Codacons: “Draghi viola le direttive europee e rende difficile chiedere giustizia”

Per il Codacons si sta andando sempre più verso un mondo dove i potenti che possono pagare, ma anche i prepotenti avranno sempre la meglio. Cosa succede? L’art. 192 del Ddl n. 2448 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024) per il Codacons viola le disposizioni europee e rischia di avere pesanti ripercussioni in tema di giustizia, con danni soprattutto per i cittadini meno abbienti. Lo denuncia il Codacons, che ha inviato una istanza al Premier Mario Draghi e alla Ministra della giustizia Marta Cartabia, chiedendo un incontro col Governo per sanare le criticità della norma.

L’art. 192 rubricato “Disposizioni in materia di contributo unificato” dispone la non iscrizione a ruolo delle cause per le quali è stato omesso il pagamento del contributo unificato, “anche quando sono utilizzate modalità di pagamento con sistemi telematici” – scrive il Codacons nell’istanza – E’ necessario tenere in debita considerazione le conseguenze che tale disposizione può avere in relazione non soltanto al processo civile, ma anche a quello amministrativo e tributario, che notoriamente sono cadenzati da più stringenti termini di decadenza per l’introduzione di giudizi finalizzati alla tutela dei diritti dei cittadini. Una disposizione finalizzata alla semplificazione delle procedure di riscossione nell’alveo del rapporto contribuente – erario, non può e non deve impattare negativamente sulla tutela dei diritti di tutti i cittadini.

L’art. 192 del Disegno di Legge in parola, così come formulato, impedendo l’iscrizione a ruolo di qualsiasi tipologia di causa a fronte del mancato o anche del solo parziale mancato pagamento del contributo unificato rende di fatto meno agevole l’accesso alla giustizia, ponendosi, pertanto, in netto contrasto con la DIRETTIVA (UE) 2020/1828 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 25 novembre 2020, relativa alle azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori secondo cui:

“1. Gli Stati membri adottano misure intese a garantire che le spese di procedimento relative alle azioni rappresentative non impediscano agli enti legittimati l’effettivo esercizio del loro diritto di chiedere i provvedimenti di cui all’articolo 7”.

In tali circostanze ed a fronte di quanto sin qui rilevato, appare quanto mai necessaria una urgente modifica dell’art. 192 del Disegno di Legge, che porti all’eliminazione dell’obbligo del pagamento anticipato del contributo unificato quale presupposto per l’iscrizione a ruolo e contestualmente, in recepimento della Direttiva Comunitaria.

Si, chiede, altresì, un incontro urgente con gli Onorevoli Ministri Daniele Franco e Marta Cartabia e con il Presidente del Consiglio Mario Draghi.

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