Domenica alle 15 Berrettini sfida Djokovic nella finale di Wimbledon

Non era mai successo che un italiano arrivasse nella finale di tennis di Wimbledon: torneo che in 144 anni si è disputato 134 volte. Ma domani accadrà, perché Matteo Berrettini, nato a Roma il 12 aprile 1996, attualmente numero 8 della classifica Atp e da molti considerato uno dei tennisti italiani più forti di tutti i tempi, ha conquistato il diritto a disputarsi il titolo distruggendo in semifinale Hubert Hurkacz, il numero 18 del mondo, per 6-3, 6-0, 6-7 (3/7), 6-4, dopo una partita durata 2 ore e 38 minuti e che solo per un sofffio non si è chiusa in tre set.

Ad aspettarlo domani (inizio ore 15) c’è il numero uno del mondo: quel Novak Djokovic che in semifinale ha piegato Denis Shapovalov, decimo nella classifica Atp, per 7-6 (7/3), 7-5, 7-5, e che ha commentato: «Non ci siamo mai incontrati sull’erba. Per Berrettini è la prima finale in uno Slam, per me la trentesima volta: speriamo che tutta questa maggior esperienza mi aiuti, perché lui sta giocando il suo miglior tennis. In particolare il servizio e il dritto sono diventati tra i migliori del circuito. Matteo ha molto talento e anche tatticamente è molto intelligente, sa costruire bene il punto ed è aggressivo da subito. Ma ci conosciamo bene e ci siamo anche allenati insieme prima di venire a Londra».

Non sono tanti gli italiani che possono dare consigli a Matteo per come affrontare la finale di uno slam, su tutti Nicola Pietrangeli, semifinalista a Wimbledon nel 1960 dopo aver vinto l’anno prima il Roland Garros, che dice «Nessuno ha il servizio di Berrettini», e ovviamente Adriano Panatta, che nel 1976 si giocò e vinse la finale del Roland Garros, diventando il secondo italiano a vincere uno slam e anche l’unico a riuscirci nell’era del tennis professionistico. A ben vedere, fino a ieri Panatta era il solo tennista ad aver raggiunto una finale Slam nel singolare maschile dell’era Open e che ha commentato di non essere per nulla sorpreso dell’impresa del giovane romano, a cui dice: «fondamentale fino all’inizio della partita è non farsi prendere dall’ansia e poi, sul campo, non stravolgere il tuo gioco. E a quel punto Djokovic si può anche battere».

Non resta che lasciare, domani, la parola agli scambi. E, per dirla con Matteo Berrettini «Non avrei mai nemmeno sognato una cosa del genere, perché era un sogno troppo grande. E invece ci sono. Ora non resta che crederci!».

Wimbledon, inizio ore 15: diretta tv, per gli abbonati, su Sky Sport Uno (canale 201), Sky Sport Tennis (canale 205), Sky Sport 251 (canale 251); diretta streaming, per gli abbonati, su Sky Go e Now Tv.