Crisi materie prime: fino a quando continueranno gli aumenti?

Le aspettative delle imprese su una veloce risoluzione del trend non sono positive: si prevede che la tendenza rialzista si protrarrà fino al primo semestre del 2022 (il 71% di chi ha registrato un aumento nel III trimestre 2021) o persino oltre (il 19% di chi ha registrato un aumento nel III trimestre 2021), mentre solo una minoranza ritiene che il trend non proseguirà affatto (il 10% di chi ha registrato un aumento nel III trimestre 2021). I dati arrivano da uno studio condotto da Univa, l’unione degli industriali della provincia di Varese

Il 95% delle imprese che ha registrato incrementi nei prezzi delle materie prime e dei semilavorati prevede che questo avrà un impatto sui costi di produzione nel medio periodo, portando da un lato a un aumento dei prezzi di vendita (come previsto dall’8%), dall’altro a una riduzione dei margini di profitto (previsto dal 13%) e nella maggior parte dei casi (79%) ad un mix dei precedenti fattori.

Oltre all’aumento dei prezzi si rilevano problemi anche sull’approvvigionamento di alcune materie prime e semilavorati (a spiccare sono sempre i metalli, per il 50% delle imprese che hanno dichiarato di avere problemi di approvvigionamento), come dichiarato dal 72% delle imprese intervistate. In fattispecie, tra queste il 61% ha indicato come principale problematica l’allungamento dei tempi di consegna, mentre il 36% la scarsa disponibilità delle materie prime e il 3% la bassa qualità delle materie prime. Sembrerebbe inoltre che il problema non sia “soltanto” di natura di prezzo, ma anche logistica, tenuto conto che il 56% delle imprese intervistate ha rilevato nel III trimestre 2021 criticità in merito ai noli marittimi: tra queste, il 96% ha riferito di un aumento rilevante dei costi di servizio, trasversale in tutti i settori e il 44% la cancellazione di rotte di navigazione. Ad aggravare il quadro, l’emergere delle prime segnalazioni rilevanti di rialzo dei prezzi di energia e gas e dei componenti elettronici tra i rispondenti.

Nel III trimestre del 2021 è continuato l’aumento generalizzato nei prezzi delle materie prime e semilavorati già registrato nel trimestre precedente: il 91% delle imprese intervistate ha rilevato questo fenomeno per il periodo luglio-settembre, diffuso a tutti i settori e con l’aggiunta dell’inflazione energetica. Gli incrementi nei prezzi si sono concentrati, a livello di materiali, nei metalli di base, ferrosi e non (segnalati dal 46% delle imprese che hanno registrato aumenti), dopodiché

  • i prodotti chimici (segnalati dal 44% e utilizzati in tutti i settori),
  • le fibre tessili (segnalati dal 29%)
  • i polimeri per le materie plastiche (segnalati dal 27%).

 

 

 

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