Antitrust: sanzione di 200mln ad Amazon e Apple per restrizioni all’accesso alle loro piattaforme

Amazon e Apple hanno tenuto comportamenti, che hanno arrecato un danno economico alla categoria dei consumatori. Lo afferma Consumerismo No Profit commentando la sanzione da 200 milioni di euro inflitta dall’Antitrust ad Apple e Amazon per restrizioni all’accesso degli operatori sul marketplace Amazon.it

“Amazon e Apple sono tra le prime 5 aziende al mondo e insieme valgono quasi 4mila miliardi di dollari – spiega il presidente di Consumerismo No Profit, Luigi Gabriele – Una sanzione da 200 milioni di euro, considerati i fatturati delle due aziende, appare ridicola e in grado di fare appena il solletico ai due colossi, e non risulta adeguata a fungere da deterrente verso comportamenti che ledono la concorrenza e, quindi, i consumatori”.

“Ricordiamo infatti che la limitazione all’accesso di venditori sulle piattaforme di e-commerce e le condizioni imposte agli operatori si riflettono in modo diretto sui prezzi dei prodotti venduti online, aumentando i guadagni di società come Apple o Amazon a danno dei consumatori – prosegue Gabriele – Per tale motivo riteniamo indispensabile potenziare le sanzioni dell’Antitrust, incrementando il loro valore perché solo colpendo le casse dei colossi sarà possibile combattere lo strapotere delle maxi-società”.

Ecco cosa dice l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Le società Amazon ed Apple sono state sanzionate per aver posto in essere un accordo restrittivo che non permetteva a tutti i rivenditori legittimi di prodotti Apple e Beats “genuini” di operare sul marketplace amazon.it

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso, in data 16 novembre 2021, l’istruttoria avviata nei confronti delle società dei gruppi Apple Inc. e Amazon.com Inc. riguardante le restrizioni all’accesso nel marketplace Amazon.it da parte di rivenditori legittimi di prodotti a marchio Apple e Beats “genuini”.

L’istruttoria ha permesso di accertare che talune clausole contrattuali di un accordo stipulato in data 31 ottobre 2018 – che vietavano ai rivenditori ufficiali e non ufficiali di prodotti Apple e Beats di utilizzare Amazon.it, permettendo la vendita dei prodotti Apple e Beats in tale marketplace solo ad Amazon e a taluni soggetti scelti singolarmente e in modo discriminatorio – violano l’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

Nell’istruttoria si è infatti appurata la volontà di introdurre una restrizione meramente quantitativa del numero di rivenditori, permettendo solo ad Amazon e a taluni soggetti, individuati in modo discriminatorio, di operare su Amazon.it. Le clausole dell’accordo hanno altresì limitato le vendite transfrontaliere, in quanto si è operata una discriminazione dei rivenditori su base geografica. Le restrizioni dell’accordo si sono riflesse sul livello degli sconti praticati dai soggetti terzi su Amazon.it, diminuendone l’entità.

La restrittività di tali condotte appare confermata dalla circostanza che Amazon.it rappresenta il luogo di commercio elettronico dove si realizza almeno il 70% degli acquisti di prodotti di elettronica di consumo in Italia, di cui almeno il 40% è rappresentato da rivenditori che utilizzano Amazon come piattaforma di intermediazione.

Appare quindi fondamentale che l’applicazione delle regole di concorrenza assicurino un level playing field per tutti i rivenditori che utilizzano i marketplace come luogo sempre più rilevante per lo svolgimento della propria attività commerciale, soprattutto nel contesto odierno, evitando la realizzazione di condotte discriminatorie che restringono la concorrenza.

In questa prospettiva, la decisione dell’Autorità riconosce, in linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia UE, la necessità che i sistemi di distribuzione, al fine di essere compatibili con le regole sulla concorrenza, si basino su criteri di natura qualitativa, non discriminatori e applicati indistintamente a tutti i potenziali rivenditori.

L’Autorità è stata capofila in tale azione e, grazie al suo intervento e alla collaborazione prestata, le autorità nazionali di concorrenza della Germania e della Spagna hanno successivamente avviato analoghi procedimenti.

L’Autorità ha quindi irrogato una sanzione di 68,7 milioni di euro alle società del gruppo Amazon e una sanzione di 134,5 milioni di euro alle società del gruppo Apple e ha intimato a tali società di porre fine alle restrizioni, permettendo l’accesso ad Amazon.it ai rivenditori di prodotti Apple e Beats “genuini” in modo non discriminatorio.

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