La sofferenza delle strutture per l’infanzia e delle famiglie durante il Covid

Nel corso del 2020, con le chiusure temporanee dei servizi dovute alla pandemia sono diminuiti i beneficiari del “bonus Nido” (272 mila, 289 mila nel 2019) e il numero di mensilità erogate (spesa complessiva pari a 197 milioni di euro, 44 milioni in meno dell’anno precedente), contro un aumento dell’importo medio per mensilità grazie all’aumento fino a 3 mila euro del contributo erogabile annuo.

L’Indagine campionaria realizzata con l’Università Ca’ Foscari nei mesi di aprile-maggio 2021 su 1.418 servizi (1.036 asili nido e 382 sezioni primavera), sia pubblici che privati, rileva che a fronte di un aumento sia dei costi di gestione (93,2% dei casi) sia dei costi straordinari (95%), poco più del 50% delle strutture ha ricevuto contributi straordinari mentre circa il 59% ha attivato ammortizzatori sociali come la Cassa Integrazione o il FIS (Fondo d’Integrazione Salariale).

Nel 50% delle strutture si è verificato almeno un caso Covid (fra bambini oppure operatori), il 27,5% ha disposto la chiusura di una sola sezione e meno del 12% la chiusura totale del servizio, il restante 10% presumibilmente ha interrotto la frequenza solo per le “bolle” (piccoli gruppi di bambini) garantendo la continuità del servizio.

La riapertura ha richiesto interventi di riadattamento organizzativo (rimodulazione degli spazi disponibili 88%; formazione degli educatori 87%; orari scaglionati di entrata e uscita 75%; attivazione di canali straordinari di contatto con le famiglie 68%).

Soltanto il 2,2% dei gestori ha annullato il servizio mensa, l’8,5% ha ridotto il numero di sezioni, il 26% ha ridotto l’orario di apertura.

Poco meno del 30% delle strutture ha ridotto il numero di bambini accolti, e nella stessa quota ha rivisto le rette per le famiglie.

Le strutture hanno quindi dimostrato una buona capacità di adattamento alla situazione straordinaria, mentre criticità contenute sono segnalate alla riapertura, soprattutto relative allo stress nel gestire la situazione da parte di operatori e genitori.

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