USA, cinque fiale etichettate ‘Vaiolo’ scoperte in un congelatore del colosso farmaceutico Merck

Mistero sulla violazione degli accordi, sia bilaterali che con l’OMS i quali prevedevano che solo ed esclusivamente i due laboratori accreditati in tutto il mondo possano conservare i pericolosissimi campioni. L’annuncio inquietante proviene dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), secondo i quali cinque fiale etichettate ‘vaiolo’ sarebbero state scoperte nel congelatore di un’azienda farmaceutica in Pennsylvania.

L’annuncio del CDC è quindi di quelli da lasciare sconcertati, se confermato. Cinque fiale etichettate ‘Vaiolo’ e 10 etichettate ‘Vaccinia’ sono state scoperte in un congelatore in un sobborgo di Philadelfia martedì. La scoperta ha portato al blocco della struttura, che è di proprietà del colosso farmaceutico Merck e si trova nel Galles del nord, a circa 50 chilometri a nord-ovest di Philadelfia, in Pennsylvania, secondo quanto riportato da notizie locali. Il vaccinia è il virus del vaccino, quello da cui deriva il termine più generico vaccino, cioè un virus a DNA che presenta immunità crociata col Variola virus, l’agente responsabile del vaiolo umano. l’agenzia sanitaria federale ha aggiunto che le fiale congelate con l’etichetta ‘Vaiolo’ sono state scoperte casualmente da un addetto al laboratorio mentre puliva un congelatore in una struttura che conduce ricerche sui vaccini in Pennsylvania. CDC, i suoi partner amministrativi e le forze dell’ordine stanno indagando sulla questione e il contenuto delle fiale appare intatto.

La presenza combinata di entrambi i tipi di fiale, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, fa pensare che non possa trattarsi di uno scherzo o un caso, ma, se veramente le fiale contengono ciò che promettono, il vero mistero è come possa essere stata possibile una violazione del genere degli accordi, sia bilaterali che con l’OMS, i quali prevedevano che solo ed esclusivamente i due laboratori accreditati in tutto il mondo possano conservare i pericolosissimi campioni. Il vaiolo è stata una delle malattie epidemiche più mortali conosciute dall’uomo.

Il virus, che si diffonde inalando goccioline infette o attraverso il tatto, uccide circa un terzo delle persone che lo contraggono. I sopravvissuti, nella maggior parte dei casi, portano i segni sul corpo delle cicatrici causate dalle bolle piene di pus che si formano sulla pelle e nel 2-5% dei casi può manifestarsi cecità.Solo nel XX secolo si stima che le epidemie di vaiolo abbiano ucciso almeno 300 milioni di persone. Con 15 milioni di infetti nel solo 1967, ultimo anno di picco, e 2 milioni di morti. Nel XVIII secolo si valuta che la malattia viaggiasse al ritmo di 400mila morti all’anno solo in Europa. Dopo una massiccia campagna di vaccinazione, portata avanti a partire dal XIX secolo e implementata con un imponente sforzo congiunto tra il 1958 e il 1977, l’OMS finalmente, nel 1979, dichiarò la malattia eradicata, di fatto l’unica malattia completamente eradicata nella storia dell’umanità, a parte la peste bovina nel 2011.Gli ultimi due casi di vaiolo al mondo si verificarono a Birmingham, nel Regno Unito, nel 1978, quando due dipendenti della Facoltà di Medicina dell’Università contrassero il virus e uno dei due morì. Dopo tale incidente, tutte le riserve conosciute di vaiolo furono distrutte, o per lo meno così si credeva, o trasferite in uno dei due laboratori di riferimento dell’OMS, dotati di un livello di sicurezza adeguato: il CDC di Atlanta e il Centro nazionale di ricerca in virologia e biotecnologie VEKTOR di Koltsovo, in Russia.

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