Diritti delle donne: in Italia sempre più difficile abortire, oltre il Covid ci si mettono pure gli obiettori

Era il 1981 quando un paese intero si è espresso a favore dell’aborto, eppure a 40 anni di distanza ci sono ancora tantissimi problemi. I medici obiettori sono il primario. E’ consentito dalla legge, ma mette una serie di ostacoli alle donne anche oggi. Molte sono costrette a cambiare regione, sia al Sud, che nel civilizzato Nord, trattate come criminali, da medici che sono contrari ideologicamente. Le storie raccontate sui giornali sono tante.

La legge 194 prevedere che l’obiezione di coscienza “esonera il personale dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l’interruzione della gravidanza, e non dall’assistenza antecedente e conseguente all’intervento”.

La conseguenza qual’è? Molti ginecologi per non fare solo aborti si dichiarano obiettori. E per le donne inizia un calvario senza fine. Gli ultimi dati completi forniti dal Ministero della Salute (2018)  vedono il 69% di medici attivi in Italia eticamente contrari a questa pratica. In Molise ne è restato solo uno ad operare ed anche in Sicilia la situazione sta diventando critica.

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