefono, gli indirizzi; scruti gli orari di entrata e di uscita dal lavoro, diffondi le informazioni sul volo che prenderanno, sulla classe del treno che sceglieranno; li segui, li pedini, gli aliti sul collo, li fai sentire perennemente sotto schiaffo. Fai in modo che passino il tempo a ragionare sulle multe prese col motorino, sui baci che si sono scambiati, sulle canne che hanno fumato. Ogni casa in cui vivono la descriverai come una reggia, ogni vacanza come un lusso.

Il trucco è farli sentire perennemente sotto processo da parte del più esigente tribunale della coscienza, in modo che ogni minimo, umano errore che hanno commesso diventi ai loro stessi occhi enorme.

Sta’ in guardia, a quel punto, perché ogni donna che frequenterai sarà fatta passare come una tua amante e ogni uomo a cui stringerai la mano sarà dipinto come un criminale… tutto sarà macchiato dal sospetto, tutto sarà presentato nella luce peggiore, tutto verrà irrimediabilmente sporcato. In casa, allora, le atmosfere si faranno tese. La pasta scuocerà sui fornelli. Le guarnizioni del bagno salteranno, e siccome non potrai chiamare l’idraulico perché anche lui potrebbe essere un nemico, capace di inventarsi che vivi in una casa di lusso, che eri a letto con due persone, che picchiavi il gatto – allora il rubinetto del bagno lo farai saltare tu a martellate. A quel punto, chi ti sta accanto farà i bagagli e se ne andrà. Nessuno vuole vivere ai domiciliari senza aver commesso alcun reato.

Il secondo livello è quello economico. Ti sommergono di multe, bloccano i tuoi conti correnti, ti intentano processi che non avranno alcun esito dentro l’aula di un tribunale, così, solo per farti ballare, provano a insinuare che sei un evasore fiscale per tenerti sotto pressione.

Il terzo livello è svuotare la tua immagine pubblica. Svuotarla di credibilità, di dignità. Seminano dubbi, indiscrezioni, menzogne. Se sei maschio verrai dipinto come un puttaniere, un pervertito, un impotente, un cornuto, un evasore, un mitomane, un tossico, uno sfigato, un furbo, un malato, uno psicopatico; se sei donna diranno che sei una strega, un’oca, un’isterica, una rifatta, una frigida, una mummia, una suora, una romantica, una lesbica, una puttana.

Ogni tua imperfezione, ogni tua fragilità, ogni tua più piccola contraddizione verrà ingigantita, deformata e data in pasto a stampa e siti specializzati in gossip e spazzatura.

Tuo marito leggerà che per finire in copertina sei andata a letto con l’intera redazione, a tua madre manderanno un messaggio in cui l’avvertono che hai fatto sesso con tua cugina, mentre il marito filmava la scena, nessuna prova, ma tanto non servono prove, basta il dubbio e l’imbarazzo. Tua madre sa che non è vero, ma vorrebbe comunque sparire dalla faccia della terra.

Tua zia, che su Google ha impostato l’alert con il tuo nome perché vuole tenersi informata, riceverà il link a un articolo senza firma in cui c’è scritto che potresti essere tra gli intestatari di società off-shore del valore di diversi milioni di euro, nessuno ne ha la certezza, nessuno ha ancora controllato, ma intanto la voce inizia a circolare.

Sullo smartphone della tua fidanzata pioveranno foto di te che balli il latino-americano con un’altra su una terrazza di Dubai. Pianti, urla, liti, anche se tu sei sicuro, a Dubai non ci sei mai stato e il latino-americano non lo sai ballare.

Ma a nulla varrà difendersi a quel punto, perché intanto la tua vita continuerà a sgretolarsi, i rubinetti a sgocciolare, la pasta a scuocere, i tribunali a processarti e il numero delle notizie false in Rete e sui giornali sarà aumentato in progressione esponenziale. Non varrà nemmeno più la pena di smentirle tutte.”

Non vi ricorda il periodo che stiamo vivendo?

 

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