Il nuovo approccio per ringiovanire lo sguardo. Filler dedicati per ogni area e per ogni età

Una “punturina” che ringiovanisce lo sguardo. Contro solchi, occhiaie, zampe di gallina, palpebre cadenti e inestetismi, arriva il Teoxane Approach, non solamente una nuova filosofia per affrontare la zona degli occhi, ma soprattutto un trattamento mirato, declinato in base all’età e capace di rispettare la naturalezza dello sguardo. I filler a base di acido ialuronico, sviluppati da Teoxane in quasi un decennio di ricerca, permettono di intervenire in modo puntale, risolvendo i problemi che possono riguardare l’intera area degli occhi.

«Già a partire dai 30 anni, una donna su due è preoccupata per l’aspetto stanco e affaticato del proprio sguardo; una preoccupazione condivisa da un numero sempre crescente di uomini – commenta il Prof. Giuseppe Sito, chirurgo estetico –. È però questa un’area anatomicamente complessa, dove sono diversi i fattori che concorrono a conferire un aspetto appesantito».

Non solo occhiaie. Il problema può inizialmente interessare il solco lacrimale (o tear trough), presentandosi come una deformità nell’area periorbitaria, in prossimità del naso, che non è infrequente riscontrare già in giovane età. Con il normale processo di invecchiamento, tipicamente fra i 30 e i 40 anni, il problema si presenta con le classiche occhiaie, con una forma di depressione nella zona palpebro-malare. I gradi più avanzati arrivano a comprendere anche un deficit di volume nell’area cosiddetta mid-cheek, ovvero il terzo medio del volto. «Il medico valuta la scelta del filler corretto, la quantità e la tecnica appropriata per iniettarlo – prosegue Sito –. L’acido ialuronico è indicato perché è una componente naturale della pelle, capace di donarle volume ed elasticità. Non tutti i filler però sono uguali e, per una zona delicata come il contorno occhi, il prodotto sbagliato rischia di accentuare il problema. Il filler ideale deve avere bassa igroscopia, una buona capacità di diffusione e deve esercitare una pressione minima sui tessuti».

Non ci sono interventi standardizzati: ogni trattamento viene calibrato dal medico in base all’anatomia del volto, alle caratteristiche e alle aspettative dei pazienti, che possono dare luogo a una varietà di situazioni. Un panel di esperti approfondisce i molteplici aspetti che entrano in campo quando si parla di filler per illuminare e ringiovanire lo sguardo.

Guancia e palpebra: la tecnica G-Point Lift

È una tecnica tutta italiana messa a punto dal chirurgo oculoplasta Francesco Bernardini che si basa sull’uso, in un preciso punto strategico denominato G-Point, di un filler a base di acido ialuronico adatto a dare supporto e compattezza. «Per sostenere e supportare la palpebra inferiore, si sfruttano le caratteristiche fisiche del filler RHA4 di Teoxane, che ha la capacità di mantenere la propria struttura ed è indicato proprio a contrastare il cedimento dei tessuti su aree estese, dando un effetto lifting. Il trattamento si completa con il filler specifico per solchi oculari che agisce sulle transizioni, dando un “effetto Photoshop” che leviga e rifinisce». Il filler in questione è Teosyal Redensity 2, sviluppato da Teoxane specificamente per la zona perioculare: contiene acido ialuronico semi cross-linkato (15 mg/g), dalla formula brevettata, che apporta un’azione dermo-ristrutturante.

Volume alla palpebra superiore

L’uso di filler per trattare l’aging della palpebra superiore è sperimentato con successo da Giovanni Brunelli, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. «Il processo di invecchiamento a carico della palpebra superiore prevede non solo un eccesso cutaneo ma, spesso, anche una perdita di volume con conseguente infossamento ed effetto “occhio vuoto” – spiega il medico –. In questi casi, l’intervento di blefaroplastica potrebbe essere controindicato, perché provocherebbe un ulteriore svuotamento della palpebra. Ecco, quindi, che il riempimento con un filler (Teosyal Redensity2) a base di acido ialuronico appositamente formulato può rappresentare una validissima alternativa all’intervento chirurgico».

Blefaroplastica e light-lifting dello sguardo

«Con l’età il contorno occhi si svuota, ma a volte dipende anche da un elemento strutturale del viso, che può essere scavato in alcune parti e più ‘morbido’ in altre, come nel solco lacrimale, dove si formano le borse», afferma il Dott. Gabriele Muti, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e Segretario Nazionale AICPE (Associazione Italiana Chirurghi Plastici Estetici).  La chirurgia estetica oggi è molto avanzata e prevede interventi tailor-made a seconda della necessità del viso. «Nel caso di cedimenti palpebrali severi è necessario ricorrere alla blefaroplastica, ma – spiega Muti – la medicina estetica oggi ha soluzioni soft, che consentono un’immediata ripresa delle normali attività quotidiane, senza tempi di recupero, soprattutto per le occhiaie e le borse moderate, dove in pole position troviamo i filler di acido ialuronico. L’acido ialuronico, quando formulato specificamente per il trattamento dell’area periorbitaria, ha infatti la capacità di garantire un piacevole effetto light-lifting dello sguardo che dura fino a un anno».

E gli uomini? L’attenzione all’aspetto dello sguardo non è solo una prerogativa delle donne. A sottolinearlo è la dottoressa Paola Molinari, specialista in Chirurgia Generale e medico estetico ed esperta nella tecnica Masculook per armonizzare i tratti del viso maschile. «Gli uomini che si rivolgono al medico estetico per migliorare gli inestetismi dell’area perioculare sono sempre di più – dichiara Molinari –. Anche nel loro caso i filler sono l’ideale per ripristinare i volumi persi con l’età, riducendo l’aspetto di solchi e rughe e donando al viso un look più fresco e naturale. Gli uomini inoltre apprezzano particolarmente il fatto che questo trattamento si svolge rapidamente, non lascia segni visibili e permette di riprendere subito tutte le normali attività quotidiane».

Una pelle nutrita contro le zampe di gallina

«Le sostanze iniettate – spiega la dottoressa Patrizia Piersini, medico estetico a Torino e docente della Scuola Superiore di Medicina Estetica dell’Agorà di Milano – hanno anche la capacità di stimolare la produzione di collagene ed elastina e di invertire i processi ossidativi. In sostanza, oltre a sollevare il sopracciglio, distendere le rughe perioculari (zampe di gallina) o riempire il solco scuro dell’occhiaia, i filler hanno come effetto anche la ridensificazione e rigenerazione di derma ed epidermide della pelle contribuendo anche in questo senso a riacquistare un aspetto fresco e riposato dello sguardo». L’ideale, dopo l’intervento del medico estetico, è proseguire il trattamento a casa con Teoxane R[II] Eyes, prodotto a base di estratti di Escina e Hamamelis, per un effetto fresco e drenante decongestionante, e acido ialuronico per mantenere a lungo l’idratazione cutanea.

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